Matisse

I Matisse sono un giovane gruppo che si affaccia ora sul panorama musicale nostrano con una proposta tanto audace quanto affascinante: proporre un genere, l’R n’ B, con testi completamente in italiano. Impresa non da poco se si pensa alle difficoltà dovute alla metrica e alla “diffidenza” del pubblico italiano verso ciò che non sia “ordinario”…

 


23 ottobre 2008

 

Noi di Outune abbiamo avuto la possibilità di parlare col gruppo, prossimo all’uscita del primo album e sulla cresta dell’onda con i primi singoli pubblicati.

Ciao Ragazzi, ieri vi siete esibiti a TRL. Mi sembra sia andata bene…
Grazie mille! Sì credo sia andata abbastanza bene. Il pubblico ha risposto benissimo e mi sembra che il gruppo si sia espresso bene!

Penso che per un gruppo come il vostro l’appuntamento dal vivo risulti fondamentale. Aiuta a farsi conoscere e a far vedere che non siete solo un gruppo da studio e video…
Hai ragione. Noi amiamo suonare, faremmo solo questo se potessimo. Riteniamo sia la cosa più importante del nostro lavoro anche perché, come dicevi tu, in questo modo facciamo vedere a tutti chi siamo davvero.

Intanto il vostro primo singolo sta andando molto bene.
Sì, siamo molto soddisfatti di come sta andando. Ci abbiamo creduto subito moltissimo e la Sony ha fatto un grandissimo lavoro.

Avete già pronto un intero album di inediti?
Sì, anche se non sappiamo ancora quando uscirà. Logicamente bisogna seguire le regole del mercato, quindi o sotto l’albero o qualche mese dopo. Ci abbiamo messo un bel po’ a registrarlo, ma ora è pronto. Sul nostro lavoro siamo molto pignoli, molto rigorosi. Non potrebbe che essere così d’altra parte, il genere che amiamo e che abbiamo sempre voluto proporre ha bisogno di essere curato nei minimi dettagli.

Sicuramente la nostra lingua non vi aiuta in questo…
Eh no, non ci aiuta per niente. La difficoltà sono molteplici, sia a livello di metrica, che mal si sposa
con certi ritmi, che per il pubblico che comunque è poco avvezzo a certe sonorità. Le soddisfazioni maggiori arrivano dai complimenti che ci vengono fatti da chi se ne intende, da chi suona questa musica e da chi va oltre l’aspetto estetico (ride).

Ho visto il vostro sito. In pratica è una pagina che apre a tutte le pagine che parlano di voi in rete (dai forum, al myspace, al vostro canale). Tenete molto a questo aspetto.
Oltre ad essere inevitabile di questi tempi è anche un vero piacere. La rete ha una cosa che la differenzia da tutto il resto: è sincera. Chi vuole farti un complimento lo fa, ma scrive anche chi vuole fare la più feroce delle critiche. Inoltre ti permette di mantenere i contatti diretti con la gente che ti ascolta, che apprezza il tuo lavoro. Il lato negativo di internet, cioè il problema legato al download selvaggio, è un problema, ma non deve influire sul nostro modo di concepire il nostro lavoro.

Luca Garrò

 

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