The IMF’s: Dave Abbruzzese e Bernard Fowler, quando il tutto è più della somma delle parti

Passati recentemente dalle nostri parti con un concerto che ha lasciato il segno in chi era presente, gli International MF (le lettere stanno per Motherfuckers…, ndr) sono la dimostrazione lampante che, in alcuni casi, unendo quattro rinomati professionisti dello strumento si può creare qualcosa di grande.

A differenza di altri “supergruppi” pompati da ogni mezzo mediatico esistente, i quattro musicisti in questione sono turnisti di classe immensa, che hanno spesso reso dei gioielli gli album degli artisti con cui hanno collaborato. Stiamo parlando di artisti del calibro di Dave Abbruzzese, Bernard Fowler, Stevie Salas e TM Stevens. Il primo non ha bisogno di presentazioni: basti pensare che esiste tutta una parte di pubblico dei Pearl Jam che ha smesso di seguire il gruppo di Seattle al momento della dipartita del drummer…Il secondo è semplicemente colui che Mick Jagger vuole al proprio fianco da anni, definendolo una delle voci più grandi mai sentite. Stevie Salas è un chitarrista dotatissimo, dal groove molto Hendrixiano e dalle collaborazioni illustri (Michael Hutchence degli INXS, Rolling Stones, Public Enemy e tanti altri), mentre Stevens è uno dei bassisti più apprezzati sul pianeta terra. Insomma, gente di classe, spesso relegata a ruoli da comprimario, che ha deciso di unire le forze per un tour mondiale e per un disco che uscirà prima dell’estate. Chi ama il grande rock, ma più in generale chi vuole assistere a qualcosa che in Italia non vediamo tutti i giorni, farà bene a tenere ben aperte le orecchie in vista del loro ritorno.


Abbiamo incontrato Dave e Bernard, due chiacchierate interessanti ed estremamente rilassate con persone disponibili e appassionate in quel che fanno.

Dave non è certo alle prime armi nel music biz, tuttavia gli IMF nascono in maniera inaspettata: “Questo progetto nacque quando meno me l’aspettai. Mi trovai con Stevie (Salas, ndr) e cominciammo a suonare funky, un genere che amo pieno di groove e di ritmo. Da lì in poi tutto venne naturalmente, entrammo in contatto con Bernard (Fowler, ndr) perché Stevie mi disse di aver per le mani una voce eccezionale. Scoprì solo dopo che era il bassista dei Rolling Stones e aveva una voce clamorosa! Insomma col passare del tempo la line up si è rafforzata e unita sempre più, dal vivo sono molto felice di suonare con persone che rispetto e che stimo.”

A conferma della naturalezza e della spontaneità del progetto, c’è anche la gestazione dell’ultimo disco: “In sei giorni abbiamo composto, registrato, inciso quindici pezzi! Una cosa incredibile! Devo ammettere che ero abituato ad altri ritmi, ad altre routine, ad altri gruppi…sì insomma c’è voluto parecchio tempo per togliermi dalla testa i Pearl Jam devo ammetterlo. Questa band mi è servita tantissimo per recuperare anche lo spirito originario del rock and roll, e per farmi apprezzare la libertà esecutiva e compositiva. Quando suoniamo dal vivo c’è spazio all’ispirazione del momento, ognuno di noi improvvisa ed è fantastico vedere le facce stupite dei miei compagni quando magari invento un fill efficace o inaspettato! A conferma dell’alchimia che abbiamo on stage, stiamo frequentemente registrando gli show che facciamo, magari riusciremo a mettere insieme un disco dal vivo…”

E cosa ne pensa Dave della questione illegal download? “Sicuramente non è una cosa bella, tuttavia penso il music business si sia ucciso o si stia uccidendo da solo. Fin quando il biz non capirà che bisogna anche pensare alla musica prima che ai soldi non cambierà molto. American Idol e tutti i talent show sulla musica di adesso, non sono altro che un modo per trovare la nuova macchina da soldi, magari ti durerà un anno ma ti farà fare i soldi… Non penso che internet e i file sharing dei dischi possano danneggiare il mondo del rock and roll. Il rock and roll non morirà mai perché ci saranno sempre dei club in cui le band suoneranno di fronte a delle persone che vogliono sentire il rock and roll! Inoltre chi suona rock lo fa quasi sempre per passione, il rock non è mai stato legato solo al fare soldi o al diventare famosi. Su una persona che ce l’ha fatta, ce ne sono altre diecimila che non sono diventate famose per nulla! Ti dirò di più le nuove tecnologie permettono anche ai fans di poter vedere i propri artisti preferiti in 25 concerti diversi al mese, è una cosa in più, inoltre YouTube permette pure di capire se una band ci sa fare dal vivo oppure se fa schifo ed è costruita a tavolino in studio! Certo, i fan di una band, i veri fan di una band acquisteranno anche i dischi originali, scaricare illegalmente non va bene se uno si limita a quello e poi non supporta i gruppi andandoli a vedere dal vivo o comprando il loro merchandise. Comunque se vuoi fare rock and roll, non hai tempo di pensare a queste cose, devi spaccarti le chiappe giorno dopo giorno e suonare ovunque (ci mostra le fiacche sulla mani, ndr).”

Bernard Fowler è altrettanto coinvolto nel progetto, ecco le sue impressioni a riguardo.
Quando è nata l’idea di mettere in piedi questo progetto?
La data precisa non te la so dire (ride)! Di certo era nella mia testa da diverso tempo, ma per qualche motivo non si trovava mai il tempo per mettersi insieme e ragionarci per bene…Poi finalmente io e Stevie ci siamo incontrati ed abbiamo iniziato a porre le basi per quello che vedrete per un po’ di tempo sui palchi di mezzo mondo.

Siete tutti musicisti di livello mondiale, che hanno suonato su alcuni degli album più belli degli ultimi vent’anni. Eravate stanchi di fare i gregari?
Nessuno di noi ha mai pensato di essere un gregario o un turnista, siamo tutti contenti di ciò che abbiamo fatto e continueremo a farlo in futuro. Semplicemente siamo quattro musicisti che hanno trovato una buona alchimia insieme e vogliamo rendere partecipe il pubblico della nostra felicità. Certo suonare ciò che vogliamo non ha prezzo, anche se gli incassi non sono quelli dei Rolling Stones (ride).

Quando hai conosciuto Dave Abbruzzese?
Me lo presentò tempo fa Stevie, sono amici da moltissimo tempo. Riuscire a trovarlo per proporgli il progetto non è stato semplicissimo, ma alla fine l’abbiamo trovato e le cose sono andate a meraviglia. Dave è un musicista eccezionale, come tutti gli altri componenti della band, d’altra parte…

So che c’è già un disco nel vostro futuro prossimo…
Sì, non passerà molto prima di pubblicarlo. Siamo tutti molto eccitati all’idea, soprattutto proprio Dave, che non provava questo tipo di sensazioni da tempo.

E tu tornerai in tour con gli Stones?
Assolutamente sì, tra l’altro ci sono parecchi rumors su date relative alla prossima estate, ma non so nulla a riguardo. Di sicuro non starò un solo giorno dei prossimi mesi senza salire su un palco!

Dimmi una cosa: sono tutte vere le cose che si dicono degli Stones?
(Grossa risata) alcune sono inevitabilmente leggende, ma tante altre ti assicuro che sono vere. Di certo so che sono delle persone incredibili, con cui ho un rapporto umano stupendo. Giro il mondo con loro dai tempi del tour di Steel Wheels e ringrazio sempre il fato per avermeli fatti incontrare.

Luca Garrò

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