Luciano Ligabue (c/o PVI 2006)

16 novembre 2006

In occasione del Premio Videoclip Italiano 2006, abbiamo avuto l’occasione di partecipare all’incontro che Luciano Ligabue ha tenuto all’Università IULM di Milano. Ringraziamo ovviamente chi ha reso ciò possibile, specialmente Parole&Dintorni (in particolare nelle persone di Laura Valletti e Federica Moretti, we love you all, ndr).

Introdotto dal Direttore artistico del PVI Domenico Liggeri, il Liga ha fatto il suo ingresso in Aula Magna accolto da un tifo da stadio messo in piedi dai fortunati studenti presenti, con tanto di cartelli e cori da stadio in suo onore. Sul palco il singer, oltre a ricevere il Premio assegnatoli dagli organizzatori, ha toccato diversi argomenti, incalzato dagli spunti che Gianni Canova (Preside del Settore Accademico in Media e Tecnologie della Comunicazione in IULM) e Franco Zanetti (giornalista e direttore di Rockol) gli hanno offerto.

“Non mi stanco di ricevere premi, nel mestiere che faccio è importante avere dei riconoscimenti, significa che i messaggi che voglio comunicare passano e raggiungono qualcuno. Sentire la necessità di comunicare è la base di questo lavoro; psicopatie a parte, senza questo sintomo non ci sarebbe l’espressione artistica. Quando cerco di comunicare qualcosa, con un pezzo, con un film o un libro, ho due possibilità: uno, la lettera arriva, viene recepita e facciamo l’amore; due, la lettera non arriva e io rimango a casa a farmi una sega. La cosa più importante per me è che dai messaggi che mando, mi torni indietro l’affetto di chi ha deciso di mettersi in casa la mia lettera.”

“Sicuramente fare cinema è stata la cosa più difficile con cui mi sono cimentato. E’ l’attività nella quale c’è la maggiore necessità di sbattersi. Per un regista è estremamente difficile realizzare l’immagine che ha in testa e trasmettere ciò che vuole comunicare. Sostanzialmente tu ti emozioni, vuoi provare a far arrivare l’emozione che senti, quindi scrivi…poi devi fare in modo che gli attori siano in grado di trasmettere ciò che tu vuoi che sia trasmesso…insomma è una cosa difficilissima, molto più che scrivere un pezzo musicale. Dirigere comunque non è vicino alla mia natura. Io devo far fluire le cose, devo essere responsabile in prima persona di questo; essere in prima fila e dirigere degli attori per non significa esserci dentro in assoluto, perché in prima fila in realtà ci sono gli attori.”

“Nel cinema tutto comincia quando si deve raccontare una storia e non sempre queste sono valide o portano alla realizzazione di un film bello. Solo Kubrick per capirci ha sempre avuto delle storie così urgenti da raccontare, che sono tutte diventate dei film capolavoro. Ogni storia è unica, esattamente come la persona che la racconta. Negli ultimi tempi sono anche troppo fissato con l’unicità (parlavamo di psicopatie prima…-ride). Domani sarai ancora unico ma in modo diverso da come lo sei oggi. Ecco i film secondo me producono questa riflessione sulla vita e aiutano, in qualche modo, a tollerare meglio le differenze. Non ci sono alieni in giro per il mondo, soltanto persone che vivono la propria unicità in modo diverso dagli altri.”

“Credo di essere ancora una persona abbastanza incosciente. Se non lo fossi non avrei pubblicato un libro di poesie nel 2006. Se non hai la forza di buttarti, di lasciarti andare, specialmente negli ambiti in cui non hai la minima esperienza, non riuscirai mai a fare nulla. Io col cinema ho fatto così. Ho avuto l’incoscienza di buttarmi in qualcosa che mi era oscuro. Ero talmente inesperto che ignoravo molte cose, sul set a Roma c’erano diverse persone che, vedendomi dirigere, dicevano “Aò, questo staffà du film in uno: er primo e l’ultimo”! Poi col tempo capisci molte cose ed eviti alcuni errori banali. Adesso sono già due anni che i giornalisti ogni tanto mi chiedono quando farò il terzo film. Magari quando sono vicino a pubblicare un disco, oppure sono in tour. Come se fosse una cosa automatica produrre un film. D’altronde fino a quando non si sente l’urgenza di comunicare qualcosa non è possibile tradurlo in nessun ambito artistico.”

“Uscirà un cofanetto con dentro 5 dvd. Ci vuole incoscienza a buttare sul mercato 5 dvd! Questo sarà solo un prodotto per ingordi. Era molto più facile fare un dvd solo misto; Natale è vicino e ogni fan avrebbe avuto il regalo. Negli ultimi mesi ho avuto un tour mostruoso, un tour che ne comprendeva quattro in uno. Ognuno con produzione, band e setlist differenti. A febbraio ho girato i club; tra marzo e aprile i palasport; in estate ho fatto gli stadi e ora sto facendo i teatri. Volevo venisse testimoniata questa cosa, non ho mai avuto occasione di fare una cosa simile e desidero che rimanga nel tempo. Quattro dvd contengono quattro concerti completi in varie situazioni, il quinto dvd è pieno di contenuti extra e di testimonianze assortite raccolte durante il tour.”

“Adesso ho un buon rapporto con i voti e le valutazioni che vengono da altri. Nessuno può raccontarti fedelmente, nessun giornalista o addetto ai lavori, solo tu sai davvero raccontarti. E’ ovvio che subisci giudizi facendo un mestiere come il mio, ma spesso non sei così preparato a ricever giudizi da persone che raccontano la tua anima semplicemente osservando una foto. Mi sono molto rilassato adesso, però ci sono stati dei momenti in cui sono stato davvero male per i giudizi altrui.”

“Fare i video musicali è abbastanza fastidioso, sostanzialmente perché la gente valuta un brano anche sulla base del videoclip. Tu pensi di essere a posto dato che il brano musicale l’hai fatto ed è lì per essere ascoltato, invece il video può influenzare comunque il pensiero riguardo al brano stesso. Quando arrivo sul set per girare un video dico subito al regista che mi limiterò a cantare in playback (cosa che mi disturba e mi fa pensare di essere troppo stupido a farlo-ride) senza mettere bocca riguardo le decisioni stilistiche. Non posso dire che non farò mai da regista per un video di un altro artista, però mi è stato imposto il silenzio in merito, chiedete al mio manager (il quale, presente in sala, cerca di glissare e di cambiare argomento. Evidentemente le voci che vogliono Ligabue regista di un video di Elisa, per la quale ha scritto un pezzo, sono più che fondate, ndr)!”.

“Non ho scritto un pezzo per Elisa. Ho scritto una canzone come tante, produco tanto per scartare tanto. Questo pezzo mi aveva impressionato da subito ed era molto femminile. La prima persona a cui ho pensato è stata lei. Ci siamo conosciuti non molto tempo fa, ha aperto Campovolo l’estate scorsa. L’ho chiamata e le ho fatto sentire il pezzo, non è stato facile superare l’imbarazzo iniziale, dato che comunque se il pezzo non le fosse piaciuto difficilmente me l’avrebbe detto. E’ successo così, e sono molto contento che questa canzone la canti lei ora”.

Condividi.
Buffer