Intervista Antonello Venditti Unica presentato a Milano

Intervista Antonello Venditti Unica Presentato A Milano

Il Noy di Milano è il luogo prescelto per la presentazione alla stampa del nuovo album di Antonello Venditti Unica”, che uscirà martedì 29 novembre a quattro anni di distanza da “Dalla pelle al cuore”. Il cantautore romano non toglie mai gli occhiali da sole e ha una capacità oratoria davvero invidiabile.

Dopo una breve introduzione sul suo rapporto con la città di Milano, (Milano mi ha accolto nel nome di una grande casa che si chiamava Ricordi e che io rimpiango, rimpiango quel modo di trattare la musica; i miei dischi degli anni ’70 e ’80 sono nati a Milano come “Lilly”, “Sotto il segno dei pesci” e “Buona Domenica”, è stata la città che mi ha accolto dopo che Roma mi era venuta a noia) Venditti inizia a raccontare la storia della nascita del suo nuovissimo lavoro a ruota libera,  da solo, senza l’input delle domande dei giornalisti.

Leggi la recensione di “Dalla pelle al cuore”

Unica è un atteggiamento, un punto di vista, è la mia vita, ma Unica è sopratutto la canzone d’amore che porto dentro di me e che mi fa vivere la vita in un modo completo.” Venditti parla del suo modo di fare musica come di un “atteggiamento sempre emozionale, parlo di  politica non come fanno i politici, ma soprattutto non faccio il remake di me stesso, il mio atteggiamento è sempre positivo, non faccio altro che raccontare una lunga storia, la mia”.

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Il discorso si articola toccando diversi punti, che sono poi gli elementi di base dei brani del nuovo album, a partire dall’importanza dei giovani nel nostro Paese, del bisogno dei giovani per andare avanti, del fatto che “Non ci siamo accorti che ci sono ragazzi e ragazze che guardano il mondo in un modo diverso, gli abbiamo rubato tutto, il futuro”. Il collegamento con le agitazioni studentesche è presto fatto: è molto interessante il racconto degli episodi degli studenti sui tetti durante le proteste anti-Gelmini dello scorso anno, quando gli iscritti alla facoltà di architettura di Fontanella Borghese dell’università La Sapienza di Roma decisero che il modo migliore per farsi ascoltare era salire in alto, molto in alto, sui tetti. Molti personaggi noti accettarono di salire su con loro, e anche Antonello Venditti, il quale racconta che “ero lì sul tetto con l’eccellenza di questo Paese, ma l’eccellenza vera, quella che noi ci dimentichiamo di avere, che affermava il diritto di vita e il diritto ad un futuro migliore, e lo faceva con le mie canzoni quindi non ho potuto fare a meno di salire su quel tetto con loro.” Proprio a loro è dedicata la traccia numero uno, quella che apre il disco, quella “E allora canta!” scritta come inno moderno alla libertà, la libertà che ritornerà.

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Il bisogno di giovani per andare avanti, la necessità di nuovi equilibri il cantautore della capitale lo ha inserito anche fisicamente all’interno del nuovo album, grazie a  due ingressi molto importanti di due giovani ragazzi siciliani che, senza alcune referenze, si sono fatti rispettare all’interno del gruppo, amalgamandosi perfettamente con i nomi noti che invece da sempre accompagnano la carriera artistica di Venditti, quali Gato Barbieri e l’amico-conterraneo-tifoso romanista accanito Carlo Verdone, che suona la batteria ne “La ragazza del lunedì”. In “Non ci sono anime” ritorna il tema della libertà, “La liberta non  intesa in maniera solo politica, è la liberta infinita”. Ma la discografia di Venditti è anche la discografia delle canzoni sulle donne, e anche nel nuovo lavoro non potevano mancare. Sono protagoniste infatti di tre brani: “Oggi abbiamo bisogno del mondo femminile per farci accompagnare, il mondo giovanile lo abbiamo escluso. La mia Idea di donna è quella di un’accompagnatrice per la vita.” Alcune canzoni  sono semplici canzoni d’ amore vissute in prima persona,  a differenza di “Cecilia” che è uno snodo principale, dedicata alla figura di Santa Cecilia, figura femminile che “ha detto un sacco di no al rifiuto del suo Dio, no alla perdita della propria verginità, reagisce con la forza dell’amore. Si può arrivare a dire no come fatto di amore e di libertà”, fino alla canzone che chiude il disco, quella “La ragazza del lunedì (Silvio)” dedicata nientepopodimenoche al nostro ex premier Silvio Berlusconi.


Già, Silvio Berlusconi e le donne. La ragazza del lunedì altri non è che l’Italia, e la canzone narra della grande storia d’amore tra lei e l’ex premier. Questo amore poco curato, questo amore dato per scordato, lui si curava di questa ragazza solo il lunedi (e alla domanda del giornalista Mario Luzzato Fegiz: “perché il lunedì?“ Venditti risponde con ironia: “Perché sono aperti i tribunali, Fegiz!”) con tanto di voce imitata in maniera magistrale, e mi consenta. Al grido di “Silvio, che farò senza di te?” si chiude il brano e anche il disco stesso, con questa frase che fa pensare alla fine di tutte le storie d’amore, quando finalmente due persone si lasciano, si liberano l’uno dell’altra e ci si chiede…”e adesso?

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Con questo interrogativo politico/amoroso si chiude il tutto; non si chiude invece il calendario degli impegni per Antonello Venditti che, anzi, è fitto di eventi, dalla presentazione del disco alla Fnac di Milano domani, martedì 29 novembre, a quella del 2 dicembre alla Fnac di Porte a Roma, fino ad arrivare poi a un tour lunghissimo in partenza l’8 marzo da Roma, perché il live è “l’unico momento in cui si fa, davvero, il proprio lavoro.

Denise D’angelilli

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