Kai Hansen: non ho mai capito cosa significhi ‘power metal’. Videointervista al frontman

Un’icona di un intero genere. Potrebbe bastare questa introduzione per far capire a chi non lo conosce chi è Kai Hansen. Leggendario ai tempi degli Helloween, costante e coriaceo ora nei suoi Gamma Ray. Lo abbiamo incontrato poco prima del concerto di Milano e, a dispetto di una location per interviste improvvisata e arrabattata, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

VIDEOINTERVISTA

Ce lo ricordavamo nel 2007, estremamemente gasato per il nuovo “Land Of The Free II”, lo ritroviamo oggi disponibile come sempre ma molto determinato nel difendere il nuovo lavoro dei Rays: “Siamo contenti di questo disco, finalmente siamo riusciti a essere più immediati, essenziali, corti direi! Volevamo evitare ciò che facevamo spesso in passato, magari appesantendo troppo un pezzo inserendo un assolo di troppo o un altro bridge pre chorus e via dicendo, volevamo fare un album più diretto e per nulla pesante o complicato da ascoltare. Infatti quando il lavoro era terminato sono riuscito ad ascoltarlo più volte di fila sulla mia autoradio, difficilmente riuscivo a farlo con gli altri…ci siamo posti l’obiettivo di essere più brevi ed essenziali nei nostri pezzi ancora prima di iniziare il songwriting.”

Solitamente le scalette dei Gamma Ray sono varie e ricche di sorprese, questa volta però non siamo riusciti a scucire eccessive informazioni al frontman riguardo a qualche possibile sorpresa prevista per l’Italia: “Non è mai facile mettere giù la scaletta della serata, però una grande novità rispetto alle altre volte c’è: abbiamo cinque o sei brani nuovi dall’ultimo cd, abbiamo lasciato fuori qualcosa già suonato troppe volte, serve per forza qualche classicone…in realtà qualche sorpresa c’è ma oramai con internet dopo la prima data la ‘sorpresa’ non è più tale…qualcosa di speciale c’è in ballo, ma dipende molto da come va la serata e da quanto siamo contenti noi del concerto stesso…Per le sorprese dovrete aspettare un po’ di tempo, abbiamo già in mente di riproporre qualcosa tipo lo Skeletons In The Closet tour (tour in cui la band suonò moltissimi pezzi che non erano mai o quasi mai stati proposti in sede live) in una seconda parte…”

Ma il piatto forte della chiacchierata arriva riguardo il genere in cui i Gamma Ray sono sempre stati inclusi: “Non ho mai voluto essere classificato come power metal o melodic metal, davvero non ho mai capito questa necessità di etichettarci, noi suoniamo heavy metal, punto.” Tuttavia spesso la categorizzazione è necessaria: “Lo so benissimo, vedo che il metallo è diviso in mille sotto generi oggi, ma alla fine siamo tutti sotto il metal, noi stessi lo cantiamo in una canzone, hail to THE metal. Mi è capitato di parlare con la gente e chiedere cosa intendesse per power metal o melodic metal, negli anni ottanta tutte le band erano potenti e melodiche allo stesso tempo, molti si accaloravano un sacco, erano convinti di questa divisione…gli ho chiesto di dirmi precisamente cosa intendesse con ‘power’ metal: doppia cassa e voce acuta, questo è power. Perfetto. E come la mettiamo con “Exciter” dei Judas Priest? Anche lì doppia cassa e voce acuta, ma nessuno si è mai sognato di dire che i Priest fanno power metal! Insomma la gente a volte si arrabbia se facciamo mid tempos, oppure se non andiamo a duecento all’ora suonando brani velocissimi, o ancora se facciamo sempre la stesso tipo di canzone…a noi onestamente non interessa più abbiamo trovato il nostro spazio e ci divertiamo a suonare come piace a noi, poco altro da aggiungere.”

Li vedremo anche in estate? “Qualcosa stiamo programmando, qualche festival estivo ci sarà, ma poca roba, in quanto stiamo supportando il nuovo disco e a breve andremo anche in altri continenti…”

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