Intervista The Answer Micky Waters presenta la band

Concerti The Answer Tour 2012 Date Italiane

Incontro Micky Waters, bassista dei The Answer, al Rock&Roll di Milano, e forse non esiste location più adatta. Sorseggiando un calice di vino rosso, in attesa di salire sul palco del vicino Tunnel, Micky mi racconta un po’ della storia del gruppo, delle loro influenze e, anche di un certo amore per la cucina italiana..
Terza data di fila in Italia. Il 18 Torino, il 19 Roma, il 20 Milano. Impressioni a caldo sul pubblico italiano?
La prima volta che siamo venuti in Italia è stata con gli AC/DC, a Milano, ed è stata forse una delle date più belle dell’intero tour europeo. Gli AC/DC stessi dissero la stessa cosa, la folla fu davvero incredibile. E’ stata la città dove abbiamo girato il video di uno dei nostri singoli “Tonight” e siamo molto eccitati per lo show, ci aspettiamo un pubblico caloroso , così come ce lo ricordiamo.

Siete stati i supporter degli AC/DC per due anni. Tour lunghissimo, avete girato insieme praticamente tutto il mondo. Come ricordi quell’esperienza?
E’ stata un’esperienza decisamente rock&roll, probabilmente la più bella delle nostre vite. Siamo stati parte di quello che era il più grande tour dell’anno.Viaggiare per il mondo facendo quello che ti piace di più fare, ovvero suonare, è indubbiamente il sogno di tutti i musicisti. Abbiamo incontrato moltissime persone diverse, conosciuto fan con i quali ci siamo confrontati. Il sogno di ogni rock band. Non è stato facile stare al loro passo, ma ce l’abbiamo fatta.

Come gruppo siete nati intorno al 2000, anche voi vi siete incontrati sui banchi di scuola e avete iniziato a suonare nei garage, come ogni rock band che si rispetti?
Abbiamo iniziato io e Paul, il chitarrista, a suonare insieme sin da quando eravamo bambini, volevamo metter su una band rock&roll, poi intorno al 2000 abbiamo incontrato Cormack il nostro cantante e poco dopo Jim. Suonavamo praticamente ogni week-end finchè non abbiamo avuto il nostro contratto con una casa discografica. Ed eccoci qua, non molti anni dopo siamo al terzo album, e  un migliaio di date live alle spalle.


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Il vostro terzo album “Revival” è uscito a ottobre. Cosa sta a significare questo titolo?
Ci sono molte band che, come noi, cercano di dare una nuova vita al rock&roll. Penso agli Alter Bridge o ai Black Stone Cherry. E’ solo la voglia di riportare in vita questo genere, apportare qualcosa di nuovo, noi siamo parte di questa scena e abbiamo l’impressione che i ragazzi vogliano tornare a vedere dei concerti rock, eppure in giro ci sono così tanti gruppi pop, vorremmo solo riportare l’attenzione su questo genere che proviamo a rappresentare.

Com’è la scena musicale dell’ Irlanda del Nord, vostro Paese natale?
La definirei in ottima salute. La scena è ottima, basti pensare a band quali U2 o Snow Patrol… Le città sono molto “musicale”, ci sono numerose band valide per le quali però è difficile uscire fuori. Tutte devono necessariamente lasciare il Paese e passare per Londra per avere un po’ di attenzione

Uscendo dall’ Irlanda, c’è un gruppo che ti sta interessando particolarmente?
Trovo che The Black Keys siano davvero una grande band. Il loro ultimo album mi piace da matti, sono un loro grandissimo fan. Altri, non so, non faccio altro che comprare musica. I Pearl Jam sono una delle band che amo di più.

E qualcuno col quale vi piacerebbe andare in tour? Dopo l’avventura con gli AC/DC ho come l’impressione che tutti i vostri sogni si siano avverati, o forse no…
Non tutti, ci piacerebbe viaggiare con i Black Sabbath o i Van Halen, anche se a un certo punto è anche importante suonare I propri concerti da soli e crearsi il proprio pubblico personale, che poi è ciò che stiamo cercando di fare.

Sono quindi questi che hai appena nominato i gruppi ai quali vi ispirate per la vostra musica? Le vostre influenze?
Io sono cresciuto con la musica che mi faceva ascoltare mio padre, ovvero i Soungarden, gli Stone Temple Pilots… quando poi ci mettiamo tutti insieme alla fine finiamo per ispirarci al classic rock, che è il genere che forse ci rappresenta di più. Però abbiamo gusti singoli molto diversi tra loso, e il bello è proprio quello.

E nel futuro cosa c’è?
Finiamo il tour europeo, poi andiamo in Giappone, poi in Inghilterra, voliamo in America, suoniamo ai festival estivi e in tutto questo abbiamo in mente di far uscire il nuovo album prima di Natale. Siamo impegnatissimi!

Il registratore si spegne ma restiamo a fare due chiacchiere, scopro che Micky è un grande fan di Roma, e trova in me la persona adatta per elogiare la città. Mi racconta che ha avuto modo di assaggiare la pasta all’amatriciana e che se la ricorderà per sempre. Ancora una volta, l’Italia lascia il segno nel cuore degli stranieri, almeno in quanto a cucina.

Denise D’Angelilli

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