Lorenzo Zappa, l’importanza di “8 Marzo” e il nuovo disco in arrivo

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Lorenzo Zappa ha pubblicato il video di “8 Marzo“, suo nuovo progetto musicale autoprodotto. E’ in arrivo anche un disco nel prossimo futuro, per ora tuttavia l’attualità è il suo bellissimo brano che riguarda la condizione femminile a tutto tondo…

Quali sono i riscontri ottenuti dal tuo nuovo brano e dal video di 8 marzo?
Tutti molto positivi, sono contento. In particolare i consensi arrivati dal pubblico femminile e dal mondo delle associazioni più rilevanti che si occupano del tema della violenza sulle donne mi hanno sensibilmente emozionato. Hanno particolarmente apprezzato il coraggio e la trasparenza con cui ho affrontato il tema, senza cadere in falsi moralismi o giudizi sommari. Nel video ho scelto di non comparire: penso sia più importante “vedere” la canzone, osservare il mondo femminile, le vere protagoniste, attraverso un racconto di immagini forti, toccanti e piene di speranza. Constatare di essere riuscito a trasmettere questo messaggio è una soddisfazione.

8 marzo sa tanto di Timoria e primi Afterhours, come sei riuscito a ottenere un sound tanto pesante e raffinato senza utilizzare batteria e chitarre a cannone?
Ritengo che i gruppi da te citati siano stati fondamentali nella scena indie, ma seppur apprezzando ciò che hanno prodotto negli anni, io vado sicuramente verso un’altra direzione sonora, sinceramente non trovo tante affinità con quel sound. Nel brano ” 8 marzo” ho creato un’atmosfera minimale, utilizzando archi, piano, chitarra acustica e voci, come in una “colonna sonora”, cercando di coinvolgere l’ascoltatore portando l’attenzione al messaggio della canzone, cercando di creare un’ambientazione intensa e coinvolgente. Data la delicatezza del tema trattato, ho interpretato il testo in modo crudo e frontale cercando di lavorare sulla profondità dei suoni e della lirica.


Come procedono i lavori per il tuo album solista?
Sarà pronto a breve, entro fine marzo, ma l’uscita è ancora da definirsi.
È un album cantautorale, nato voce-chitarra, a tratti ricalca le sembianze di un concept. Il lavoro e’ molto personale e difficilmente etichettabile credo: strumenti, sonorità, cori, voci, registrazioni catturate dal mondo esterno e riproduzioni strumentali fatte con la voce, che si incastrano con il mio cantato .
Insieme al mio produttore abbiamo sperimentato cercando di creare atmosfere sonore al fine di evidenziare il senso del racconto, il messaggio della canzone stessa.
E’ stato molto divertente e stimolante, sicuramente un lavoro fuori dai soliti clichè, spero possa emozionare e divertire.

Hai già una discreta carriera alle spalle, riesci a pensare a tutti i momenti salienti e quindi a individuare e dirmi qual è stato il momento più alto e quello più basso della stessa?
Grazie per la “discreta”, ma penso che la mia carriera solista parta realmente da questo lavoro. Nella mia lunghissima “gavetta” ho avuto tante soddisfazioni: stupenda è stata la vittoria ad Italia Wave con i Fiori di Bach culminata con l’esibizione allo stadio di Livorno in occasione di una delle serate finali del festival.
Grazie anche a quel momento di grande visibilità siamo riusciti a distribuire il nostro disco ” Il Grido ” ottenendo un contratto di distribuzione digitale con la Believe.
Emozionante ed indimenticabile anche il concerto che abbiamo organizzato nel carcere di Regina Coeli a Roma , a sostegno dei detenuti. Sicuramente un’importante esperienza di vita. Uno dei momenti invece più difficoltosi resta la lunga pausa di un anno, dove per problemi respiratori ho dovuto restare forzatamente fuori dalle scene.

Qual è la tua posizione riguardo la fruizione della musica digitale? sei a favore o contro i nuovi servizi di streaming come deezer e spotify?
A mio parere, la digitalizzazione è un’attuale democrazia culturale, inevitabile e fondamentale per tutti gli artisti. Sono fantastici i nuovi servizi di streaming, offrono l’opportunità, pagando, di ascoltare una “enciclopedia virtuale musicale “infinita! Solo pochi anni fa era impossibile immaginare una simile fortuna ! E’ Importante, però, non perdere il senso di ricerca e passione riguardo a nuove realtà che non sono presenti in questi “supermercati “. La curiosità non deve morire, la curiosità è “analogica ” come la propria identità. Non bisogna solo ascoltare quello che ci viene proposto, assolutamente non dobbiamo perdere la cultura che felicemente ci “obbligava” a comprare e scoprire la musica.

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