I Due di Picche (J-Ax e Neffa) giocano le loro carte

Dopo aver passato gli anni novanta su posizioni non troppo amichevoli, dopo essere stati personaggi simbolo di un certo tipo di underground hip hop a stelle e strisce e dopo essersi re inventati una carriera negli anni duemila, Neffa e J-Ax hanno scoperto le carte.

Il connubbio nato dall’incontro di queste due personalità, non solo artistiche, viene ora celebrato nell’album “C’Eravamo Tanto Odiati”, sotto il monicker Due Di Picche in cui Ax è Willy di Picche e Neffa Johnny di Picche. Un lavoro nato originariamente come un semplice singolo (quella “Faccia Come Il Cuore” che sta spopolando su diversi network proprio in questi giorni) che ha mano a mano preso forma e si è rapidamente concretizzato in un vero e proprio side project che sarà probabilmente uno dei must di questa stagione.

Non dite però a Willy e Johnny che questa è stata una mossa studiata, potrebbero prendersela: (J-Ax) “E’ un buon segno che ci venga posta questa domanda, ovvero se abbiamo cercato l’operazione commerciale con un brano orecchiabile, perché vuol dire che la cosa funziona. Se avessimo voluto fare una cosa scontata avremmo fatto un brano lento rappato da Neffa con la mia voce emo sopra, non certo un pezzo che va sfrontatamente contro una realtà che è sotto gli occhi di tutti. Ci siamo trovati cresciuti, maturati e ci siamo messi a fare delle jam session lunghissime, durante le quali tiravamo fuori le cose che non c’andavano bene, o meglio che non c’erano andate bene da parte di uno o da parte dell’altro successe negli anni novanta. Però nel frattempo cresceva questa collaborazione artistica, i pezzi fluivano e probabilmente se non ci fossimo messi una deadline secca avremmo buttato fuori un doppio disco.”
Neffa conferma: “Abbiamo impiegato quindici anni a superare certi demoni e a togliere certi scheletri dall’armadio. Oramai siamo persone adulte e il modo con cui si affrontano le cose cambia da quando hai vent’anni a quando arrivi verso i quaranta. Parlando, provando e dialogando senza nasconderci, diciamo già al terzo giorno di lavoro, avevamo sistemato alcune retaggi e abbiamo potuto concentrarci totalmente sui pezzi. Ci siamo confrontati, alcune cose mie non piacevano a lui e viceversa, alla fine i nove pezzi del disco sono quanto di meglio siamo stati in grado di produrre. Nessuna volontà però di piacere a qualcuno, questo è quanto è piaciuto a noi in questo determinato periodo, sarà poi la gente a giudicare e a valutare se questa roba fa anche al caso loro.”

La discussione si dipana su diversi argomenti ma il futuro bene o male è già scritto: non faranno, almeno per il momento, un tour insieme, proseguiranno gli impegni già programmati per entrambi e quando troveranno tempo gireranno i video per gli altri singoli contenuti nel cd. Cd che è stato voluto dalla discografica stessa come spiega J-Ax: “Noi scrivevamo e incidevamo i pezzi, non pensavamo minimamente a un disco intero, volevamo magari distribuirlo for free, oppure mettere tre pezzi sul disco di uno e altri tre su quello dell’altro. La Sony poi si è dimostrata entusiasta del risultato ed eccoci qui a parlarvene, il futuro non so cosa possa riservarci, personalmente non mi metto mai dei limiti, magari la prossima collaborazione la faccio con te (segnato, ndr)”. Neffa conferma: “Ero abbastanza sicuro che se avessimo trovato in breve tempo la giusta alchimia e fossimo entrati in sintonia avremmo tirato fuori qualcosa di bello. La consapevolezza risiedeva nel fatto che per entrambi la cosa più importante era fare buona musica, fare dei pezzi che spaccavano e che piacevano ad entrambi, dissacranti, diversi e poco prevedibili. Alcuni dei fans di vecchia data delle nostre rispettive ‘legioni’ non so quanto possano prenderla bene, ma noi siamo molto soddisfatti del risultato anche perché ci siamo scoperti una squadra affiatata, una task force che è andata dritta all’obiettivo.”

Willy e Johnny sono pronti a darvi un due di picche che per una volta però non vi farà soffrire o non vi farà rimanere male, a patto che vi piaccia la musica poco prevedibile; J-Ax: “Bisogna interpretarla la musica, non è detto che un brano lineare ed orecchiabile sia allo stesso tempo facile da capire, stesso discorso per questi pezzi, che sono profondi ben oltre le apparenze, farli suonare bene ed immediati è una componente essenziale, ma dopo il primo impatto vi renderete conto che non tutto è così scontato.” Neffa ricorda che “quando sono stato a Sanremo avevo portato un gran pezzo che però non è stato per nulla capito e che non era per nulla così semplicistico come è stato bollato. Questo progetto mi ha permesso di prendermi delle libertà che difficilmente mi sarei preso su un disco solista, questo mi ha dato una grande spinta e mi ha permesso di godermi appieno il processo di realizzazione del disco.”

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