Intervista a Mark Tremonti degli Alter Bridge al Rock In Idro 2014

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Dopo Biffy Clyro, Skillet e Black Stone Cherry, ecco la quarta ed ultima nostra intervista del Rock In Idro 2014. Questa volta tocca a Mark Tremonti, il fenomenale chitarrista degli Alter Bridge, che si sono esibiti durante il day 3 del festival di Bologna, subito prima degli Iron Maiden. Nel backstage dell’Arena Joe Strummer l’artista americano ci ha parlato un po’ della sua band, dei suoi prossimi passi da solista e soprattutto dell’Italia.

Ciao Mark, bentornato! Ormai sei e siete di casa qui in Italia. Quest’anno nessuna data da headliner, però due opening act davvero notevoli: Iron Maiden e Aerosmith. Domanda scottante, quale preferite?
Più che scottante direi sleale! Sono due band leggendarie, che a modo loro hanno anche influenzato la nostra musica. Di sicuro il pubblico dei Maiden è più vicino al nostro, più propenso ad apprezzare brani dalle strutture complesse, dovrebbe essere più facile per noi avere un buon riscontro suonando prima di loro, soprattutto perché la nostra scaletta sarà dura e adatta al ruolo. Ma con gli Aerosmith l’obiettivo è di ottenere lo stesso risultato. In fondo chi va a vedere Steven Tyler ama il rock ed è questo che noi facciamo. Facciamo ancora fatica a realizzare che siamo i supporter di due gruppi di questo calibro, è incredibile.

Hai parlato di scaletta “adatta al ruolo”. Siete consapevoli del fatto che a Milano è mancata giusto “Fortress” per la perfezione? Sono in molti ad aspettarsela oggi e nei vostri prossimi live.
Questo è vero, a Milano l’abbiamo esclusa dalla scaletta. Diciamo che in qualche modo sentiamo di avere questo debito con voi. “Fortress” è una canzone molto importante per noi e per questo album, certamente è uno dei brani più efficaci che abbiamo mai scritto e mi fa piacere sapere che tutti vogliano ascoltarla dal vivo. In ogni caso vi accontenteremo, potete starne certi.

Qui in Italia stiamo ancora aspettando con trepidazione il dvd Live in Milan, registrato lo scorso novembre al Mediolanum Forum di Assago. Cosa puoi dirci sulla sua uscita?
Posso dirti che è davvero un gran casino. Sinceramente non so neanche io bene cosa stia accadendo e come verrà risolto, sono questioni burocratiche da cui la band viene lasciata fuori. Quel che è certo è che noi vogliamo che venga pubblicato e speriamo di potervi dare presto buone notizie. Quello di Milano è stato un grande concerto!

Myles sarà in tour con Slash, tu invece sei pronto a tornare con il tuo progetto solista?
Sì, ci stiamo lavorando e l’idea è quella di concludere al più presto i lavori per il secondo album e i ragazzi della mia band sono molto affiatati,. C’è una buona chimica e non vediamo l’ora di portarla in tour. La prima esperienza del “Tremonti Project” è stata grandiosa e ne siamo usciti tutti soddisfatti, quindi ho buone aspettative per questo secondo capitolo.

Quindi tornerai in Italia molto presto?
Non so dirti con quali tempistiche, molto probabilmente si parla di 2015, ma di sicuro l’Italia è tra le tappe che inseriremo nel nostro programma. Sono già venuto da voi come solista, suonando in due club (Tunnel e Magazzini Generali di Milano, ndr) e sono stati due show pieni di energia, c’è sempre da divertisti con voi. Il rammarico è di non essere riusciti a portare un’altra data da headliner con gli Alter Bridge, per quella ci sarà da aspettare un po’.

Allora aspetteremo continuando ad ascoltare “Fortress”. Proprio riguardo a quest’ultimo disco: contro ogni tendenza avete portato la complessità e la durezza dei vostri brani ad un nuovo e altissimo livello. Il prossimo passo quale sarà? Qui ci aspettiamo il vostro “Black Album” ormai…
(Ride) Beh, di sicuro non dovrete aspettarvi nulla di commerciale da noi, mai. In quello che facciamo, ora come ora, la tendenza va da una parte, mentre la musica va dall’altra. E noi seguiamo la seconda strada. Non so dirti come sarà il prossimo album degli Alter Bridge perché è davvero troppo presto per pensarci, ora siamo tutti presi dalla vita in tour e dai nostri vari progetti. E “Fortress” è ancora il nostro presente. Ma di sicuro l’intenzione è quella di non porci alcun limite e continuare ad esplorare le nostre potenzialità, e se questo vorrà dire diventare ancora più heavy, allora così sarà.


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