Intervista Biohazard Reborn In Defiance lavoro sofferto

I fan dei Biohazard hanno dovuto aspettare ben diciotto anni per vedere riunita la formazione originale, con il rientro del chitarrista Bobby Hambel in line up: una band che nella prima metà degli anni Novanta scrisse la storia dell’hardcore con un disco seminale come “Urban Discipline”. Il nuovo lavoro, che sarà anche l’ultimo con Evan Seinfeld al basso, si intitola “Reborn In Defiance” e, pur non essendo tra i migliori episodi della loro carriera, non intacca lo status di band tra le più influenti nel genere.

Un album nato dopo la reunion del 2008, che li ha visti girare tutto il mondo, con tanto di tappa in Italia. “Tutto è andato per il verso giusto e, pur essendo con i Biohazard dal 1988, il tour del 2008 è stato come una seconda rinascita. Sono passati tanti anni, ma sono sempre felice e fiero di far parte di questa band“.Un lavoro sofferto, che ha richiesto tanto tempo per essere terminato: “Parto da una precisazione: su “Reborn In Defiance” canta e suona il basso Evan Seinfeld. Scott Robert, una nostra vecchia conoscenza, è entrato in formazione solo successivamente, a lavori già terminati. E’ stato un parto difficile, perché è stato necessario spendere del tempo per tornare una vera e propria squadra e per stabilire delle relazioni che sono andate perse con il tempo. Personalmente, ho preso questo processo come una sfida personale: durante le registrazioni sono stato costretto a volare diverse volte in California per brevi periodi in studio e sala prove, essendo l’unico componente dei Biohazard a non vivere a Los Angeles. Lo ammetto: registrare “Reborn In Defiance” è stato un po’ stressante“.

“Reborn In Defiance” è anche il primo disco per Nuclear Blast, un’etichetta che ha nel suo roster principalmente band hard rock ed heavy metal. “Lo so, non è un’etichetta che storicamente è vicina alla nostra musica: avremmo potuto fare un accordo con la Victory o ritornare in Roadrunner Records. Ma con il tempo ci siamo accorti di aver fatto la scelta giusta: la Nuclear Blast, al contrario di quanti potrebbero pensare, conosce ed apprezza la nostra musica. E, inoltre, i rapporti professionali finora sono stati ottimi“.

I Biohazard non sono capaci di fermarsi per un momento: infatti già a pochi giorni dall’uscita di “Reborn In Defiance” i Nostri hanno pianificato un lungo tour mondiale, che li ha fatti debuttare in Europa con i Suicidal Tendencies nel ruolo di coheadliner. “E’ stata una vera e propria sorpresa, perché i Suicidal Tendencies sono una delle nostre band preferite. Questa serie di concerti da coheadliner è nata dall’idea di un promoter tedesco, MAD, che ci ha presentato la sua idea. Personalmente l’ho apprezzata dal primo momento: sapevamo già dall’inizio che ogni serata sarebbe stata un evento speciale. In ogni caso, abbiamo altri piani per l’estate: torneremo infatti in Europa e punteremo a fare quanti più festival possibili“.

Stefania Russo


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