Marco Mengoni presenta il nuovo album #Prontoacorrere alla stampa

Per la presentazione del suo disco “#ProntoACorrere”, uscito il 19 marzo, Marco Mengoni ha scelto un contesto molto vicino al suo passato non troppo lontano, ossia l’Accademia Delle Belle Arti di Brera.  Un luogo perfetto per richiamare anche l’aspetto figurativo dell’album. In sala stampa sono presenti anche quattro giovani studenti dell’Accademia, che trasformano alcune foto di Marco. Opere che saranno messe all’asta e il cui ricavato sarà destinato ad una borsa di studio all’interno dell’Istituto.
Perché questo titolo?
“Il titolo #ProntoACorrere descrive appieno le sensazioni e le emozioni che ho provato durante la lavorazione. In realtà, è da quando sono nato che sono pronto a correre, come tutti. Questo titolo è arrivato quasi alla fine, è difficile trovare una frase che descriva interamente un disco. E’ stata la scelta più giusta, perché è cambiato tutto lo staff che lavora con me. E’ una staffetta in cui ci si passa un testimone. Solo la casa discografica è rimasta la stessa. La decisione di cambiare è stata semplicemente dettata dall’esigenza di confrontarmi con altre persone”
Di preciso, cos’ha dato Sanremo a Mengoni?
“Mi è rimasto il ricordo di un’esperienza fantastica, non per la vittoria in sé perché è solo una statuetta. La vera vittoria è poter riuscire a presentare un progetto di questo tipo e avere un riscontro positivo.
Una delle caratteristiche dell’ultima fatica del cantante originario di Ronciglione, è la presenza numerosa di collaborazioni, tra cui Nannini – Pacifico e Ivano Fossati nonché autori di fama internazionale…
“Sono molto contento che Mark Owen abbia partecipato alla stesura della titletrack: ho sempre pensato che, all’interno dei Take That, fosse l’autore più forte, probabilmente per il mio gusto personale. Ivano Fossati è un mito per me, specialmente dopo averlo visto dal vivo. Chiese la mia presenza al suo ultimo concerto al Piccolo, corsi da Roma a Milano per poterlo vedere. In più, dopo pochi mesi, mi chiamò per dirmi che aveva un pezzo per me. L’ho ascoltato, mi è piaciuto e ci ho messo leggermente le mani per renderlo più mio. Temevo che mi avrebbe mandato al diavolo invece è stato molto contento ed è venuto in studio ad assistere al mixaggio”.
Altra collaborazione di rilievo, quella con Cesare Cremonini…
“Cesare ha scritto per me “La valle dei re”, nel quale ha dato sfogo alla sua anima onirica. Lo invidio da morire (ride, n.d.r.) per la sua capacità di descrivere, anche con semplici parole, una vera e propria fotografia. Lui è immediato, diretto, pragmatico e arriva allo stomaco. Io invece devo fare un po’ tutto il contrario, ossia mille giri di parola”.

Il passato come studente da istituto d’Arte si fa vivo soprattutto nel processo di scrittura delle sue canzoni: “Quando scrivo una canzone, devo prima disegnare lo storyboard a cui, in un secondo momento, attribuisco delle parole”. Nel prossimo futuro di Marco si prospetta, oltre al tour, la partecipazione all’Eurofestival l’8 maggio “Porterò l’Essenzialeinteramente in italiano. Sono là a rappresentare il mio Paese, sono talmente patriota da non cambiare nemmeno una parte della mia canzone”. Successivamente, riprenderà con il tour che lo terrà impegnato nei teatri italiani più importanti.

Claudia Falzone


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