Joshua, Rhys (The Horrors) [VIDEO]

Abbiamo incontrato i giovanissimi The Horrors durante il periodo di promozione del nuovo disco. Ecco cosa  c’hanno raccontato durante una mattinata serena (ma non propriamente calda…) in un hotel nel centro di  Milano.


8 aprile 2009

“Tra il primo e secondo disco ci sono capitate tantissime cose, negli ultimi mesi come band abbiamo  affrontato molti cambiamenti. Specialmente abbiamo avuto il tempo di lavorare come volevamo, senza fretta  e senza esigenze di etichetta di alcun tipo. Volevamo perderci dentro il nuovo lavoro, intendo dire che  volevamo riuscire a entrare dentro il processo compositivo e poter agire secondo il nostro gusto. Ognuno  di noi poteva suonare uno strumento diverso, portare idee, scrivere testi, insomma c’era una libertà  totale e i pensieri fluivano in modo molto naturale e spontaneo. Abbiamo usato anche nuovi strumenti,  lavorato sui sintetizzatori…insomma abbiamo lavorato in un modo completaente diverso.”

“Ci sono diverse influenze che si possono sentire nel nostro disco, dal garage rock, al kraut, a qualcosa  di shoegaze…insomma noi sin dagli inizi abbiamo sempre ascoltato qualsiasi tipo di musica e di qualsiasi  genere. Siamo cambiati, siamo maturati, nel primo disco eravamo maggiormente influenzati dall’energia del  punk senza compromessi, dalla velocità e da quanto fossimo gasati dalle nostre esibizioni live. Questa  volta invece abbiamo voluto porci zero barriere, esplorare diversi tipi di sound e comunicare con i nostri  ascoltatori attraverso sonorità il più varie possibili. Prima attaccavamo i sensi in un modo molto diretto  e senza compromessi, ora abbiamo cercato di farlo in altro modo, cercando di girare intorno alla tua  testa, colpendoti ogni tanto e facendoti provare cose diverse”.

“In realtà non ci rendiamo granchè conto del nostro livello di popolarità, ce ne accorgiamo quando  dobbiamo fare interviste e promozioni tipo questa. E’ una figata chiaramente, ma essere concentrati sul  disco e impegnati nelle registrazioni fuori dall’Inghilterra non c’ha dato la percezione di quanto in  realtà fossimo popolari in patria, sicuramente però quando te ne rendi conto in prima persona suonando,  facendo interviste e incontrando fans è una grande soddisfazione.”

“Il nostro parere sulla scena musicale inglese? Mah a dire il vero non c’è una scena vera e propria  attualmente, negli ultimi due anni continuano a uscire gruppi che copiano band di successo e che mettono  pochissimo del loro nella propria musica. Nell’underground invece qualcosa di diverso c’è, qualche nome  che non accetta di essere parte del filone principale o di quanto fa successo c’è, è un processo quasi  d’estraniazione onestamente che avviene spontaneo…”

“Cosa ne pensiamo di internet e del file sharing? Non siamo una band molto tecnologizzata…cioè Josh lo è  io no…è bella l’idea di avere un mezzo come internet per farti conoscere, per far ascoltare la tua  musica, ma non siamo una band da blog diciamo. Ci piace la comunicazione sul web, avere un sito che  raccolga le idee dei fans, sul quale possiamo mettere dei remix di alcuni pezzi, discutere dei dischi che  ascoltiamo…non siamo molto dentro alla questione del download illegale e simili. Credo che ora come ora  si possa trovare tutto in rete, tutto a portata di clic diciamo, anche gli amici o i dischi…insomma è un  po’ da sfigati rimanere in camera e trovare tutto, anzichè uscire con gli amici o andare nei negozi di  dischi, quando siamo in tour in città nuove cerchiamo sempre negozi di cd per curiosare e trovare nuovi  sound…il download della musica è parte del tempo, tutto sommato potrebbe anche essere considerata una  cosa molto ‘punk’, ma onestamente non perdiamo il sonno dietro questa storia.”

“Quanto è importante il look di questi tempi? Di questi tempi non so, se guardi alle band che hanno  successo o hanno avuto successo, bè diciamo che risultavano interessanti al pubblico anche per il loro  look. Oggi come oggi si punta magari prima all’immagine piuttosto che alla musica, se non hai la musica  puoi anche avere il look migliore al mondo ma non farai molta strada. Tuttavia se sei capace di suonare, è  anche importante avere un’immagine decente per lo meno.”

“Stavamo parlando l’altra sera ricordando i diversi paesi in cui abbiamo suonato, e la data italiana di  qualche tempo fa al Rolling Stone è stata eccezionale, uno dei posti più grandi e accoglienti in cui ci  siamo esibiti, speriamo di ripetere l’esperienza quanto prima!”

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