Intervista a Ozzy Osbourne: il Madman conquista Tel Aviv (ESCLUSIVA)

© Noa Magger

Siamo dovuti andare fino in Medio Oriente ma ne è valsa la pena. Ozzy e Sharon si presentano affiatati e uniti davanti a una folla di giornalisti allo Sheraton, luogo di svolgimento della conferenza pre-Ozzfest.

OZZFEST 28 settembre 2010 Press Conference. Tel Aviv, Israel – Photo Report by Noa Magger – These pictures are copyrighted. Do NOT use without permission. – Le seguenti immagini sono protette da copyright, ne è severamente vietato l’utilizzo senza autorizzazione.

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Molti pensano che me la tiri, oppure che vedranno un esaltato o una persona con un Ego smisurata sul palco…io semplicemente non sono così, sono una persona molto genuina e vera on stage, vedere la gente che canta e si diverte ai miei concerti è la benedizione più grande che potessi ricevere. Amo ogni singola persona che mi guarda e cerco di dare alla folla tutto quello che ho dentro, concerto dopo concerto. Ho quasi 62 anni ma sono ancora pronto a regalare un grande concerto rock anche stasera, non sono capace di fare altro che musica e vedere la gente esaltata e felice è l’obiettivo di ogni mia giornata.”
Esordisce senza fronzoli Ozzy Osbourne, dopo il photo shoot si divide le risposte con Sharon, moglie manager del Madman che spesso interviene quando vede il marito incartarsi nelle risposte (“A volte perdo il filo, ma lei riassume bene ciò che cerco di dire con frasi inutili”, ndr). Ozzy non è più un ragazzino, si mangia mille parole, a volte farfuglia cose difficili da capire, ma poi basta sentirgli dire “I don’t give a shit about politics, I just wanna rock everyone out there” per perdonarlo. È vero sul palco è un’altra persona, e lo sa bene anche lui: “Non mi sento un’icona o uno che ha influenzato questa corrente o questa band, non sono bravo a raccogliere complimenti, faccio da sempre quello che mi piace e sono felice di questo. Io vivo per i concerti, andrei a cantare subito se potessi e fanculo le conferenze.” (risate, ndr).
Taglia corto quando gli chiedono cosa ne pensa della situazione politica in cui versa il Medio Oriente: “Non sono mai stato vicino alla politica, anzi ho cercato di starci lontano il più possibile, non è una cosa di cui mi preoccupo, come non mi interessa la storia del pericolo attentati, non sono stato lontano da Israele per questo motivo, non so nemmeno perché non ci sono venuto per così tanti anni, forse ero sempre troppo ubriaco per non venirci”. Sharon interviene: “Quando eravamo giovani nel Regno Unito abbiamo avuto a che fare con l’IRA ma questa situazione non ha mai impedito agli artisti di fare concerti in Inghilterra o in Irlanda. Per questo venire qui è per noi una cosa normalissima, anzi siamo contenti di aver portato l’Ozzfest da queste parti.”

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La curiosità dei giornalisti medio-orientali verte anche su faccende meno ‘musicali’ e più ‘televisive’: “Gli Osbourne sono stati un’opportunità che abbiamo colto al momento giusto, a lungo andare però era diventata una situazione insostenibile. Non nego però che siamo stati i primi a fare qualcosa del genere in tv”. Sharon aggiunge che “ogni rockstar con una moglie, due figli e un cane che caga sul pavimento ha oggi il suo reality show televisivo. Siamo stati dei precursori in un certo senso, che poi in molti abbiano copiato perché avevano visto che questo format funzionava è un problema che non mi riguarda, anche perché il successo nostro è stato enorme mentre quello altrui molto inferiore…”. Si guardano come due sbarbati innamorati i due Osbourne, quando gli chiedono qual è il segreto per essere dopo così tanto tempo ancora uniti Ozzy si incarta parlando di come i divorzi ora sono all’ordine del giorno o di come gli impegni continui portino via tempo alla famiglia, fino a quando Sharon puntualizza: “Impegno, tanta volontà e impegno, per mantenere una famiglia unita e superare così tanti momenti difficili ci vuole coraggio e voglia di farlo.” Ozzy sorride: “Ecco, più o meno ciò che volevo dire io”.
Si torna a bomba sulle questioni musicali, intanto si parla dei rapporti con Zakk Wylde, YNetNews gli chiede se abbiano fatto pace: “Non abbiamo litigato, ha una grande band ed è il momento che si dedichi ai Black Label Society completamente. La mia band è molto giovane e piena di talento, vedrete che suoneranno benissimo e spaccheranno tutto là fuori.”
L’argomento Black Sabbath è gettonato anche a queste latitudini. Alla domanda se una reunion nel corso dei prossimi mesi sia ipotizzabile Ozzy risponde con un ampio sorriso e con poche parole: “E’ una possibilità, dovete chiedere a mia moglie che è il mio manager per queste cose!”. Sharon non aggiunge nulla, ma quel sorriso vale probabilmente più di mille altre sentenze…

Paolo Sisa

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