Intervista Django Django nuove sonorità alla conquista del mondo

Provengono dalla Gran Bretagna, hanno pubblicato il loro primo album omonimo all’inizio di quest’anno e hanno già all’attivo una nomination ai Mercury Prize nella categoria “Best Band”.  Stiamo parlando dei Django Django, che qualche giorno fa sono sbarcati a Milano in occasione della loro data al Tunnel. Il loro stile musicale non è ben definibile, in quanto è una fusione di elettronica, psichedelia, indie e richiami anni ’60.

Detto così sembra un mischione ma la resa sonora è perfettamente riuscita: “Questo disco è il risultato di tutte le cose che ci piacciono: passiamo dai Kraftwerk ai Beach Boys, e inoltre ognuno di noi predilige artisti che gli altri componenti della band non ascoltano” afferma David Maclean, batterista e produttore della band. I Django Django, nonostante negli ultimi mesi abbiano ottenuto molto clamore, sono persone con i piedi per terra, tanto che la notizia della nomination ai Mercury Prize, sebbene poi non abbiano vinto, è stata accolta come una grande sorpresa: “Non ce lo aspettavamo lontanamente, una nomination per un premio così importante è un riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto” – sostiene il tastierista Tommy Grace – “vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta. Per quanto riguarda i testi delle canzoni, tutto ciò che facciamo è cercare di costruire una storia che prende forma nella nostra testa e creare uno scenario attorno ad essa”.
Il tour promozionale non sta di certo togliendo energia alla formazione scozzese, tutt’altro: “Non vediamo l’ora di realizzare al più presto un nuovo album. Quando scriviamo non ci facciamo prendere dalla pressione né ci soffermiamo troppo tempo a pensare su come sarà il brano successivo. Ci aiuta anche il fatto che parliamo della vita di tutti i giorni, di cose semplici, come ad esempio nostri stati d’animo che, talvolta, si contrappongono a quelli degli altri”.
Perché, in fondo, è proprio questa l’identità dei Django Django: musicisti che amano fondere stili diametralmente opposti e, al contempo, ragazzi che hanno conservato intatta la loro freschezza.


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