Le Strisce: Amsterdam ci ha cambiato

Torna ricco e famoso è una frase che sa di altri tempi, però è anche l’attualissimo titolo dell’album di debutto de Le Strisce, in uscita oggi.

 

“Torna Ricco E Famoso”, si scopre, è una frase detta dai loro familiari a Davide (voce), Andrea (chitarra), Raffaele (batteria), Enrico (chitarra) e Francesco (basso) quando hanno preso la decisione di partite per l’avventura chiamata appunto Le Strisce.

Ed ecco il titolo dell’album.
Sì, ma è anche un titolo sarcastico: non cerchiamo soldi e fama, ma solo la possibilità di fare una giusta gavetta (che comunque il gruppo sta facendo già da tempo, visto che il loro primo ep Fare Il Cantante è del 2008, nda). Un auto-augurio? Magari!

Voi però non siete nati come Le Strisce, ma come Goya: a un certo punto cos’è successo?
Ci siamo stufati del pop che facevamo e che non ci rispecchiava più, così abbiamo deciso di cambiare. Nome compreso. Tutto merito, o quasi, di un’estate passata ad Amsterdam, in cui abbiamo tirato le somme e dato vita a un nuovo progetto. Così abbiamo creato Le Strisce.

Come nascono le vostre canzoni?
Io (spiega Davide) scrivo i testi e butto giù accordi e melodie, poi tutti insieme lavoriamo sugli arrangiamenti. Generalmente, preferisco scrivere di notte, nel silenzio e senza distrazioni: possiamo dire che il mio orario di lavoro è dall’1 alle 6.

I vostri punti di riferimento musicali sono inglesi e americani…
Sì, guardiamo molto alla musica straniera. Siamo legati alla tradizione inglese recente, che troviamo molto fresca, e ascoltiamo anche parecchia musica americana. Spaziamo dagli Strokes al rap statunitense di una ventina d’anni fa, dai cantautori della nostra tradizione degli anni ’50 e ’60 ai Kings of Leon. La musica italiana di oggi, invece, non ci dice molto.

Come mai cantate un brano dal titolo “Io Odio Il Pop”, che è poi il genere che proponete?
Quel brano è il manifesto in difesa di ciò che odiamo, ma che non possiamo fare a meno di canticchiare. Un po’ lo pensiamo di odiare il pop, un po’ l’abbiamo detto perché vogliamo sempre prenderci poco sul serio. Ci piacerebbe, nel nostro personale percorso, restare nel solco del pop, o pop-rock, ma proponendo qualcosa di più ricercato.

Francesca Binfaré

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