Josh Middleton (Sylosis)

In vista dell’uscita del disco d’esordio, abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro parole con  Josh, chitarra solista dei thrashers inglesi Sylosis. Buona Lettura.

 

Se sei d’accordo vorrei che presentassi tu stesso il vostro progetto al pubblico italiano.

E’ un vero onore potervi presentare i Sylosis che sono semplicemente una arrabbiatissima thrash metal band con tanta voglia di farsi conoscere al grande pubblico attraverso la loro musica.

Bene parlando di musica vorrei partire dall’opener la quale, oltre ad essere uno dei migliori brani dell’album, mi pare un ottimo manifesto del vostro modo di intendere il thrash metal.

Concordo assolutamente. Nel momento stesso in cui abbiamo finito di scrivere “After Lifeless Years” ci siamo subito resi conto che non poteva che essere l’opener del disco in quanto avrebbe permesso di mettere subito in chiaro la nostra proposta musicale e le nostre qualità distintive: è aggressiva e melodica allo stesso tempo ed è questo il tipo sound che volevamo proporre. Non che negli altri brani il sound venga stravolto, ma diciamo che nel resto del disco andiamo magari a dare maggior spazio ad alcune soluzioni piuttosto che ad altre. In tal senso “After Lifeless Years” è senza dubbio il brano più equilibrato.

Visto che hai fatto allusioni al disco nel suo insieme devo dire che ho trovato parecchie influenze ben radicate di band come Slayer, Testament e, in particolare nella citata opener, anche Children Of Bodom, ma anche un qualcosa di nuovo ed assolutamente inaspettato nel sound che lo rende a tratti originale, un mix tra passato e futuro. Ho visto giusto?

Visto che prima mi hai chiesto di presentare la band ed in nostro modo di interpretare la musica ora sono io che chiedo a te se nelle prossime interviste posso usare la tua analisi, direi che è semplicemente perfetta. Hai centrato in pieno il Sylosis pensiero nel quale non dimentichiamo la lezione delle band che amiamo, ma che cerchiamo di articolare ed arricchire con idee nostre. La dedica ai Children Of Bodom è stata senza dubbio voluta anche se per il resto siamo più legati alla scena della bay area. Personalmente poi sono di vedute un po’ più aperte rispetto ai miei compagni e non posso negare il mio amore viscerale anche per band quali Soilwork e Symphony X e credo che la loro musicalità e vena prog sia comunque presente nel nostro disco.

Parlando di canzoni sono curioso, a questo punto,  di sapere quali sono le tue canzoni preferite del platter, se quelle più aggressive o quelle più ricche di atmosfere e melodia.

Qui mi salvo dicendoti che i due brani che preferisco sono agli antipodi. Da una parte l’irruenza e la potenza di “After Lifeless Years”, dall’altra ti cito “Last Remaining Light” con le sue molte variazioni. Proprio a tal proposito sino ad ora “Last Remaining Light” l’abbiamo proposta poco dal vivo, visto anche la sua lunghezza, preferendo puntare su brani a maggior impatto, ma questa è una cosa che vorrei correggere: sarebbe un grave errore non proporre live uno dei nostri migliori pezzi.

Concordo anche se immagino che sia particolarmente impegnativa da riproporre live. Ora vorrei farti una domanda un po’ personale: com’è stato e cosa rappresenta per un gruppo di ragazzi così giovani il fatto di essere  finiti sotto contratto con quella che è una delle più importanti label europee del settore?

Onestamente per noi è stato tutto molto semplice, ma forse per il fatto che la Nuclear Blast sta dando molto spazio ed investendo molte risorse sulle giovani band emergenti. La trovo un’ottima scelta sia per l’etichetta, che può così scovare i potenziali Slayer del domani, che per i giovani ai quali viene data una possibilità irripetibile e qui dobbiamo essere bravi noi a non lasciarcela scappare.

In effetti non si può dire che in ambito Thrash metal manchino le nuove proposte, penso ai vostri connazionali Evile e alle tante altre band molto promettenti.

Esatto, oltretutto siamo amici degli Evile. La scena è molto viva forse perché la gente si è stufata di musica preconfezionata ed è felice di avere della musica genuina con la quale lasciarsi andare.

E per quanto riguarda il futuro cosa mi puoi raccontare? Quali sono i prossimi passi in casa Sylosis?

Non ci abbiamo ancora pensato anche se alcuni brani per il nuovo disco sono già in lavorazione. Prima, però, dobbiamo attendere il responso di critica e pubblico al nostro esordio discografico. In base a questo valuteremo la possibilità di fare un tour come si deve anche in termini di nazioni da visitare. In questo momento non posso dirti altro anche se, ovviamente, noi siamo ottimisti.

Marco Ferrari

Condividi.