Incubus, Brandon Boyd ai nostri microfoni

Incubus Brandon Boyd Intervista

Cinque lunghi anni sono passati tra la pubblicazione di “Light Grenades” e il nuovo “If Not Now, When?”, ma Brandon Boyd e i suoi compagni non sono stati certo con le mani in mano: il chitarrista Mike Einziger ha frequentato Harvard, mentre il cantante si è dedicato alle proprie passioni, all’arte e al suo primo album solista. “Non è che volessimo tornare alla normalità, anche perché qual è la normalità?” – ci spiega un cordialissimo Boyd. “Volevamo semplicemente smettere di andare in tour, eravamo esausti. Adoriamo viaggiare e suonare la nostra musica dal vivo, ma ci siamo accorti che iniziavamo a non sopportarlo più perché eravamo esausti. Ci siamo fermati, abbiamo recuperato energie e siamo tornati”.

Tornati con un album che, per lo meno musicalmente, pare essere differente dal recente passato: “Più che differente lo ritengo molto vario. In effetti  il primo singolo poteva spiazzare un po’ i nostri fan o in realtà forse ha spiazzato di più chi non ci conosce” – ammette Brandon – “Ma se lo guardi nel complesso ti accorgi che poi non è così avulso dal resto della nostra discografia”. Di sicuro deve trattarsi di un album davvero particolare per lui, come si evince da testi molto personali e legati alla realtà. “Non abbiamo dovuto pensar molto al titolo da dare all’album. “If Not Now, When?” mi sembrava assolutamente in linea con quello che pensavo nel momento della stesura dei testi e poi è una domanda che ognuno di noi si è fatto nella vita. Può riguardare le piccole cose di ogni giorno, così come i grandi problemi che affliggono la nostra società. Tratta dell’idea del cogliere l’attimo, del fare una cosa quando bisogna farla, senza attendere”. Un concetto che dovrebbe premere spesso i nostri politici, più che artisti come gli Incubus…“Io continuo a fare il mio mestiere, descrivendo quello che vedo e quello che provo. Certo che l’idea di lasciare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi dovrebbe interessare tutti, classe politica compresa“.

In attesa che questo succeda, accontentiamoci di vedere gli Incubus nel nostro paese dopo l’estate. “Assolutamente sì, ora che ci è tornata anche la voglia di suonare, pensate che possiamo non tornare nel vostro splendido paese?

Luca Garrò

Condividi.