In Flames, intervista a Peter Iwers

In Flames Alcatraz Milano 27 Settembre

Una band totalmente consapevole di quanto le sta accadendo e dell’importanza che riveste all’interno della scena hard & heavy mondiale: questi sono gli In Flames nel 2011, benchè Peter Iwers, bassista di lungo corso, sia assolutamente convinto della normalità che caratterizza questo gruppo, che non ha mai cercato in realtà la soluzione facile o la strada per sfondare, come accaduto, a livello commerciale, ma è sempre rimasto sè stesso limitandosi a suonare quel che voleva suonare.


Outune.net – In Flames interview oct 2011 on MUZU.TV

“E’ un piacere suonare qui in Italia, sempre, c’è grande partecipazione ogni volta che veniamo nel vostro paese. Di solito facciamo più date nello stesso paese, questa sera invece dovremo concentrare tutta l’energia in una data unica, sarà comunque divertente e grandioso.”
“A dispetto di quel che si pensa non c’è mai stata un’occasione in cui ci siamo seduti intorno a un tavolo e deciso di suonare e scrivere in un modo piuttosto che in un altro, oppure deciso di utilizzare maggiormente la melodia nei nostri pezzi. Di occasioni ce ne sono state di discutere, siamo in questa band insieme da 15 anni! Componiamo semplicemente in base alle emozioni, alle sensazioni e ai periodi che stiamo vivendo nel momento in cui iniziamo a scrivere, utilizziamo tutta l’energia che abbiamo dentro e la trasponiamo in musica. Il nuovo disco (“Sounds Of A Playground Fading“, ndr) è stato composto in modo molto naturale benchè prima di iniziare nessuno di noi sapeva davvero cosa sarebbe venuto fuori, visto che solo Bjorn avrebbe scritto le parti di chitarra questa volta: ha presentato ciò che aveva composto e siamo rimasti subito entusiasti di quanto stavamo ascoltando e abbiamo deciso di partire dalle sue idee per creare le canzoni. Siamo felici del risultato finale, come sempre non c’è stato nessun obiettivo da raggiungere o un terreno da cui non uscire per fare l’album, siamo gli In Flames, facciamo musica e non ci facciamo alcun problema su queste cose. Ci divertiamo un sacco a fare musica e girare il mondo suonando sui palchi di tutti i paesi possibili, se a tante persone piace divertirsi insieme a noi questa è una gran cosa in più che ci aiuta a impegnarci sempre di più nel fare ciò che amiamo fare, ovvero come dicevo fare musica”
“Ho sempre suonato con gli Ampeg e da bassista credevo che niente sarebbe mai stato meglio degli Ampeg, quindi ho provato IBS e mi sono trovato alla grande a usarli insieme dal vivo. Quindi mi sono trovato bene con i pedali della MXR Dunlop per ottenere il sound che cercavo, visto che adoro il sound con un po’ di distorsione, il mio amico James Lomenzo (che ha suonato nei Megadeth e nei Black Label Society) tre anni fa mi ha quindi fatto provare il suo Ashdown che aveva un sound molto vintage…ho pensato quindi di provare a combinare i due sound che ottenevo dai due pedali per creare il sound che ho tutt’ora. Ogni disco è una sfida, cerchiamo sempre di imparare qualcosa di nuovo e di migliorarci ogni volta, io voglio sempre avanti…sì suono con le dita anche se me ne sono rotto uno, due mi bastano posso farcela…”
“Sono soddisfatto della carriera che ho avuto, non riesco a identificare un singolo momento migliore di altri, sicuramente quello peggiore in assoluto è stato quando Jesper ha dovuto fermarsi e lasciare la band. Siamo molto amici, ha dovuto pensare a sè stesso e a risolvere qualche brutto problema, ho parlato con lui proprio oggi e si sente bene, sta andando sempre meglio e sono contento di questo. Quando però Niclas (sostituto di Stromblad, ndr) è entrato nella band ha riportato entusiasmo a tutti e grazie alla sua energia ci ha permesso di tornare ad alti livelli.”

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