Matteo Beccucci

Eccolo il possessore del tanto ricercato Fattore X, colui che dovrà dimostrare a tutti coloro che l’hanno votato, ma soprattutto a quelli che non l’hanno fatto, di essere davvero un numero uno.

30 aprile 2009

Le premesse ci sono tutte: una voce al di fuori della norma, un carattere forte (necessario contro gli squali del music biz) e, perché no, l’età. Sì, perché secondo alcuni i suoi trentotto anni potrebbero essere uno svantaggio, mentre io credo che arrivare al successo a questa età e con quella maturità sia tutt’altro che uno svantaggio. Riempire di attenzioni (e di soldi) un ragazzo di vent’anni o meno fa correre rischi di certo differenti…

Matteo a prima vista pare molto sicuro di sé, a volte è anche un po’ troppo sulle sue, mentre quando capisce di essere al sicuro comincia persino un po’ a sciogliersi. E’ consapevole che questa sia l’occasione della vita, dopo decenni a rincorrere un sogno facendo altri lavori e poi sudando in sala prove e nei locali. Sa anche, però, che questa vittoria in fin dei conti vale davvero poco e la scorsa edizione di X Factor è lì a dimostrarlo. La serenità è senza dubbio dalla sua parte e anche a chi lo stuzzica con domande relative a programmi in cui si vince molto senza fare nulla (GF?) o a “pseudorivalità” tra partecipanti al talent show di Raidue, lui risponde con molta diplomazia e simpatia (“Se dovessero avere più successo i Bastard sarei solo contento”). La cosa che più dispiace è pensare che un ragazzo dotato di tanto talento sarebbe potuto rimanere un perfetto sconosciuto e che in Italia si possa avere una possibilità soltanto passando dalla tv.

Luca Garrò

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