Intervista Finley Fuoco e Fiamme presentato dalla band

Il nuovo disco dei FinleyFuoco E Fiamme” esce il 29 maggio 2012. I Finley pubblicano quindi la loro prima release da indipendenti, “Fuoco E Fiamme” è griffato etichetta Gruppo Randa e distribuito da Artist First. Il quarto studio record è un momento fondamentale nelle carriere di Pedro, Ka, Dani e del nuovo entrato Ivan, che si dicono entusiasti e carichi a mille per il cambiamento avvenuto: “Noi abbiamo bruciato le tappe in passato, dopo un quinquennio abbondante in cui abbiamo vissuto a mille il music business ci siamo resi conto che era il momento per camminare da soli. Ci siamo fermati per un anno e mezzo, abbiamo investito denaro tempo e impegno, creando la nostra etichetta Gruppo Randa. Abbiam voluto spazzare via tutto quanto sta intorno a un progetto discografico, nessuna etichetta e nessun manager, abbiamo scelto un produttore e siamo partiti. E’ così che è nato “Fuoco e Fiamme”, siamo insieme da 10 anni, ci conosciamo da una vita, la passione è il fuoco che abbiam dentro e che ci unisce, le fiamme sono quelle che generiamo quando suoniamo. Vogliamo lanciare un messaggio di positività a chi ci segue, ai giovani che vengono presi come una generazione di sfigati, senza ambizioni e progetti. Credendoci, mettendoci il massimo entusiasmo e la passione si possono davvero creare cose importanti.”


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Una band nuova in sostanza che arriva addirittura a dire che “Fuoco e Fiamme” è come fosse il vero debutto: “Abbiamo iniziato a comporre più di un anno e mezzo fa, musicalmente c’è stata un’evoluzione del sound della band, ogni traccia ha una forte identità e si sviluppa su una base rock condivisa. Un grosso merito in questo lo ha Guido Style, che ha prodotto il disco asciugando molto il nostro sound appunto, aiutandoci a basarci su 3 strumenti e sulla voce di Pedro; un nostro limite è che siamo gelosi dei nostri pezzi e difficilmente accettiamo critiche e proposte altrui, ma conoscendo il lavoro che Guido ha fatto con J-Ax ci siamo fidati totalmente di lui. C’erano delle zone d’ombra nei nostri pezzi e lui è riuscito a interpretare bene quel che volevamo fare. Il merito più grande è stato quindi quello di semplificare le canzoni, noi ci complichiamo sempre la vita, lui ha puntato tutto sull’essere band che fa sentire nitidamente gli strumenti, ora tutto è molto più crudo e ne ha guadagnato l’impatto dei brani, al punto che quando abbiamo sentito i master noi stessi abbiamo fatto fatica a riconoscerci. Un altro motivo della buona riuscita del disco è stato la mancanza di scadenze fisse, potevamo suonare e registrare quando ci sentivamo pronti a farlo, senza pressioni eccessive o tabelle da rispettare. Abbiamo fatto tutto con calma, questo non è il nostro quarto disco è il nostro primo, è il nostro debutto e i prossimi album saranno sempre in crescendo…
Importante anche la collaborazione con Edoardo Bennato: “Poter collaborare con Bennato è stato fantastico, lo consideriamo il nostro maestro di musica, quando l’abbiamo conosciuto per noi è cambiato molto, è riuscito a passarci tutta la sua esperienza e la sua bravura. Ci siamo aperti a influenze diverse come il rock classico evolvendo il nostro sound degli esordi. Non ci piace ritenere “Il Meglio Arriverà” un duetto, Edoardo c’ha fatto un bellissimo regalo, è nato un bel rapporto d’amicizia. Lui è stato il primo a fare San Siro in Italia e il primo a spezzare la tradizione musicale leggera italiana contaminandola col rock…” Collaborazioni future ipotizzabili? “J-Ax sicuramente, per la passione che mette in tutto quel che fa…ovviamente il sogno è Grohl, l’ultimo disco dei Foo Fighters è incredibile, è stato quello che è girato maggiormente sullo stereo in studio negli ultimi mesi…”


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Quanta voglia avete di togliervi di dosso l’etichetta di boyband o di qualcosa costruito a tavolino solo per vendere?Non ce la toglieremo mai, sta al singolo decidere se vuole ascoltare il disco oppure rimanere convinto di qualcosa che non conosce. Bisogna comunque essere bravi a capire che nell’etichetta che ti viene data c’è del positivo: Cecchetto ci diceva che per uno che ti manda affanculo ce ne sono tre che ti dicono ti amo, ma è esattamente la stessa finzione nessuno dei due dice la verità, sono cose dettate da valutazioni reali inesistenti. Noi siamo riusciti comunque a fare breccia su una fetta di generazione che non se ne è andata più, è rimasta una fanbase importante e indispensabile per noi. Non ci nascondiamo, siamo stati fortunati ad avere EMI e Claudio a guidarci nel nostro periodo di carriera iniziale. Da fuori i primi due dischi potevano effettivamente sembrare costruiti a tavolino, noi ascoltavamo e suonavamo Blink 182 e Offspring ai tempi, quindi eravam davvero convinti della nostra proposta. Ora vediamo che eravamo piccoli e ingenui, andavamo troppo dritti senza pensare a quel che facevamo; siamo cambiati col tempo ma non rinneghiamo nulla, quel che è successo a noi con il periodo di TRL ci ha aiutato a capire e vedere molte cose, eravamo sotto contratto e c’erano dinamiche di marketing da rispettare giustamente, da seguire. In cinque anni i tempi sono cambiati tantissimo, andare su Mtv prima era il massimo ma per come funziona YouTube oggi non c’è più bisogno di andarci, infatti Mtv oramai di video non ne passa quasi più…


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