Kai Hansen (Gamma Ray)

23 ottobre 2007

 

 

Un influenzato ma disponibilissimo ‘Zio Kai’ ha incontrato parecchi operatori del settore in un cinque stelle a Milano, per promuovere il nuovo “Land Of The Free II” in uscita a novembre. Oltre al solito ringraziamento a Pamela Scavran, un cordiale saluto al tecnologicissimo collega di HeavyMetal.it Stefano Muscariello che ha condiviso con me la mezz’oretta passata con Mr.Hansen. Cliccando il link precedente, potrete anche accedere al download dell’intervista in formato .mp3.

Cosa si nasconde dietro un disco come “Land Of The Free II”? Un’ispirazione inaspettata, un modo di seguire la moda dei sequel oppure un modo di tornare al ‘vecchio’ power metal dei Gamma Ray?
Volevamo trovare una direzione nuova, stabile e sicura per questo nuovo disco. Non volevamo produrre semplicemente un ‘nuovo disco’, volevamo fare qualcosa di davvero speciale, in particolare dopo “No World Order” e “Majestic” dovevamo cambiare in parte l’approccio e lo stile. Volevamo registrare qualcosa che avesse le tipiche coordinate dei Gamma Ray, un modo di fare metal che ci piace e che ha sempre contraddistinto il nostro stile, creare qualcosa ricco di energia positiva, esattamente com’era il primo capitolo di Land Of The Free. Ci siamo detti all’incirca così ‘se alla fine del processo di songwriting abbiamo in mano dei brani che caricano, che hanno un attitudine positiva e che si adattano con quanto ci siamo preposti lo chiamiamo LOTF2, altrimenti abbiamo sbagliato tutto. E’ andata così e il risultato finale ci soddisfa molto.

Nel  nuovo album ho apprezzato il tipico sound power dei Gamma Ray, arricchito però dalle esperienze più classiche dell’heavy presenti su “No World Order” e “Majestic”.
Abbiamo registrato i due dischi che hai nominato per noi, volevamo suonare qualcosa di più diretto e classico e siamo riusciti a produrre pezzi molto buoni, ottenendo ottimi risultati anche con queste release. Ovviamente il nuovo album è influenzato da quanto fatto nel recente passato, non volevamo certo buttare via quanto fatto in precedenza. La differenza sostanziale tra il nuovo Land II e i due precedenti è nell’atmosfera che lo caratterizza, molto più simile appunto alla prima parte. Ogni disco che abbiamo registrato è sempre stato diverso in qualcosa dagli altri, non siamo come gruppi grandiosi quali Status Quo o Ac/Dc, senza snaturarci abbiamo sempre provato a inserire qualcosa di diverso disco dopo disco.

(SM) Dove si trova la terra della libertà?
Qua (indica la testa, ndr). E’ tutto nella tua mente, perché nel mondo reale non esiste realmente. Puoi solo provare a raggiungerla nel tuo cervello e ognuno di noi può tentare di farlo, benché con modi differenti. Puoi limitarti alla sfera spirituale oppure puoi scalare una montagna, fare bungee jumping, leggere libri di filosofia, ascoltare metal, esattamente come facevo io quando ero più giovane, sentendomi carico e libero. Tutto questo aiuta a rapportarsi meglio con il mondo reale.

(SM) Avete in programma anche una terza parte?
Onestamente non c’abbiamo pensato e non c’è l’idea di fare un altro sequel. Poi non si può mai sapere cosa succederà, ma dopo questo disco credo proprio cercheremo di confrontarci con qualcos’altro che possa stimolarci nuovamente. Questo gruppo ha sempre bisogno di sfide nuove, senza nuovi stimoli diventerebbe tutto molto noioso per noi, per questo dubito che faremo una terza parte.

Sei nel music business da molti anni, qual è la tua visione attuale di questo mondo? Inoltre quanto pensi sia più difficile nel 2007 emergere dall’anonimato per una band nuova?
Bah il biz è sempre uguale, non è cambiato molto. E’ ugualmente pieno di personaggi buoni o meno buoni, di coglioni e ottime persone, non ho notato tutti questi cambiamenti nel corso degli anni. E’ difficile dire invece quanto sia più difficile uscire dall’anonimato oggi. Ciò di cui sono sicuro è che, a differenza degli anni ottanta, devi essere per forza originale e creativo per emergere, molto più degli altri. Non è sufficiente avere un ottimo cantante oggi, non basta avere tecnica e saper fare questo mestiere, devi avere quel quid in più che ti permetta di farti notare tra i tanti. Devi essere ancora più speciale e unico, devi metterci ancora più cuore e carattere rispetto a una volta, devi applicarti e lavorare con costanza senza mai fermarti. Se fai queste cose hai la possibilità di emergere anche in un momento così inflazionato come questo.

(SM) Quanto è importante per te esibirti dal vivo?
Tanto importante quanto essere dentro uno studio. Se suonassimo solo in studio c’annoieremmo a lungo andare, se suonassimo solo dal vivo c’annoieremmo uguale. Entrambe le situazioni sono importantissime per quello che faccio, devo dare il massimo sia in una circostanza sia nell’altra, lavorare bene in studio significa fare buoni concerti, e viceversa.

C’è ancora qualcosa che ti manca fare o qualche obiettivo da raggiungere oppure sei oramai appagato di quanto hai ottenuto nella tua carriera?
No non direi di essere appagato, sicuramente non sento più il bisogno di dire ‘devo scrivere una rock opera memorabile’ oppure ‘devo assolutamente fare questo o quello’. Sono però sicuro di dover lavorare al 100% sul progetto che sto seguendo o realizzando in un determinato momento, per me è importante rimanere ancorato alla realtà, poi tra qualche anno vedremo quello che succederà, non programmo molte cose a lunga scadenza. Inoltre non voglio giocare sempre e comunque sul sicuro benché con la band abbiamo raggiunto un livello più che soddisfacente, c’interessa metterci alla prova sempre e comunque, personalmente non mi interessa avere più o meno successo, cerco sempre di fare qualcosa che mi stimoli e che mi soddisfi a livello artistico.

(SM) Puoi dirci qualcosa riguardo al dvd?
Il dvd…quale dvd? (risate, ndr). E’ stato un bel casino, i tempi per produrlo sono stati troppo lunghi, non eravamo mai soddisfatti del prodotto e quando finalmente avevamo selezionato tonnellate di materiale sulla storia dei Rays, quindi materiale ufficiale, non ufficiale, bootleg, contributi dei fans e via dicendo, la parte difficoltosa era mettere insieme il tutto in un ordine cronologico per presentare un prodotto che piacesse ai fans. Solo che questo processo richiedeva davvero un sacco di tempo, e tra i festival, i concerti e la registrazione del nuovo disco difficilmente potevamo dedicarci a questo. Tuttavia avevamo pronto tutto ma sfortunatamente la nostra vecchia etichetta non sarebbe riuscita a pubblicare il Dvd prima dell’uscita del nuovo album. Alla fine abbiamo optato per far uscire Land Of The Free II e aspettare, sarebbe stato da stupidi farli uscire a breve distanza. Quindi il dvd l’abbiamo spostato all’anno prossimo, pensando di inserire alcune registrazioni dell’imminente tour all’interno del package, per confezionare il prodotto migliore possibile.

Come ci si sente a essere considerati una delle icone dell’intero movimento metal europeo degli anni ottanta?
Da dio. All’inizio quando dovevamo ancora abituarmi a questo ‘status’ mi imbarazzavo facilmente, non mi ero mai visto in questo modo, neppure ora in verità! Quando nel corso degli anni ho capito tutto questo, oltre a sentirmi onorato e gratificato, mi sentivo pienamente ricompensato per il lavoro che svolgevo e tutto ciò che facevo. E’ la cosa migliore che possa capitare a un musicista sentire la gente che dice ‘grazie a te ora suono uno strumento’, ‘la mia vita è migliore grazie alla tua musica’, ho anche sentito fans che mi ringraziano per avergli salvato la vita in qualche modo…uao…non ho mai chiesto d’avere una responsabilità simile, ma il fatto di riuscire ad aver dato ‘qualcosa’ alle persone è davvero incredibile, la miglior cosa che si possa avere da questo mestiere, davvero!

(SM) Chi ha avuto l’idea di un tour Gamma Ray/Helloween? Ci dobbiamo aspettare qualcosa di davvero speciale da questi concerti?
Ci siamo trovati spesso insieme recentemente, abbiamo suonato insieme in vari festival, nel dopo concerto ci trovavamo a bere insieme e a parlare del passato, addirittura al Wacken abbiamo fatto una jam session insieme…ci siamo divertiti molto, quindi è venuto naturale pensare a un grande evento per fans e noi stessi, un’occasione per far vedere a tutti che siamo sulla stessa barca. E’ stato facile ed immediato organizzare il tutto, e non vediamo l’ora di cominciare. Sicuramente suoneremo insieme in contemporanea qualche pezzo storico alla fine dei concerti. Una grande sessione che speriamo faccia felice il pubblico e che rimanga a lungo nelle menti dei nostri fans.

(SM) Bene, ora hai la possibilità di dire qualsiasi cosa tu voglia.
Qualsiasi cosa…hm…non ordinate una pizza in un albergo a cinque stelle (risate e deliri vari. Stava mangiando una pizza dall’aspetto davveri orribile; la gentilissima addetta Spv, Ute Kromrey, si scatena in una requisitoria divertentissima sul trattamento ricevuto dall’albergone in questione, protestando per la pizza surgelata, per le omelette a 15 euro e per la camera davvero piccola in cui stavano. Ha anche insistito affinché scrivessimo tutto questo, ndr).

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