James Blunt il cantante presenta alla stampa Moon Landing

Il 22 ottobre 2013 esce Moon Landing, quarto full lenght di James Blunt. Un ritorno sulle scene dopo tre anni di silenzio che l’ha senza dubbio galvanizzato, così come è evidente dall’incontro con la stampa per la presentazione della sua ultima fatica. Di cosa parla l’album? “A dire il vero, l’ho chiamato Moon Landing (allunaggio ndr) perché è stato un vero e proprio viaggio. Innanzitutto è un guardarmi allo specchio,  ricordare il ragazzo che ero e paragonarlo con l’uomo che sono diventato.”


“Inoltre ho deciso di tornare alle origini contattando Tom Rothrock, il produttore di Back To Bedlam. Abbiamo registrato a Los Angeles e, durante le sessioni di registrazione, Tom mi ha detto di smettere di pensare al pubblico e di scrivere per me. In effetti, dopo il successo  mi ero ritrovato nella condizione di scrivere pezzi pensando alle parole che avrebbe voluto ascoltare il mio pubblico, non quelle che sentivo mie. Ero diventato una popstar, ma adesso sono tornato  un musicista.  II risultato che ne è scaturito è stato un  disco molto intimista, probabilmente non il migliore a livello strumentale ma è autentico e personale.  Facendo eccezione per la batteria e il basso, gli altri strumenti li ho suonati io”.

Nella tracklist anche Miss America, dedicata a Whitney Houston “L’ho scritta pensando alla tragica storia di Whitney Houston, una donna bellissima con una voce incredibile ma tutti noi, però, eravamo principalmente concentrati sul suo lato oscuro, un po’ come è successo anche per Amy Winehouse  o la principessa Diana. Il fatto comune siamo noi, perché siamo noi che li seguiamo su internet, che compriamo la stampa scandalistica per informarci sui loro problemi. A tutto ciò si aggiungono i paparazzi. Quindi, se questi personaggi si sono sentiti sempre più intrappolati, è stato un po’ anche per colpa nostra, indirettamente. Gli artisti sono persone, e come tali ci sono quelle forti e quelle più fragili. Io ho avuto la fortuna di avere degli amici meravigliosi e una famiglia molto unita. Ho iniziato questo lavoro da grande, dopo esser stato nell’esercito; grazie all’esperienza militare ho imparato che è tutto relativo. Capita che magari ho avuto una brutta giornata, chiamo un amico nell’esercito e scopro che qualcuno ha perso una gamba”.

Il primo singolo, la ballad Bonfire Heart,  ha spopolato nelle radio di mezzo mondo per tutta l’estate e vanta la collaborazione di Ryan Tedder, voce degli One Republic. Fra i pezzi più autobiografici e rappresentativi di Moon Landing c’è da segnalare Bones, a riguardo della quale Blunt afferma “sono consapevole di non esser mai stato bellissimo e di non esser stato figo da adolescente, ma ho sempre continuato a sognare, è ciò che conta. Altri momenti salienti sono Blue on Blue, che è un termine militare sinonimo di fuoco amico. E così come avviene nell’esercito, anche nella vita le persone che ferisci maggiormente sono quelle a cui tieni di più. Un altro brano particolare, di tutt’altra atmosfera, è Postcards. E’ un brano nella quale si sottolinea che una cartolina con una dichiarazione d’amore è una delle manifestazioni più dolci fra innamorati: a differenza della lettera, che viene letta solamente dal destinatario, la cartolina può finire sotto gli occhi di qualsiasi persona”.

Per poter vedere James Blunt occorrerà aspettare il 18 marzo 2014, data in cui la tournée di supporto di Moon Landing farà tappa presso il Mediolanum Forum di Milano.

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