Le Idi Di Maggio presentano Pane e coniglio

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Il prossimo 15 marzo uscirà Pane e Coniglio, il primo singolo che anticiperà il debutto discografico delle Idi Di Maggio, una delle band più interessanti ascoltate negli ultimi tempi tra le centinaia di nuove uscite musicali del nostro paese. Prima di poter parlare con dovizia di particolari del loro primo lavoro, impariamo a conoscerli dalle parole del loro cantante, Alessandro Scalamonti.

Quando nasce il progetto Le Idi Di Maggio?
Il progetto nasce tra i banchi di scuola del liceo nel 2005, in tutt’altra forma dato che la band si chiamava Skaouts ed eseguivano cover ska e R&B. Poi, con il passare degli anni e dei concerti abbiamo iniziato a sviluppare una nostra idea di musica e quindi a comporre nostre canzoni. Così anche il nome ha seguito il cambiamento della band.

Dove pensi che si inserisca la band all’interno del panorama musicale nazionale?
Credo che ci possiamo considerare parte del macro filone indie italiano. Che significa tutto e niente. Indie come produzione, tematiche e per l’atmosfera di qualche brano. Poi il resto è musica alla quale servono orecchie più che definizioni. Sicuramente, tra le influenze più significative c’è la musica black, lo swing e tutta la scena musicale giamaicana.

Cosa avete in più rispetto alla media?
Così su due piedi, direi la sezione fiati! Siamo in tanti e sia nei brani che sul palco si sente.

Qual é l’obiettivo dichiarato per il vostro debutto discografico?
L’obiettivo dichiarato è iniziare a far conoscere la nostra musica a più gente possibile, sia tramite il disco che tramite i live, la nostra dimensione preferita.

Siete molto giovani, ma suonate insieme già da diverso tempo. Il vostro sound è andato a cambiare molto negli ultimi anni: maturazione personale o cambio di gusto a livello musicale? O entrambe le cose?
Direi entrambe le cose. Durante questi nove anni insieme i nostri gusti musicali si sono ovviamente evoluti così come la nostra sensibilità personale. Quindi le nostre sonorità hanno subito l’influenza di questo percorso, che è ben rappresentato dall’eterogeneità di questo primo disco.

Come nasce un pezzo delle Idi Di Maggio? Avete qualche sorta di formula segreta?
L’input iniziale di solito parte da me e da Lorenzo Cannelli scrivendo la traccia base del testo e gli accordi della canzone. Poi, in sala prove arriva il contributo sostanziale di tutti, sempre sotto l’attento coordinamento di Lorenzo.

Quali sono state le vostre principali fonti d’ispirazione negli anni? E quali valgono ancora oggi?
Come ti dicevo, siamo nati come band grazie alla musica ska e a quella rythm’n’blues. Ci unimmo proprio per fare cover di questi generi, quindi è un’impronta che è rimasta e a cui si sono aggiunti tanti riferimenti alla musica black, a quella reggae, alla scena alternative e per me in particolare al mondo del cantautorato italiano. In questa fase ci siamo allontanati dall’obbligo della canzone con il ritmo in levare, per provare a sperimentare sonorità diverse e meno ortodosse.

Cosa canti sotto la doccia?
Solitamente l’ultimo disco di Alessandra Amoroso, mia massima fonte d’ispirazione artistica. Ciao Ale, sposami!

 

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