Intervista Yellowcard Ryan Mendez presenta Southern Air

Gli Yellowcard hanno presentato il loro nuovo disco “Southern Air” con un concerto il 14 agosto al Carroponte di Sesto San Giovanni. In occasione della serata, unica data italiana per l’estate 2012, abbiamo avuto l’occasione di incontrare Ryan Mendez, chitarrista floridiano dall’aspetto irlandese che, come scoprirete nel corso della chiacchierata, ama il calcio e risponde a tutte le nostre domande con un gran sorriso finale.

Il vostro nuovo album “Southern Air” esce proprio oggi (14 agosto). Domanda di rito, cosa significa Southern Air e come nasce il disco.
Si riferisce a dove Ryan, il cantante, è cresciuto. Ha passato molto tempo in Florida e nel Sud , quindi è un luogo molto speciale per lui. Ha voluto raccontare gli aspetti soprattutto nostalgici di quei luoghi.

Su internet avete diffuso il video di “Always Summer”, brano contenuto nel nuovo album. Sarà questo il vostro primo singolo? È perfetto per l’estate, così come anche il video, con gente che si diverte…
Non è tecnicamente un singolo, è solo la prima canzone che abbiamo voluto far uscire per far capire che siamo tornati. Volevamo qualcosa da far sentire prima dell’inizio del Warped Tour e questa ci è sembrata perfetta perché parla proprio di estate, ovviamente. Abbiamo girato un veloce video e l’abbiamo suonata al Warped, ma abbiamo un vero singolo che uscirà a breve.

Siete nel mezzo di un tour di 10 date, che terminerà il 22 agosto, ma siete insieme da 10 anni quindi avete affrontato più di un tour tutti insieme. Com’è la vita da tour? Cosa fate quando siete in viaggio?
Stancante, è nello stesso tempo molto divertente e molto triste. stare per molto tempo lontano dagli amici e dalla famiglia è difficile. Io e l’altro Ryan praticamente non dormiamo mai, guardiamo film, giochiamo ai video giochi e per tenerci svegli beviamo energy drinks. Siamo grandi fan del calcio quindi ogni volta che troviamo un posto dove poter giocare ci precipitiamo, e siamo anche grandi giocatori di Fifa. (è tutto vero, i ragazzi hanno passato gran parte della notte a giocare a calcio sul pavimento di cemento del Carroponte, ndr)

Su Twitter siete molto popolari e anche molto attivi, sia con il profilo della band che con i vostri profili personali. Interagite moltissimo con i fan, e questo vi fa onore. Qual è quindi il vostro rapporto con i social network? Che ne pensate del loro ormai strettissimo rapporto con il mondo della musica?
È interessante come negli ultimi anni siano diventati indispensabili, soprattutto nella musica. È molto semplice grazie a loro rimanere connessi con i fans, renderli partecipi e anche riuscire a far girare le notizie in maniera immediata, se abbiamo un video che sta per uscire o news o tour. Toglie molto tempo alle giornate, bisogna starci dietro perchè ogni fan che ti scrive vuole che tu risponda, ma è davvero importante ormai, se sei una band non puoi non essere sempre connesso. Ci sono talmente tante band adesso in giro che è necessario fare qualcosa per distinguerti e cercare di uscire fuori dal mucchio.

Quali sono le fonti primarie di ispirazioni per gli Yellowcard?
Sono cresciuto ascoltando molta musica, da teenagers ascoltavamo tutti il punk rock melodico dei Lagwagon, Propagandhi, Nofx, No Use For A Name, MXPX con i quali suoneremo oggi ed è inutile dire che è fantastico per noi: queste band ci hanno ispirato molto. Personalmente, anche il metal ha avuto un ruolo molto importante.

E invece della vostra fanbase italiana, e del Bel Paese in generale, cosa ne pensate?
L’ultima volta che siamo stati in Italia abbiamo suonato a Ravenna ed è stato uno dei concerti più belli, nonostante il caldo soffocante dentro e fuori il locale. Personalmente amo tutto dell’Italia, dal calcio (nel 2008 quando avete vinto i Mondiali ho persino pianto) al cibo alle persone. I nostri fan sono numerosi e attivissimi, è sempre un immenso piacere venire a suonare qui.

Cosa c’è nel futuro degli Yellowcard?
Tour tour tour, tour tour tour, tour tour tour.

Denise D’Angelilli

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