Marco Mengoni: il Re Matto alla prova della notorietà

Foto di Alessandro Gerini

Non è esattamente un conformista, tanto meno una persona scontata o prevedibile. Marco Mengoni, al suo primo appuntamento con la stampa post-Sanremo carbura lentamente, arrivando al picco di loquacità quando il tempo stringe. Casualità? Calcolo? Sicuramente il Re Matto non lo fa per caso…

“Sanremo è stata un’esperienza incredibile sotto ogni punto di vista. Non avevo alcuna pretesa sul piazzamento, se arrivavo undicesimo andava bene ugualmente, davvero non me ne fregava nulla”. Sanremo è stata anche l’occasione per confrontarsi con molti addetti ai lavori del music biz: “Sì ho capito tante cose in quella settimana, ho capito come può girare il mondo della comunicazione, ho fatto amicizia con alcuni giornalisti, con altri meno, ho imparato a come comportarmi in alcune conferenze e a non farmi cogliere in fallo quando mi chiedono della mia vita privata.”
Sanremo c’ha anche fatto scoprire la sua grande voce con un brano d’impatto: “Io sono un po’ uno stronzo alle prove. Ne facevamo diverse e io non mi impegnavo per nulla. La prima volta che ho sentito la canzone arrangiata con l’orchestra mi sono commosso, davvero mi sono messo a piangere ed ero emozionatissimo. In quei giorni si è creato proprio un bellissimo rapporto con tutti i musicisti dell’orchestra, vederli così partecipi e così felici di suonare il mio pezzo è stato incredibile, non li ringrazierò mai abbastanza. Allo stesso modo l’affetto della gente mi ha colpito molto. In queste condizioni, non mi è stato difficile dare il 100% nell’interpretazione del pezzo, anzi era un obbligo farlo…”

Una voce particolare e molto espressiva quella di Marco, una timbrica che si adatterebbe bene anche ad altri generi: “Io nasco come cantante soul. Ho fatto parte di molte cover band, ho cantato davvero pezzi molto diversi tra loro. Le mie canzoni nascono in inglese, ho un sacco di artisti anglofoni che mi piacciono, dovessi dire un nome solo direi Jeff Buckley…anche il rock non mi dispiace anzi, tuttavia credo di non essere adatto a fare pezzi troppo duri, un disco alla AC/DC non potrò mai inciderlo, tuttavia un rock d’intrattenimento, anche di stampo british, potrei un giorno interpretarlo. Ora comunque lasciate che mi concentri su questa prima emissione discografica!”

Gli dà fastidio la notorietà o essere considerato solamente ‘quello uscito da X Factor’? “Con la notorietà per ora non ho nessun problema, anzi a dir la verità devo ancora capire cosa diavolo mi sta succedendo intorno, è tutto così rapido e intenso che devo ancora identificare bene con che cosa ho a che fare! Sull’essere considerato ‘quello del talent show’ un po’ di cose le ho da dire: non è scontato che chi esca da X Factor debba essere per forza un incapace e solo una persona fortunata o raccomandata. Personalmente mi son fatto un mazzo come un secchio prima di arrivare ai talent show. Ho cantato in topaie, bar, mi son fatto i matrimoni, insomma una gavetta impegnativa; poi ovviamente X Factor mi ha cambiato la vita, è stato una palestra incredibile e lo ringrazierò a vita per tutto quello che mi ha dato. Bisogna però rendersi conto che il mondo è cambiato, e chi emerge da queste trasmissioni può anche avere delle cose da dire importanti e può anche essere un bravo cantante. I pregiudizi non mi piacciono, venga prima la musica e poi i giudizi. Poi possono anche distruggermi, ma solo dopo aver ascoltato i miei pezzi, altrimenti è troppo facile…”

Un Re Matto? No, semplicemente un ragazzo che sta lentamente prendendo coscienza del proprio ruolo all’interno di una scena frenetica e in continua evoluzione. Il futuro può riservargli grandi cose, speriamo sia pronto a riceverle e a gestirle. Promessa.

 

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