Jonathan Gallant, Ian D’Sa (Billy Talent)

In un freddissimo pomeriggio di dicembre, abbiamo incontrato i Billy Talent poche ore prima del loro concerto ai Magazzini Generali di Milano.

3 dicembre 2009

Stanchi ma felici di essere dai loro fans italiani, il bassista e il chitarrista della band hanno intrattenuto con noi una piacevolissima chiacchierata, partendo dalle previsioni del tempo: “Ma è normale che faccia così freddo oggi? Diamine ieri eravamo in Austria e faceva molto più caldo, stasera torneremo sulla strada con la neve ne sono sicuro! Di solito veniamo sempre da queste parti quando fa un freddo cane, stiamo facendo il possibile per venire anche quando c’è qualche festival tipo Independent Days, così in estate farà più caldo! Mi dispiace anche per i ragazzi e le ragazze che sono già in attesa di entrare per il concerto, si congeleranno…

Il loro nuovo album “Billy Talent III” è già un successo non solo oltre Oceano, nonostante sia il loro album meno ‘spensierato’: “E’ un disco molto più cupo e triste, durante le registrazioni un grave lutto ha colpito Benjamin (Kowalewicz, cantante, ndr) mentre io ho chiuso una relazione che durava da diversi anni…insomma non abbiamo passato esattamente dei bei momenti, credo che tutto questo si senta chiaramente nelle tracce del disco. Credo che aver lavorato insieme al leggendario Brendan O’Brien sia servito a trasporre in musica tutte le nostre emozioni. Tuttavia il messaggio che vogliamo dare ai nostri fans non è certo negativo, ma vuol essere un chiaro invito ad affrontare e a non aver paura di soffrire per le cose brutte che possono capitare durante quest’esistenza. Bisogna aver la forza di reagire e di assimilare nel modo giusto i momenti poco felici. Abbiamo sempre la nostra energia e la nostra positività anche se questo disco è più maturo, introspettivo e probabilmente meno immediato degli altri.

I Billy Talent hanno costruito il loro successo concerto dopo concerto nel corso degli anni: “Sono veramente anni che suoniamo in qualsiasi posto, in qualsiasi condizione, in location spesso improponibili. Non ci interessa, per noi è importante suonare, oggigiorno soprattutto devi far vedere che vali sul palco. Per nostra fortuna abbiamo anche un cantante che catalizza l’attenzione su di sé quindi il nostro compito è più facile (risate), senza tutti questi shows non avremmo il seguito attuale. Ce ne son capitate di tutti i colori sullo stage, io una volta sono atterrato troppo pesantemente, diciamo così, su una parte dello stage che non era propriamente a norma e mi son ritrovato a finire il pezzo con mezza vita dentro il palco, ho sfasciato tutto (risate).

E loro come vedono il contrastato rapporto tra internet e la musica? “Oramai è una cosa che è già passata anche se la maggior parte delle etichette non se ne è ancora accorta o forse non vuole accettarla del tutto. Ha vinto la rete e il vecchio modo di fare musica, di fare promozione e di fare soldi con band di plastica è finito. Conterà sempre di più suonare dal vivo per far comprare i dischi, prima funzionava diversamente: ora vedi una band sul palco e se ti piace compri il disco, puoi anche trovarla in rete, scaricare il loro disco e andare a vedere il loro concerto..da un certo punto di vista è molto più giusto così! Noi siamo fortunati, abbiamo una fan base molto grande che compra il nostro merchandise e i nostri cd, ci siamo esibiti anche più di una volta all’interno di location da 10mila persone ma non ci siamo mai montati la testa più di tanto…anzi adesso che finiamo qui torniamo fuori a salutare quelli che ci stanno aspettando!

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