Intervista The Killers Battle Born presentato alla stampa

In occasione del loro concerto da headliner nella prima giornata del festival A Perfect Day, i The Killers hanno presentato il loro nuovo lavoro “Battle Born”, nei negozi dal 18 settembre per Island Records, che interrompe un silenzio discografico durato più di quattro anni. A tenere le redini della conferenza, organizzata nel backstage del Castello Scaligero di Villafranca di Verona, un Brandon Flowers particolarmente socievole che ha condiviso con il batterista Ronnie Vannucci gli impegni con la stampa italiana. “E’ il posto più bello nel quale abbiamo suonato dopo la Casa Bianca”: viene definita così da Brandon Flowers la location che ha ospitato il loro ritorno in Italia dopo tre anni di assenza. “E’ il nostro ‘brown castle’. Lo so, abbiamo suonato anche all’Arena di Verona, un posto veramente bello, ma questo Castello Scaligero è stupendo”.

‘Battle Born’ è stato per noi una sorta di evoluzione, un processo nel quale può avvenire o meno una crescita. Una crescita che noi speriamo e ci sentiamo di aver avuto. E, soprattutto, adoro i nuovi pezzi”: il frontman dei The Killers debutta così nella presentazione del nuovo lavoro e nella quale, inevitabilmente, si passa anche a parlare delle origini del titolo. “‘Battle Born’ è il motto dello Stato del Nevada ed è parte delle nostre origini. La bandiera del Nevada ha caratterizzato le nostre vite: te la trovavi davanti a scuola, nell’ufficio postale. E arrivi ad un punto della vita, che personalmente ho vissuto nel momento nel quale sono diventato padre, nel quale ti guardi e ti chiedi chi sei. E’ un titolo nel quale rientrano anche buona parte dei nostri nuovi pezzi”. Nevada che, con i suoi deserti, è tra i luoghi preferiti dello stesso Flowers: “Molta gente li definisce brutti e marroni, ma per me sono maestosi e sacri. Li amo, e ogni volta che volo sopra il deserto del Mojave inizio a sentire la vicinanza di casa e mi sento più a mio agio. Per questa ragione il deserto trova spazio su molte nostre canzoni: è un ambiente dal quale c’è molto da imparare”.

Una delle particolarità di ‘Battle Born‘ è anche il fatto di aver coinvolto nel ruolo di produttori altri quattro addetti ai lavori, oltre alla band stessa e a Stuart Price (già al lavoro con i The Killers su ‘Day And Age‘), scelta che ha solo in parte influito sul risultato finale della nuova fatica. Argomento spiegato da Flowers: “Cinque produttori diversi.. la nostra più grande preoccupazione è che l’album suonasse come una raccolta di pezzi slegati tra loro e che non rispecchiasse quanto desideravamo. Siamo stati fortunati perché Battle Born è un testamento della nostra band e della sua forza: nessun produttore è arrivato ed è riuscito a cambiarci. Anzi, con quest’esperienza abbiamo accumulato nuove conoscenze, imparando e crescendo come artisti, restando comunque noi stessi. Il nostro desiderio è che fosse un disco dei The Killers”.


The Killers – Somebody Told Me on MUZU.TV.

Parlando del primo singolo ‘Runaways’, pubblicato a luglio, è spontaneo un accostamento ad un monumento del rock come Bruce Springsteen: “Il nostro background musicale è molto vasto, e la sua musica è parte di esso. Certe volte possono spuntare fuori i The Cure, altre Springsteen, altre ancora una combinazione di diversi musicisti.. ma è un processo inevitabile, che viene fatto da ogni band. Rispetto ad altri, siamo stati più onesti sui nostri gusti musicali; non nascondiamo le nostre influenze, non siamo bugiardi”.

‘Battle Born’ arriva dopo il successo mondiale di ‘Day And Age’, il terzo album che li ha lanciati definitivamente a livello mondiale e che ha messo addosso a loro molte responsabilità. “Ci sentiamo fortunati ad aver ottenuto un così vasto seguito nel corso degli anni” ha esordito sull’argomento Ronnie Vannucci “e siamo arrivati ad un punto della carriera nella quale, oltre a far felici i tuoi fan, devi anche soddisfare te stesso. Non devi solamente pensare all’ottenere nuovo pubblico, altrimenti ti ritrovi scemo dopo poco tempo”.


The Killers – Bones on MUZU.TV.

Entrando nell’argomento Casa Bianca (“Abbiamo suonato lì lo scorso 4 luglio, in una serata di tributo ai militari statunitensi e alle vittime.. è stata un’esperienza fantastica”), la conferenza stampa vira sulla politica e sulla religione, e più precisamente su quel Romney, anch’egli mormone come Brandon Flowers, che non ha nascosto di apprezzare la musica di un nome nuovo come i The Killers: “Abbiamo sempre supportato e portato grande rispetto per il nostro Presidente eletto, e posso confermarti che se Mitt Romney dovesse venire eletto e ci chiedesse di suonare, non ci tireremmo indietro. So che nei giorni scorsi ha dichiarato di apprezzarci, e l’unica cosa che posso dire è che ha un ottimo gusto musicale. Non posso dirti se è il mio politico preferito, può essere.. ma è un argomento delicato, non è come parlare delle figurine dei giocatori di baseball. Con lui condivido la fede mormonica: per quanto mi riguarda è una cosa che non nascondo e che, anzi, è da sempre parte della mia vita. La fede non è comunque l’elemento fondante della nostra band: abbiamo visioni diverse e l’unica cosa che ci unisce è la passione per la musica. Per il resto, prendiamo strade diverse”. In un mondo fatto di sesso e droga come quello del rock and roll, non è facile convivere con le strette regole della fede mormonica: “Ci riesco”, ha affermato Flowers “ed è una scelta che ho fatto in passato e che sto mettendo in pratica tuttora. Da quando l’ho fatta tutta la mia vita, soprattutto quella professionale, va al meglio: riesco a cantare senza problemi. Sono un cantante migliore soprattutto da quando ho smesso di bere e fumare cinque anni fa: sono più rilassato e non devo convivere con gli hangover il giorno dopo”.

Il primo concerto importante per i The Killers dopo la pubblicazione di ‘Battle Born’ sarà quello di New York del 18 settembre, diretto dal regista tedesco Werner Herzog e inserito all’interno della rassegna American Express Unstaged: “E’ un progetto diverso per il quale stiamo lavorando da diversi punti di vista. Herzog è famoso per dare un approccio diverso alle cose, il nostro è stato un matrimonio perfetto e imperfetto allo stesso tempo. Ci saranno molte cose strane ed è vera la notizia che nello show sarà coinvolto anche un animale. Sarà un concerto molto fisico, come nello stile di Herzog, e che punterà molto anche sul lato visuale: ci saranno diversi monitor e il pubblico potrà mandare immagini o video che verranno trasmessi in diretta. Sarà una performance globale”.

Nicola Lucchetta


The Killers – Runaways on MUZU.TV.

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