Intervista The Maine Jared Monaco racconta la genesi di Forever Halloween

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I The Maine sono tornati nei negozi oggi, martedì 4 giugno, con il nuovo album Forever Halloween. Il quarto full length della loro carriera, che arriva a un anno e mezzo di distanza dal precedente Pioneer, vede il quintetto dell’Arizona protagonista di importanti cambiamenti: dal punto di vista contrattuale questo è il primo lavoro per l’accoppiata Rude Records / Eighty One Twenty Three, etichette che cureranno la distribuzione a livello mondiale. Ma è dal punto di vista stilistico che è avvenuta la vera rivoluzione: come ci ha raccontato il chitarrista Jared Monaco nell’intervista che potete leggere qui sotto, dopo anni di continui perfezionamenti in studio, i The Maine hanno deciso di puntare tutto su una registrazione live, ricorrendo ad attrezzature analogiche.

Con l’occasione, è possibile vedere qui sotto un breve video nel quale è presente un saluto del frontman John O’Callaghan e un’anteprima dei dodici pezzi che compongono l’album Forever Halloween.

Puoi raccontarci qualcosa sul vostro ultimo lavoro Forever Halloween? Ci sono collegamenti con il precedente disco Pioneer?
Ci sono sicuramente delle similitudini tra i due album. Siamo ancora lo stesso gruppo e non abbiamo cambiato il modo di scrivere le canzoni. Questa volta, però, abbiamo cambiato il modo di registrarle. Abbiamo dedicato molto tempo nel suonare ogni singola canzone in sala prove fino a quando era perfetta, per poi registrare il tutto in presa diretta in maniera analogica. In passato abbiamo speso molto tempo nell’esagerare ogni pezzo e nel risolvere ogni singola imperfezione. Questa volta, abbiamo voluto rendere il tutto più grezzo ed imperfetto, quindi abbiamo deciso di registrare ogni strumento in contemporanea. Il margine per gli errori era più ridotto rispetto a quanto eravamo abituati in passato.. credo che tutto questo abbia reso il disco un’esperienza unica. Se ascolti bene il tutto, puoi sentire degli errori mentre suoniamo.

Forever Halloween è il vostro primo disco per Rude Records / Eighty One Twenty Three. Avete trovato differenze tra questa nuova esperienza e le precedenti (Warner, Fearless)?
Avere la libertà di controllare ogni aspetto del disco è stata per noi una cosa positiva. Possiamo avere idee diverse da chi poi distribuirà il nostro lavoro (come la decisione di registrare il disco dal vivo), ma non può arrivare nessuno a dirti cosa non puoi fare. Tra le altre cose, possiamo filmare i video con il risultato che vogliamo noi. Ogni piccola cosa che può dare una direzione al gruppo è gestita da noi.

Come è stato lavorare con Brendan Benson dei The Racounters?
Brendan è stato un bad ass. Riesce a darti, contemporaneamente, mano libera nella scrittura e registrazione e un’importante influenza sul risultato finale. Siamo arrivati da lui con brani della durata media di cinque minuti. Ha sentito le parti più importanti, ma non ha avuto paura nel tagliare le parti che secondo lui erano di troppo. Quando parli di un brano che hai scritto, non stai a riascoltare con attenzione come modificarlo e rimetterlo assieme; Brendan ha dimostrato un gran talento nel fare questo, e ascoltando il risultato finale posso dirti che ha avuto quasi sempre ragione. Ci sono stati, però, dei momenti nei quali ha preferito mettersi in disparte e farci lavorare da soli. Penso che questo bilanciamento di comportamenti sia una delle ragioni che ha reso eccitanti i lavori dietro Forever Halloween.

E’ il vostro quarto disco in sei anni. Quali sono i vostri piani nell’immediato?
Porteremo Forever Halloween in giro per il mondo. Pensiamo di finire prima il nostro tour in Nordamerica per poi iniziare quello in giro per il mondo. Sarà un anno impegnativo per noi e non vediamo l’ora di suonare questi nuovi pezzi ai nostri fan. Per il Nordamerica suoneremo all’interno dell’8123 Tour, organizzato da quell’agenzia che ha un ruolo importante in quanto abbiamo fatto come The Maine. Hanno lavorato con ogni singolo gruppo di questo tour, quindi la scelta di racchiudere tutto sotto questo nome è stata la più sensata. Penso che una delle cose più belle di un pacchetto come questo sia il respirare un’atmosfera familiare. Abbiamo la fortuna di lavorare con alcuni dei nostri migliori amici, quindi abbiamo scelto di dare al tutto un nome che ci riunisse. Stiamo tuttora limando alcuni dettagli, e non è da escludere il fatto di portare il tutto in Europa nella parte finale dell’anno.. c’è una possibilità!

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