Joacim Cans (Hammerfall)

18 settembre 2006

Iniziamo parlando del nuovo album: che cosa ci puoi raccontare della sua genesi,cosa troveranno i fans?
Abbiamo avuto una sensazione talmente positiva una volta finito “Chapter V”, così come in seguito al tour insieme agli Stratovarius, in cui tutto è andato molto bene, che eravamo davvero impazienti di tornare in studio.Abbiamo proseguito con le sonorità di “Chapter V” ma con l’intento di voler comunque salire di un gradino con la qualità, direi che è la naturale evoluzione del nostro sound iniziata con “Glory to the brave”. Per entrare piu nello specifico, siamo riusciti a comporre un album più vario, ha canzoni veloci come non si sentiva da “Legacy of kings”, abbiamo nello stesso tempo inserito gli stessi mid tempos che sono diventati significativi per il nostro sound sin da “Crimson thunder” e l’energia di fondo che si può percepire proviene da “Glory” e da “Legacy”…insomma un cd che guarda al futuro senza scordare il passato!

Chi ha contribuito maggiormente alla stesura?
Più o meno come è sempre stato tranne che abbiamo avuto più proposte e idee da Stefan Elmgren. Ha infatti coscritto 2 canzoni e ha fatto il brano strumentale da solo. A parte quello l’album è stato scritto da me e Oscar Dronjak, lui fa i riff di chitarra che poi passa a me; per scrivere i testi ci impiego davvero tanto lavorandoci davvero sodo, sono molto esigente con me stesso. Questa volta volevo provare qualcosa di unico, sperimentare ma sempre restando dentro i confini di quello che è il sound di HF. Credo sia molto importante che prima di andare in studio si abbiano le idee chiare, invece di averne poche e vaghe, altrimenti è solo uno spreco di tempo e soldi. Ovviamente ci sono sempre ulteriori inserimenti come i backing vocals ad esempio, ma il grosso del lavoro lo facciamo prima.

Parlando delle liriche, da dove trai ispirazione?
Fino a 5 anni fa divoravo libri, ma da quando mia figlia è nata ho davvero poco tempo per leggere, quindi traggo tutte le idee dalla mia immaginazione. In questo album i toni e i sentimenti sono più oscuri rispetto ai tempi di “Renegade”  perché durante il processo di scrittura ho avuto molto più tempo per pensare; inoltre ero più giovane e molto dentro al concetto di power metal e tutto ciò che ne comporta. In ogni caso nei nostri album tematiche come il diritto di vivere la propria vita o il perché sia preferibile seguire gli ideali di altri invece dei propri permangono.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto per quanto riguarda dei gruppi da supportare?
Adorerei fare parte del tour degli Iron Maiden, credo avrebbe più senso che i Trivium. (ride)
Scherzi a parte, anche se suppongo sia stata una scelta della record label penso sia grandioso che i gruppi storici aprano porte verso i nuovi gruppi emergenti, quasi come volessero dire “Hey, secondo me tu hai un potenziale, quando io non ci sarò più forse sarai te a trainare il carro, quindi dacci dentro!”
In questo senso sarebbe grandioso fare un gran tour che riunisca i re degli anni ’80 alle nuove band…ad esempio “Maiden, Priest, Hammerfall e…Queenscryche, per il mio piacere personale! (ride)

Una domanda un po’ “bastarda” ora…Qual è l’album che fino a ora consideri il migliore?
Ahh come le odio queste domande (ride)!Difficile dare una risposta obbiettiva ora che “Threshold” è il nuovo arrivato, è come un bambino appena nato, siamo impazienti di mostrarlo a tutti anche se ovviamente amiamo i precedenti. Forse dovremmo parlare del più importante, e per quanto mi riguarda quello è stato “Glory”, è uscito in un periodo in cui suonare heavy metal era la cosa meno figa da fare, le label erano molto diffidenti e poco interessate a pubblicare questa musica. Con il successo che ha avuto “Glory” gli abbiamo dimostrato che erano nel torto. Quello che ha avuto maggior successo invece, è stato “Renegade”. Ma fino a ora, quello con la produzione migliore è di sicuro “Threshold”.

Cosa ne pensi della situazione nel panorama heavy?Credi che sia migliorata rispetto a dieci anni fa?
Nel 2000 c’è stata l’esplosione delle power bands, erano davvero ovunque e pensai che sarebbe stata la morte del genere: troppe band, scritturate troppo presto, non avevano niente di unico, nessuna si differenziava dalle altre. Pubblicavano un album anche se forse avrebbero dovuto fare ancora qualche demo prima di sentirsi pronti, o sviluppare meglio le proprie capacità e poi sparivano, abbandonate dalla stessa label e a quel punto chi poteva voler scritturarli di nuovo?Ma alle case discografiche non interessava in quanto avevano fiutato l’affare e puntavano sulla quantità di gruppi: offrivano subito un contratto a chiunque potesse fargli guadagnare qualcosa invece di selezionare band promettenti e farle “crescere” con il loro aiuto. Se non altro attraverso questa difficile competizione i gruppi che sono emersi dalla massa sono davvero bravi e talentuosi e il genere ne ha giovato molto.

Avete suonato “The fire burns forever” all’apertura dei giochi di Gotemborg, così come avete fatto il video di “Hearths on fire” con la squadra olimpica di curling…da dove sono venute queste idee?Cosa avete provato?
Diciamo che è stata una specie di joint venture tra sport e metal! (ride)
All’inizio di questo anno ci venne proposto di sponsorizzare il team femminile svedese di curling tramite una nostra canzone, non è uno sport molto famoso da noi ma ogni volta che ci sono le olimpiadi l’entusiasmo viene fuori. Anche se alcuni storsero il naso davanti a una cosa così bizzarra
molti erano positivi perché vedevano che lo facevamo per divertirci, specialmente quando si vede nel video noi che giochiamo e le ragazze che suonano al nostro posto. Inoltre quando la squadra vinse la medaglia d’oro decisero di non suonare il solito inno perché a nessuno piaceva, privilegiando invece la nostra canzone.
Inoltre più di 2 milioni di persone hanno scaricato il video da internet, è stato trasmesso su reti televisive che normalmente non sanno nemmeno cosa sia l’heavy metal, come la vostra Raiuno.
Qualche mese dopo ci chiesero se volevamo fare qualcosa di simile per Gotenburg e noi accettammo, solo che questa volta decidemmo di scrivere una canzone nuova per l’occasione, “This fire burns forever” non doveva fare parte del nuovo cd ma alla fine è una canzone così ben riuscita che all’ultimo l’abbiamo inserita perché era un peccato lasciarla fuori.
Una volta registrata e fatto il video ci chiesero di suonarla alla cerimonia di apertura, io avevo progetti per le vacanze, ma pensai subito che era una cosa troppo importante per rifiutare. Di solito in queste occasioni suonano cantanti pop e orchestrine, ed è una noia mortale: noi siamo stati l’unica band di tutte quelle che si sono esibite che è riuscita a smuovere il pubblico e a fargli battere le mani a tempo, ci hanno davvero apprezzato! Abbiamo ottenuto grandi recensioni su giornali di tutto il mondo e allo stesso tempo è stata mostrata la diversità musicale che c’è in Svezia.
Credo che perlomeno tutto questo possa aprire le menti delle persone che ancora non sanno cosa sia l’heavy metal, che possano decidere di ascoltare la musica che a loro piace indipendentemente da quello che viene presentato in radio e in televisione.

N.B.

Condividi.