Laura Lala: Pure Songs e l’istinto

pure songs

L’entusiasmo contagioso di Laura Lala ci ha coinvolto durante qualche scambio di battute inerenti al suo nuovissimo “Pure Songs“, progetto davvero interessante.
La pubblicazione di Pure Songs è un importante punto d’arrivo dopo anni di esibizioni in giro per l’Italia? Quanto è durato il processo di composizione e di registrazione del disco?
In realtà si tratta di un disco a breve gestazione…essendo il primo lavoro l’istinto e la spontaneità hanno fatto da padroni! Abbiamo registrato il disco in due giorni ma i brani li suonavamo da un annetto. Io credo che l’apporto fondamentale al disco in termini di energia l’abbiano dato l’amore per quello che stavamo facendo e la felicità incontenibile di sapere che stavamo raccogliendo finalmente insieme questi brani che inaspettatamente venivano da un po’ di tempo, accolti con entusiasmo da chi li ascoltava nei live!

Di quale pezzo sei più orgogliosa? Sei legata in particolar modo a qualche canzone in particolare? Quanto è importante il fatto che alcuni testi siano scritti ‘soprattutto’ in dialetto siciliano?
S’iddu Moru è il mio preferito. Sono molto legata a Make us One, ne adoro il colore ed il calore ed il testo che ho scritto per Sade, come racconto del nostro cammino muscale. Non so se l’uso del dialetto sia “importante” so solo che è stato l’istinto a suggerirmi di cantarlo e che viene dal mio cuore e che cantarlo mi fa sentire bene e molto in sintonia con la mia interiorità e quindi, spero, in grado di avere più forza comunicativa verso chi ascolta.

Da dove nasce la passione per il mondo del jazz?
La passione per il Jazz è nata per caso…hai presente quando incontri qualcuno che ti fa sentire felice e te ne innamori? Ecco, ho sentito quell’energia nel Jazz e mi sono innamorata. Perdutamente. E’ una musica seria, profonda, onesta, meravigliosa e democratica, si fonda sul rispetto reciproco fra i musicisti, non si puoi suonare/cantare Jazz se non stai ascoltando tutto quello che gli altri stanno suonando insieme a te.

Qual è il tuo obiettivo artistico che ti proponi nel fare musica? Cosa vorresti lasciare che resista alla prova del tempo?
Io spero di essere sempre innamorata di quello che faccio, di rimanere sincera, di continuare ad avere il coraggio di cantare col cuore, e di vivere la musica nel modo più spontaneo possibile, cosa che a volte potrebbe non essere semplice, e soprattutto di poter cantare tutta la vita.

Come inquadri la situazione odierna del mercato musicale stretto tra crisi economica e promozione centrata quasi esclusivamente su vincitori di talent show e simili?
Io credo semplicemente che la musica sia altro…o per lo meno per me lo è. Il successo televisivo e il business vanno sicuramente di paripasso, ma la musica, a mio modo di vedere e sentire, può viaggiare su molti altri tipi di binari, credo che ognuno debba scegliere la propria strada, io non mi sentirei mai a mio agio in un talent show, ma non condanno chi invece trova in quel contesto il proprio modo di esprimersi.

Che rapporto hai con la tecnologia? Pensi che internet abbia davvero fatto del male al music business?
No, credo che la tecnologia sia amica dei musicisti che sanno cimentarvisi (io non molto ahimè!) e che internet ci abbia dato un grande aiuto per diffondere la musica specialmente di chi, come noi è un emergente. Dobbiamo solo abituarci alle nuove modalità di diffusione della musica e controllarci per non diventare schiavi dei social network!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Abbiamo scritto un brano per la colonna sonora di un film e non vediamo l’ora di registrarlo e poi abbiamo in programma diversi live per portare in giro “Pure Songs” ed abbiamo già moltissimi brani nuovi nel cassetto per cui sto già pensando ad un nuovo progetto!

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