Intervista Volbeat Tour 2011 l’affermazione

Intervista Volbeat Tour 2011

I danesi Volbeat sono una di quelle band che fa davvero del bene alla musica contemporanea. Forse non saranno dei geni assoluti, ma hanno saputo osare più di molti altri e mettere a punto uno stile unico ed inconfondibile, che sta raccogliendo frutti non solo su disco ma anche (soprattutto) dal vivo, grazie a concerti da tutto esaurito ed energia a mille. Un modo d’intendere il metallo pesante, dicevamo, davvero peculiare, anche se il trio formato da Michael Poulsen,  Anders Kjølholm e Jon Larsen non si cura più di tanto delle etichette che la stampa specializzata affibbia alla sua musica: “Non sapevamo come definirci all’inizio della nostra carriera e non lo sappiamo neppure adesso. Facciamo semplicemente musica. Chiamatela come volete: heavy metal, rockabilly, rockabilly metal, elvis metal…non c’importa” dichiara Larsen, il batterista, che prosegue: “Sicuramente siamo riusciti a creare questo mix perché siamo cresciuti con influenze molto distinte: i Metallica sono stati sicuramente importanti per noi, ma allo stesso tempo lo è stato il punk melodico, gente come Ramones e, fra le band più recenti, Green Day e Rancid. Ma Michael è cresciuto ascoltando tutto quanto fatto da Elvis Presley e Johnny Cash, ecco altri input fondamentali per la nostra musica“. E il loro ultimo disco, “Beyond Hell/Above Heaven“, è forse quello che meglio sintetizza tutto questo: “Sembra una frase scontata, ma è sicuramente il nostro album più maturo. Non posso fare a meno di dirlo. Perché ci sono i nostri brani più metal di sempre, ma accanto ad essi trovano spazio anche alcune fra le canzoni più melodiche che mai abbiamo scritto. Anche il responso della critica è stato positivo, ma quello che c’interessa è che sia piaciuto a chi lo ha comprato, e dato che si vende ancora e che i pezzi tratti da esso vanno forte dal vivo…beh, sicuramente è piaciuto parecchio“.


Quello che comunque ultimamente sta contraddistinguendo sempre più questo complesso è l’importanza che attribuisce ai concerti, tanto che le scenografie sono sempre più curate e la grinta è in continuo aumento, prova ne sia anche la data dell’Alcatraz del 2 novembre scorso, che li ha visti prodigarsi senza risparmio alcuno di fronte ad un pubblico che ha riempito il locale fino al sold out: “Ci piace suonare in Italia, siamo stati poche volte nel vostro paese, solo 3 o 4 se ricordo bene, un paio d’anni fa con i Nightwish e proprio quest’anno assieme ai System Of A Down e al grande mito Danzig. Ci piacerebbe tornarci più spesso, ma in realtà ci piace suonare un po’ dappertutto, sia al chiuso in luoghi piuttosto piccoli sia nei grandi festival estivi, l’importante è portare la nostra musica on stage“. A dimostrazione di quanto i Volbeat tengano al palco, è uscito solo pochi giorni fa il loro secondo DVD, intitolato “Live From Beyond Hell/Above Heaven“, che Jan descrive così: “E’ basato su due concerti distinti; abbiamo voluto presentare integralmente il nostro show dell’anno scorso al Forum di Copenaghen, e in aggiunta inserire degli estratti dal live all’House Of Blues di Anaheim, proprio per mostrare un evento accaduto in un luogo molto grande e di fronte a più di diecimila persone, ed un altro avvenuto in un ambiente più piccolo e raccolto. Entrambi rendono giustizia dei nostri due volti, e sintetizzano quello che i Volbeat sono adesso“.


“Beyond Hell/Above Heaven” è uscito da ormai un anno, c’è forse del nuovo materiale già pronto? “No, per adesso non abbiamo ancora scritto nulla di nuovo. Per il semplice motivo che vogliamo prenderci tutto il tempo necessario, aspettare che finisca il ciclo dei tour, tornare a casa, metterci seduti in studio e comporre con la maggior tranquillità possibile. In passato avevamo spesso buttato giù dei pezzi mentre eravamo in giro, ma ora vogliamo fare diversamente e seguire un approccio più rilassato. Certo ogni tanto qualche frammento ci può venire in mente, ma abbiamo deciso di aspettare“. E i progetti per l’immediato futuro? “Torneremo in Danimarca per Natale, poi c’imbarcheremo nuovamente in una tournée negli Stati Uniti assieme a Motorhead, Megadeth e Lacuna Coil, e poi…beh forse ci rinchiuderemo in studio forse faremo altro, non sappiamo ancora con precisione. L’unica cosa certa al 100% è che vogliamo far durare a lungo questo momento magico; siamo fieri di quello che siamo riusciti a realizzare, ma cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e di essere umili…certo che se 10 anni fa mi fossi venuto a dire che saremmo riusciti ad arrivare a questo punto probabilmente ti avrei chiesto che droghe avessi preso e quale fosse il tuo spacciatore (risate, ndr.)…

Stefano Masnaghetti

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