Luca Carboni intervista, un disco Senza Titolo

Il clamore che si era creato attorno a Cazzo che Bello l’Amore si è placato, ma Luca Carboni in effetti non ha mai voluto creare o calvalcare la polemica. “Ne stavo parlando con Lorenzo (Jovanotti, nda), e lui mi ha difeso e ha difeso il titolo del pezzo su Twitter. In realtà alcune radio hanno trasmesso la canzone senza alcun problema, perciò… certo il finimondo sollevato sul web è stato divertente”. Già, e ormai è archiviato. Non così Senza Titolo, disco che a breve Carboni porterà in tour, regalandolo in versione live al pubblico. “Da appassionato di arti figurative, ho voluto dargli un titolo ‘non titolo’ come quello di molte opere d’arte. Senza titolo, appunto. Ho fatto la scelta di lasciare ogni persona libera di interpretare le canzoni come meglio crede, di ascoltarle senza condizionamenti”.


Luca Carboni – Cazzo Che Bello L’Amore on MUZU.

Le canzoni, nate negli ultimi due anni, sono “piene di speranza. Credo che questo non sia un album cupo, ma che cerchi positività. Parlo della vita, di quello che è il viaggio della vita e in cui bisogna trovare sempre qualcosa di positivo”. La musica nell’album è sia elettronica che acustica, ed è al servizio dei testi: “Le parole sono l’elemento chiave, la musica è al servizio del racconto che io, come cantautore, faccio”. Un racconto d’amore, tra padre e figlio, per la madre dello stesso Carboni che è scomparsa una decina d’anni fa (“ma questa canzone per lei è venuta fuori solo adesso”), e anche un racconto di viaggi, di valigie, di scoperta della provincia italiana: “Io ho viaggiato e viaggio spesso tra tour e promozioni, e ho avuto modo di conoscere la realtà dei centri minori, piccoli e piccolissimi, in cui si vive bene ma che spesso sono chiusi e diffidenti”. E tra poco, valigia in mano, si riparte con i nuovi live, andando alla scoperta –perché no- di nuove realtà italiane.

Francesca Binfarè

luca carboni tour 2011

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