Intervista The Cyborgs blues eterno

Il duo Italiano The Cyborgs è una delle proposte più originali di quest’ultimo periodo. L’elettro-blues di “0” e “1” stanno ottenendo ottimi riscontri di critica e pubblico, tra breve inoltre apriranno le date italiane di Johnny Winter. 25.02.2012 – RIMINI – TEATRO ERMETE NOVELLI, 26.02.2012 – PADOVA – GRAN TEATRO GEOX, 27.02.2012 – TRIESTE – TEATRO ROSSETTI, 28.02.2012 – COLOGNE BRESCIANO (BS) – CINEMA TEATRO PARROCCHIALE con Johnny Winter. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con One.

Quando e da dove nasce l’idea del duo mascherato?
L’idea è nata circa 2 anni fà, ed è scaturita dalla necessità di uscire fuori dai canoni di immagine dettati dalla società odierna. Il Blues non ha bisogno di canoni estetici, per questo li abbiamo eliminati, creando un immagine alternativa. Tendo a precisare che il nostro non è un “duo mascherato”, perchè non sentiamo di indossare una maschera. Ciò che indossiamo è uno strumento di lavoro, e attraverso esso siamo abilitati a produrre la nostra musica. Vedere e sentire dall’interno di un elmetto da saldatore ci mette nella condizione di viaggiare in una dimensione che non ha luogo, nè tempo. Questa è la nostra macchina del tempo…

Suonare blues merita rispetto a prescindere, ma come mai questa scelta?
La tradizione merita rispetto, non solo il Blues…La nostra non è stata affatto una scelta, ma la conseguenza delle nostre esperienze. Abbiamo da sempre amato e sofferto con il Blues. Da anni viviamo la presenza del Blues nelle nostre vite, nella nostra musica, nei nostri viaggi… Stiamo semplicemente continuando a seguire la nostra strada.

Sarebbe stato più facile pensare a una proposta musicale più influenzata dall’elettronica visto che siete in due: come suonate tutti gli strumenti?
La nostra proposta musicale non ha limiti legati alla strumentazione o all’utilizzo di tecnologie piu moderne. Semplicemente fino ad ora abbiamo voluto proporre il nostro Blues senza avvalerci dell’elettronica. Non sarà sempre così… La nostra idea è quella di sviluppare e tramandare il Blues con ogni mezzo. L’unico vincolo che poniamo è quello di volerlo fare sempre e solo in Due. Il modo in cui suoniamo tutti gli strumenti non ha molta importanza, quello che conta è il risultato finale. Siamo una Two-Man-Band, e la nostra sfida è quella di poter suonare qualsiasi cosa, in qualsiasi modo.

Da quanto One è polistrumentista?
Sono sempre stato affascinato dal mondo del One Man Band…L’idea di poter fare tutto da solo è allettante. La cosa piu importante nel mio caso è la Ricerca, che mi porta sempre di piu a scoprire e spesso ad inventare cose nuove. Ad ogni modo, per rispondere alla domanda, posso definirmi un polistrumentista da almeno 8 anni, durante i quali mi sono avvicinato alla batteria, percussioni, chitarra, armonica e strumenti autocostruiti di difficili definizione. In tutto questo sono e resto un pianista dalla nascita.

Di cosa parlate nelle vostre canzoni? Parlate di “Eliminare il superfluo”, cosa cancellereste dal panorama musicale contemporaneo quindi? Sia a livello di artisti, sia a livello di correnti musicali imperanti…
Le nostre canzoni non sono altro che visioni del futuro attraverso gli occhi di un Cyborg. Raccontano il nostro futuro, e possono servire a capire cosa c’è da migliorare in questo mondo. Non c’è nulla da cambiare in quello che è stato. Per quanto riguarda la musica e gli artisti ancor di piu. Musica e arte in generale non sono altro che lo specchio della società, e fanno parte del presente. Pensiamo al futuro, guardiamo in avanti, e forse riusciremo a capire meglio il mondo che ci circonda.

Quali sono i responsi e il feedback che vi arriva dalla tournèe europea?
Indubbiamente l’Europa è piu preparata e pronta a ricevere la nostra proposta musicale. Fino ad ora i nostri concerti all’estero hanno prodotto il triplo di quanto invece abbia fatto l’italia. Questo è anche in parte dovuto al fatto che i Cyborgs nascono come un progetto teso ad essere internazionale. Testi in inglese, ritmo ossesivo e sonorità Blues non sono tipici del panorama musicale italiano, che spesso è restio a sonorità alternative… Nonostante questo noi siamo fiduciosi che il verbo del Blues arrivi ovunque, e questo sembra stia accadendo.

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