Intervista Elio E Le Storie Tese la band presenta L’Album Biango

Ha visto la luce il 7 maggio L’Album Biango di Elio E Le Storie Tese, a 5 anni di distanza dal precedente Studentessi “ormai è così” specifica Faso “come gli umani hanno 9 mesi di gestazione e gli elefanti 18, così un nostro album ha 4/5 anni prima di venire al mondo. Se esce in anticipo poi dobbiamo metterlo nell’incubatrice e non è bello da vedere”.

A cosa si deve questo titolo? E’ forse un errore grammaticale? Elio: “E’ un chiaro tributo all’albume cotto dell’uomo, che è bianco. Quello crudo è trasparente”. Gli fa eco Cesareo, suggerendo l’esistenza di varie versioni attendibili “Volevamo chiamarlo album bianco fino al momento di andare in stampa, essendo convinti che ci sarebbe andata bene come quando abbiamo pubblicato Made in Japan. Ma poi la Sony ci ha avvisati che era in arrivo una causa da 40 milioni di euro e allora ci siamo affrettati a dire che era un errore di battitura”. “Seconda versione” prosegue il bassista Faso “I più attenti ricorderanno che nella canzone TVUMDB si parla di un pennarone che scrive in biango. Quel biango rappresenta il colore degli Elio e Le Storie Tese che, paradossalmente, essendo una rock band sono quelli che sono andati più in biango di tutti. Ce n’è una terza, ossia che quando esce un nostro disco ci riuniamo con diversi titoli e copertine e non riusciamo a trovare un accordo. Da queste tensioni emerge un titolo mai preso in considerazione, tutti ridono e lo scegliamo”.

Una delle tracce che più ha fatto discutere è Complesso del Primo Maggio, considerato una critica verso il famoso festival al quale gli stessi EELST hanno partecipato “Non avete preso in considerazione il fatto che possa essere anche una parodia del pezzo di critica. Anche perché è abbastanza evidente nella scaletta che l’orario sia assegnato in base all’importanza che viene data all’artista”.

Ascoltando i testi, sembra che il fil rouge dell’album sia una presa di posizione contro i rompiballeperché, a te piacciono i rompiballe?”, puntualizza il bassista della formazione. “Il punto è che sembra che in questo mondo sia tutto da condividere. Un esempio, al concerto dei Beach Boys abbiamo visto che tutti guardavano lo spettacolo dall’Ipad. All’inizio dei nostri show, auguriamo buon divertimento, chiedendo di non riprendere audio e video, ma foto quante se ne vogliono”. “Siamo tutti oberati da stress” aggiunge il batterista Christian Meyer “quindi diventa una rottura di balle per tutti. Dobbiamo combatterla!”.

Vi rivedremo a Sanremo con una canzone su Sanremo? “Non in veste di cantanti, lasciateci metabolizzare giusto quei 15 anni. Se fra 15 anni esisterà ancora Sanremo, potremo portare un pezzo che parlerà del Festival”, sostiene Stefano Belisari, nome all’anagrafe di Elio. Ridendo e scherzando, la band è stata ospite svariate volte della kermesse canora “ci siamo stati in diverse vesti: inviati stampa, inviati per dei reportage, ospiti, concorrenti, come conduttori del dopofestival (che è venuto così bene che poi non l’hanno più rifatto), ce ne mancano solo due: ospite straniero, fattibile se prendiamo la residenza a San Marino, e conduttori del festival”.

Grande assente Rocco Tanica, che ha lasciato un messaggio: in una busta custodita da Elio “Cari tutti, vorrei spiegare il motivo della mia assenza in questi giorni ai concerti ed eventi promozionali degli Elio e Le Storie Tese, precisando che non ci sono problemi con i miei colleghi e amici né emergenze in corso, solo la necessità di un periodo di tempo da dedicare esclusivamente a temi personali e privati per me importanti; conto di affrontare al più presto nuove mirabolanti avventure insieme al miglior complessino che conosca: i Rolling Stones, se mi prendono, ma anche gli Elio e le Storie Tese comunque vanno bene”.

Siete considerati un gruppo fuori quota, ed è sicuramente un complimento. In un momento in cui siete naturalmente oberati da richieste, c’è qualcosa a cui avete detto di no? Faso: “Io ho rinunciato a posare per il Calendario Pirelli!”. Elio: “A Sanremo eravamo fuori quota perché eravamo i più vecchi. Personalmente sono contento che siamo considerati dei fuori quota, perché ciò vuol dire che quando ci chiamano è perché facciamo cose interessanti e non perché siamo amici di qualcuno o perché siamo in qualche corrente. Siamo sempre vissuti in un mondo a parte, siamo sempre rimasti un corpo estraneo. Fortunatamente, in questo periodo siamo oberati di cose da fare e la cosa ci fa contenti. Non vuol dire che se quest’anno è così, lo sarà anche in futuro perché magari fra un anno si saranno tutti rotti le balle. Questo è sì un lavoro ma senza nessun tipo di certezze, quindi abbiamo detto di no quasi a niente, perché non sappiamo se l’anno prossimo ci saremo ancora fisicamente”. E Cesareo aggiunge “in realtà ci piacerebbe tantissimo fare un programma che parla di musica, perché ne saremmo in grado, ma non ci chiama nessuno”.

“L’album biango” vede la partecipazione di molti ospiti: da Nek a Vittorio Cosma, da Fabio Treves a Demo Morselli “è scandaloso che un musicista della sua bravura debba andare ai Fatti Vostri per permettersi di andare in tour e fare le cose che gli piacciono”, da Eugenio Finardi agli Area, artisti ai quali il complesso si sente molto legato “Gli Area sono un gruppo che apprezziamo da sempre e col quale abbiamo delle analogie. Sono su un altro pianeta perché sono dei mostri ma hanno delle analogie perché non sono ancora del tutto emersi ma sono in attività da molti più anni di noi, quindi abbiamo imparato molto dagli Area. Inoltre loro, come noi, scrivono e compongono musica per il piacere di farlo e non per vendere dischi. Sarà per questo che ci siamo trovati bene a lavorare con loro, non eravamo amici ma ci siamo subito trovati bene, come se ci conoscessimo da tempo” precisa Belisari, che poi aggiunge “Nek è presto detto. Eravamo negli stessi studi a registrare e ci ha espresso il suo desiderio di partecipare. Gli abbiamo detto subito di no, poi gli abbiamo detto dai, ok.”. “Eugenio è un amico”, sostengono Meyer e Faso “abbiamo suonato con lui nel 1992 per il suo tour Millennium. In un mondo dove la maggior parte delle persone hanno un ego col quale uscire a cena, è una persona che ci ha insegnato tanto. Per cui è stato naturale telefonargli e chiedergli Ehi Eugenio , ti andrebbe di cantare nel nostro album”.

Un disco appena uscito, tour in arrivo…con tutte queste cose da fare, Elio parteciperà ancora ad X Factor?Grazie, non mi aspettavo assolutamente questa domanda. Uno dei motivi per cui sono andato ad un talent, e non l’ho mai nascosto, è per parlare di musica alla TV. Se mi hanno richiamato vuol dire che sono ancora in grado e mi fa piacere. Però, ad oggi, non ho ancora deciso se parteciperò”.

Claudia Falzone

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