Intervista Rats tour 2012 in partenza

Intervista Rats tour 2012 in partenza

Dal 2008 i Ratti modenesi sono tornati a farsi sentire. Avevamo già avuto modo di scambiare qualche battuta con il bassista Romi qualche tempo fa a proposito dell’avvenuta reunion. Ora con il nuovo EP “Metafisico equivoco” da poco nei negozi e un tour di supporto in vista abbiamo contattato Wilko, voce, chitarra e fondatore storico della band, per fare il punto della situazione sulla seconda giovinezza dei Rats.

Della vostra reunion si è parlato già più volte, ormai è dal 2008 che incendiate i palchi di mezza Italia. Che effetto fa tornare dopo tanto tempo e trovare un pubblico così caloroso?
Sicuramente un misto di soddisfazione e stupore. E’ innegabile che chi sale su un palco dopo un così lungo periodo di silenzio è governato da una certa dose di incoscienza unita ad una elevata percentuale di ego. Diciamo che la fortuna ci ha assistito alla grande evitandoci una delusione che sarebbe stata tutt’altro che ingiustificata e coccolando l’ego di cui sopra. Scherzi a parte, la soddisfazione maggiore è stata quella di vedere, oltre alla vecchia guardia, anche numerose nuove leve.

Come sono nati i pezzi dell’EP? Con Romi dall’altra parte dell’oceano come avete lavorato per la stesura dei brani e per le registrazioni?
I pezzi dell’EP erano tutti embrioni che vagavano nel liquido amniotico della mia mente. Si sono sviluppati e hanno visto la luce con l’ausilio della rete. La tecnologia web è stata fondamentale sia nella fase di arrangiamento e assemblaggio dei brani sia in quella della registrazione vera e propria. I files hanno viaggiato di continuo tra Italia e States.

Com’è stato dopo tutto questo tempo tornare a comporre pezzi per i Rats?
Tutto è avvenuto con la naturalezza di sempre. Quando sai cosa vuoi dire e soprattutto, sai che hai qualcosa da dire, le cose vengono fuori da sole. I Rats sono sempre stati una band dalle tematiche e dallo stile molto istintivo e viscerale. Quando senti la botta giusta nel suono e le parole scorrono come fotogrammi che rappresentano immagini precise e dirette, per noi, il gioco è fatto.

Dopo l’uscita dell’EP siete partiti subito con il tour promozionale. Come sono andate le prime date? Il pubblico dei Rats è ancora caldo come una volta?
Le prime date sono andate benissimo. Ci sono servite per testare, oltre alla nostra verve anche quella del pubblico che, della ricetta, è sempre l’ingrediente più importante. Nella fase attuale, che purtroppo è ancora governata dalla necessità di lavorare “work in progress”, gli stimoli per noi stessi e per chi deve credere in un eventuale nuova era del gruppo non sono mai abbastanza. E il contatto con il pubblico, è sempre lo stimolo migliore.

Com’è cambiata a tuo avviso la scena italiana negli ultimi anni? Quali sono le band o gli artisti che trovi musicalmente più interessanti o innovativi?
Sinceramente, per quello che sono i miei gusti e le emozioni che mi arrivano, purtroppo, devo dire molto pochi. Quello che è cambiato è sicuramente l’approccio. C’è molta più professionalità, serietà e perizia tecnica in chi sta sul palco o fa dischi. I contenuti, però, trovo che siano un po’ latitanti. Si guarda molto alla scena anglo/americana, dimenticando spesso le nostre origini. La parola originalità deriva appunto da “origine”. A buon intenditor…Mi ha colpito molto una delle band che ha aperto il nostro concerto al Rock n’ Roll Arena. Filippo Dall’Inferno. Di gruppi ormai arrivati, mi piace Il Teatro Degli Orrori (tra quelli relativamente nuovi) mentre, della vecchia guardia, continuo a stimare moltissimo gli Afterhours. Adoro “Milano Soundtrack” dei NoGuru nel quale, a proposito di origini, sento riecheggiare quella Milano degli anni 70 che fu degli Area insieme alla no-wave in stile “No New York” e le due cose, insieme, stanno benissimo.


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Dalla pubblicazione de “La vertigine del mondo” ad oggi anche l’industria musicale è cambiata enormemente, internet e il file sharing hanno avuto un ruolo fondamentale in questo mutamento. Come vedi tu questi strumenti?
Non posso che vederli con favore. Certo, si potesse tornare al vinile e ai negozio di dischi con tutte quelle meravigliose copertine colorate in bella vista, sarebbe fantastico. Ma si deve guardare avanti. Sempre.

Ripensando alla tua carriera dagli inizi ad oggi qual è stato il momento migliore e quale il peggiore della tua vita da musicista?
Il momento migliore e quello peggiore si ripetono, ciclicamente. Io vivrei sul palco. Quindi, il migliore è quando alzo il volume della chitarra e attacchiamo con il primo pezzo in scaletta e il peggiore è quello in cui guardi l’orologio, ti accorgi che è tardissimo e c’è ancora un furgone da caricare.

Per finire, tornando alla scena rock odierna, credi che le nuove leve ce l’abbiano “un’idea di cosa sia suonare il rock and roll”? E per voi è tutto ancora come ai tempi di “Autogrill“?
Odio fare l’attempato signore che dice “Eh, non è più come ai miei tempi, quando le cose te le dovevi guadagnare con sangue sudore e lacrime” ma un po’ oggi è così. Allora, non esisteva l’home recording. Adesso con un budget ridicolo puoi fare un CD con 12 pezzi. Avere un articolo o, addirittura, una copertina di un mensile o settimanale musicale era un evento che lasciava increduli e sgomenti. Oggi, c’è internet e arrivi come vuoi a chi vuoi. Ciò non significa che tutto vada a discapito di qualità e merito. Almeno…non sempre.

Ricordiamo infine che le prossime date del “Metafisico equivoco tour 2012” saranno le seguenti:

12 GIUGNO – RIOMANIA, Correggio (RE)
22 GIUGNO – LESLYNFESTA, Lesignana (MO)
30 GIUGNO – FIUME DiVINO, Fontanelice (BO)
07 LUGLIO – ROCK IN DESIO, Desio (MB)
20 LUGLIO – MUSIC FOR EMERGENCY, Cenate Sotto (BG)
10 AGOSTO – FESTA DEL PD, Villalunga di Casagrande (RE)

Corrado Riva

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