Marlon Roudette presenta il nuovo album “Electric Soul”

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Dopo i fortunati esordi come voce e leader dei Mattafix e a distanza di tre anni dal primo esperimento solista, Marlon Roudette è tornato con il nuovo “Electric Soul” (Universal), dal 24 settembre in tutti i negozi di dischi. Registrato assieme ai produttori Tim Bran e Roy Kerr (London Grammar), niente meno che in quel degli Abbey Road Studios e mixato a Los Angeles da Andrew Dawson, l’album è, senza dubbio e a detta dello stesso Marlon, ieri a Milano per l’incontro promozionale con la stampa, il miglior risultato ottenuto in carriera.
Anticipato dal singolo “When the Beat Drops Out”, «un pezzo che si è scritto praticamente da solo. Ero a Los Angeles, in un momento negativo, e Jamie Hartman, uno degli autori con cui ho lavorato, mi ha invitato a casa sua per una session. Dopo due ore la canzone era scritta. È stato strano, perché durante il processo di scrittura mi sono reso conto che ero solo una piccolissima parte di quello che stava accadendo e ancora più stranamente ho percepito subito che si trattava di una hit»,  l’album racconta l’ultimo turbolento anno e mezzo (ma forse anche qualcosa di più) della vita dell’artista. Cresciuto tra Londra e l’isola Caraibica di St. Vincent, Marlon, che negli stravolgimenti all’origine di questo capitolo della sua carriera inserisce a pieno titolo anche la fine dell’avventura targata Mattafix, scaricati anni orsono dalla EMI, e di tutte le relazioni umane annesse e connesse, è recentemente diventato papà: «la nascita di mio figlio, che ora ha un anno, ha schiuso tutta una serie di nuove emozioni per me. Nell’album non c’è una specifica canzone per lui, ma ci sono tanti versi e momenti che parlano della realizzazione che ti arriva dall’amare qualcuno più di te stesso».

Dodici tracce, che hanno sicuramente il pregio di andare a comporre l’album più unitario e coerente finora realizzato da Roudette, che spiega: «Nella mia carriera un album che avesse una continuità e una solida visione d’insieme era quello che mancava e ciò che volevo veramente ottenere. Lavorare con un lo stesso team lungo tutta la realizzazione del progetto mi ha finalmente consentito di farlo».
Ci sono le melodie, c’è il groove e persino un paio di up tempo in questa collezione di potenziali hit, cui Marlon ama riferirsi come ad un “modern classic of synthetic R&B”, nato da una cura particolare per il songwriting, profusa nella prima parte della lavorazione, per andare ad occuparsi solo in un secondo momento degli aspetti legati alla produzione: «“Electric Soul” ci è sembrato un titolo perfetto per l’album, perché le canzoni sono scritte in maniera molto classica. Ci siamo seduti al piano, con un quaderno di testi e abbiamo mantenuto le sequenze accordali molto semplici. D’altro canto però volevo approfondire la mia esperienza con i Mattafix dal punto di vista della produzione e nell’ultimo periodo ho ascoltato molti album di artisti come Frank Ocean, The Weeknd, Drake rimanendo affascinato dalla caratteristica eterea, atmosferica della loro musica. Quello che ho cercato di fare è stato trovare un equilibrio tra i due aspetti».
Un album questo secondo di Marlon Roudette, che tra i suoi riferimenti musicali cita «Sam Cook, Carol King, tutto il repertorio della Motown e anche alcuni album dei Massive Attack come Protection», la cui qualità si gioca anche sulla cura per il dettaglio, tra cui senza dubbio va annoverato l’uso della steel pan “in mille salse” (spesso e volentieri lo strumento caraibico ricorre effettato all’interno dell’album), che ha donato alll’LP un’atmosfera particolare. «Credo che sia un mio elemento di unicità. Ho iniziato a suonare la steel pan quando avevo 10 o 11 anni. Questo strumento rappresenta la mia scoperta della musica e simboleggia il mio attaccamento alle mie radici caraibiche. Ora vivo a Londra da 14 anni, ma ci tengo a rimanere legato alle mie origini e credo che nell’industria musicale questa sia una cosa importante», ha tenuto a precisare Marlon, che per il futuro promette un approccio più sperimentale con lo strumento ed un probabile ritorno a tematiche socio-politiche, accantonate solo per il momento in nome dell’intensa vicenda umana che ha assorbito l’artista negli ultimi diciotto mesi.
«Rilassato, centrato, eclettico, ma solido ed unitario», questo è “Electric Soul”, con cui Marlon Roudette sarà in tour in Europa a partire da febbraio. Le date italiane verranno annunciate a breve sulla pagina Facebook dell’artista. Stay tuned!

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