Intervista Zebrahead Get Nice presentato dalla band

Intervista Zebrahed Get Nice presentato dalla band

Prima dell’unica data italiana del “Get Nice! Or Die Trying” Tour abbiamo intervistato gli Zebrahead al Rock’N’Roll di Romagnano Sesia (NO).

Quali sono le maggiori differenze tra la scena musicale europea e la vostra, quella americana?
Ali: A dire il vero non ci sono differenze sostanziali; forse in America quando si è fan di una band la si segue qualunque sia il percorso che questa compie, mentre in Europa, spesso, ci si innamora di band che portano un nuovo sound ma magari si finisce per stancarsi ed abbandonarle se il disco successivo si evolve, distaccandosi dalle aspettative. Per fortuna quando poi esci con un disco figo, non c’è ipocrisia nel tornare a supportare una band.
Matty: Ogni giorno, quando ascoltiamo la radio sentiamo nuove band con un sound nuovo, come è stato per gli MGMT. Hanno portato qualcosa di diverso, all’epoca nessuno suonava come loro ma da lì in poi in molti hanno cercato di avvicinarsi ad un certo tipo di composizione e di suoni. Credo che questa sia la normalità, c’è sempre qualcuno che suona meglio di te! Perché non prendere il suo ‘meglio’ e rielaborarlo per migliorare il tuo sound?

Siete in tour in tutta Europa. Tra tutte c’è una città che vi ha impressionato fortemente anche dal punto di vista musicale?
Ali: Tutte le città, in verità. Ovviamente ci piace molto l’Italia per il cibo, l’affetto dei fan e soprattutto per le ragazze. Ogni città e diversa dalle altre soprattutto dal punto di vista della ricezione della musica, il mercato musicale in UK è diverso da quello tedesco così come lo è da quello italiano.
Matty: Ognuno dei nostri fan apprezza diverse tipologie di rock, a seconda della collocazione geografica, ed è lo stesso anche per noi, c’è chi preferisce cose più heavy e chi preferisce invece cose più pop. Noi, fortunatamente, abbiamo scritto un sacco di pezzi nella nostra carriera ed ognuno esplora più o meno una delle due aree, sarà per questo che riusciamo ad accontentare quasi tutti i nostri fan.


Quali sono, secondo voi, le influenze che il vostro sound ha portato e continua a portare alla scena musicale europea?
Matty: Il nostro sound è un mix quindi cerchiamo sempre di portare nuove idee ed un nuovo sound per ogni disco. Noi, ovviamente, cerchiamo di metterci il massimo, l’importante però è quello che riesce a tirare fuori dal disco uno qualunque dei nostri fan.
Ali: Ciò che più ci rende felici quando veniamo in Europa è vedere chi compone il nostro pubblico; ci puoi trovare il ragazzino di sedici anni così come il trent’enne che ci segue dagli inizi. Più che essere noi ad influenzare la scena musicale europea è l’Europa ad influenzarci, tanto quanto il nostro paese; venire a suonare in grandi festival in Europa con una grande mole di pubblico è uno stimolo a fare sempre meglio per i nostri fan.

Parliamo del vostro ultimo lavoro “Get Nice!”, cosa del disco vi rende orgogliosi? In cosa è cresciuto il rapporto tra gli Zebrahead ed il fare musica rispetto si precedenti album?
Ali: Tutto. Abbiamo voluto mettere il meglio di noi in questo disco e farlo suonare nel modo migliore per quello che si aspettavano i nostri fan. Volevamo far un disco positivo per tutti soprattutto per quelli che non hanno vissuto un periodo felice nel loro paese. Un pensiero va soprattutto ai nostri fan in Giappone, un paese che ci ha dato grande affetto e dopo la catastrofe di quest’anno speriamo di dare un po di positività a loro grazie alla nostra musica.
Matty: Penso che questo sia il migliore album degli Zebrahead; ci abbiamo lavorato tanto e stiamo raccogliendo molti riscontri positivi dal pubblico perciò siamo contenti del nostro lavoro. Ogni artista riesce a fare un disco in cui veramente ci mette l’anima, ecco, come ha fatto Michael Jackson con “Thriller“, con le dovute proporzioni “Get Nice!” è il nostro “Thriller”!

Leggi la recensione di “Get Nice!”

Ogni vostro video è ricco di situazioni comiche con cui cercate di dipingere la realtà, chi è l’uomo o meglio la mente dietro a tutti questi lavori?
Ali: Non c’è una vera mente dietro a tutto, abbiamo un director che ci permette di fare ciò che vogliamo senza troppi problemi. Ognuno porta un’idea e la si mette nel video e questo da vita ai nostri videoclip che sono ironici perché, alla fine, è questo che ci interessa, far star bene la gente con la nostra musica e quindi anche con i nostri video.
Matty: Ad esempio, quando abbiamo girato il video di ‘Ricky Bobby’ stavano venendo fuori un sacco di idee poi, una notte Ben mi chiama per proporre di usare delle maschere con facce da presidenti e, come avete visto, gli abbiamo dato retta!

Siete una band punk rock. Ali è un rapper ed il vostro sound è rockeggiante. E’ stato difficile, soprattutto agli inizi, mettere insieme questi due diversi stili musicali?
Matty: A dire il vero, no. Tutti hanno diverse influenze perché vengono da diverse band ed hanno background musicali diverse. Il nostro sound è ispirato dalle band che abbiamo ascoltato da giovani ma cerchiamo sempre di tirare fuori il meglio e di dare ai nostri fan qualcosa di nuovo, di fresco e positivo.
Ali: Se ci mettessimo a fare nomi sicuro ci dimenticheremmo di qualche amico quindi ci conviene fermarci qui! (Ride, Ndr)


Cosa riserva il futuro agli Zebrahead? Quali sono i vostri progetti imminenti?
Ali: Non abbiamo nessun progetto oltre allo stare in tour. I prossimi due anni li passeremo on stage e finalmente riusciremo ad andare in Australia, un posto magnifico in cui abbiamo un grande numero di fan ma che per ora non siamo ancora riusciti a raggiungere.
Matty: Con questa tournée europea andremo praticamente ovunque ed avremo l’opportunità di suonare in grossi festival. Sicuramente torneremo ancora in Italia perché qui ci divertiamo sempre un casino!

Federico Croci

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