Matteo Amantia: disco solista, soddisfazione massima

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Matteo Amantia, ex Sugarfree, al debutto con un album omonimo che rappresenta al 100% l’anima musicale dell’artista.
Quali differenza hai riscontrato nel comporre un disco solista rispetto all’album di una band?
Innanzitutto ci sono band e band, io sono entrato negli Sugar quasi per caso, non ci siamo scelti, quindi dal punto di vista artistico non eravamo sempre d’accordo ed il risultato era sempre una via di mezzo tra idee differenti. Questo mio primo album da solista invece non è una via di mezzo, non è un compromesso, è semplicemente me stesso. Per la prima volta sono soddisfatto al cento per cento, mi sono attorniato di musicisti con i quali suonavo ancora prima degli sugar e per cui ho sempre nutrito un’enorme stima (compreso Luca Galeano che è uscito dagli sugar per continuare a suonare insieme); poi il produttore artistico e co-produttore esecutivo Riccardo Samperi che è riuscito a potenziare le musiche senza snaturarne l’essenza e secondo un’idea comune di suono; infine il produttore esecutivo e manager Nuccio La Ferlita che ha creduto fortemente al progetto lasciandomi assolutamente libero di esprimermi. Per tutte queste ragioni, non è un album esclusivamente commerciale, e non è un album da sentire in sottofondo a qualcos’altro, anzi, direi che è un album che va sentito più volte per scoprirne tutti i segreti.

Quanto è durato il processo compositivo e di registrazione dell’album?
Ho voluto lavorare quest’album come si faceva qualche decennio fa, ovvero prendendosi tutto il tempo necessario per curare al minimo dettaglio ogni sfumatura sonora e di testo affinché il mio linguaggio fosse esaltato al massimo. In totale, tra preproduzione, riprese, mix e mastering abbiamo impiegato circa un anno e mezzo.

Di quali temi racconti nel tuo nuovo cd? C’è qualche brano in particolare a cui sei maggiormente legato?
Le tematiche dell’album sono davvero tante, dalle riflessioni più positive sulla libertà, l’istintività, la passione e l’erotismo, sui sogni ma anche sul risveglio, fino ad arrivare alla paura, ai segreti più nascosti, ai vampiri, la solitudine e gli sconforti; naturalmente sono legato a tutti i brani indistintamente ma se dovessi nominarne uno che rappresenti l’intero album direi “Mr.Hide” che è forse il manifesto di tutto il lavoro, una dichiarazione di ciò che sono realmente, o almeno della mia parte meno compromessa e più pura.

Come pensi si evolverà il mercato discografico in questo periodo di crisi profonda? Quanto pensi che il web 2.0 abbia cambiato (o cambierà ulteriormente) la situazione?
E’ difficile immaginare come si evolverà il mercato discografico, i CD si vendono sempre meno e le major non sanno più da dove guadagnare, le piccole etichette  faticano perché difficilmente rientrano con le spese d’investimento e i media sono più interessati al gossip piuttosto che alla musica in se; in tutto questo l’unico futuro non può che essere il web, anche se a mio avviso siamo ancora in una fase intermedia, i social network, i forum , i blog e youtube aiutano la diffusione di un progetto ma per adesso la finestra è talmente vasta e dispersiva che si rischia di perdersi o di perdere stimoli interessanti a vantaggio appunto del gossip, degli scoop o di bizzarrerie che spesso hanno poco a che vedere con la cultura o l’arte; tra l’altro manca ancora l’ultimo step del web, l’implementazione totale delle radio e della tv che cambierà ulteriormente questo panorama, infine anche tutti noi siamo ancora in una fase di apprendimento, nessuno è stato abituato a tanta anarchia, si deve solo capire come muoversi al meglio all’interno di questo nuovo mondo digitale.


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Qual è il tuo parere riguardo al mondo dei talent show? Pensi sia giusto che siano la principale forma di promozione discografica del momento?
I talent show rappresentano un’altra forma di repressione dei contenuti, della ricerca e della musica nel senso più alto del termine, il solo fatto che siano tutti incentrati esclusivamente sulle doti canore e interpretative dei partecipanti dovrebbe bastare per capire la politica che viene adottata. Inoltre il successo dei talent show ha tolto spazio ed interesse ad un’enorme fascia intermedia di musicisti che hanno molto da dire ma che faticano non solo ad apparire in tv o in radio ma anche a raggiungere un numero sufficiente di concerti per garantirsi il prosieguo della propria carriera. Sinceramente spero che la fase tre del web ma ancor prima il desiderio di tutti di pretendere qualcosa in più dalla musica, ridimensioni questo fenomeno.

Prossimi impegni?
Fino a tutto Giugno sarò in promozione poi spero di riuscire a fare un tour quanto più lungo possibile, in ogni caso tutti gli aggiornamenti verranno pubblicati sul mio sito, sul myspace e facebook.

 

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