Max Cavalera (Soulfly) [VIDEO]

A poche ore dalla data di Milano dei Soulfly incontriamo in una cornice alquanto particolare (capirete prossimamente dalle immagini cosa intendiamo) il frontman Max Cavalera.


21 febbraio

Raccontaci brevemente la genesi del tuo sesto album: uscito un po’ a sorpresa quando tutti si aspettavano un proseguo del progetto con tuo fratello.
Anche se volevo andare avanti con entrambe le band avevo già molto materiale pronto per i Soulfly; mi sono accorto di non voler perdere tempo e di volere invece continuare a lavorare e suonare senza pause. Lo stesso Marc Rizzo era della medesima opinione, poiché facendo parte della line up dei Cavalera Conspiracy anche lui è uscito bello carico dall’esperienza, pronto a gettarsi su un nuovo album dei Soulfly. “Conquer” ne ha giovato, e di molto: ha un sound molto fresco e aggressivo, sicuramente migliore di quello che sarebbe potuto diventare se avessimo aspettato.

Come è nata la collaborazione tra te e Dave Vincent per il brano “Blood Fire War Hate”?
La canzone era finita, tranne quella parte che sarebbe stata di Dave; da anni avevo l’idea di lavorare con Dave oppure Chuck (ex Death), che come sai però è scomparso otto anni fa. Allora ho contattato Dave e gli ho chiesto se gli andava di fare una guest appearance sul brano di apertura al nuovo album. Si è dimostrato subito molto interessato e allora l’ho fatto venire a Orlando, dove stavamo registrando “Conquer”; inutile dire che ha fatto un ottimo lavoro, adoro come ha reso le linee vocali nel pezzo. Si può dire che anche grazie a lui adesso la nostra scaletta si apre con  “Blood Fire War Hate” e si conclude con “Eye For An Eye”, due pezzi con le palle.

I Soulfly sono sempre stati una band che non ha mai prodotto un disco uguale all’altro e in costante evoluzione. A che punto e’ l’evoluzione del Max musicista dei Soulfly?
Nemmeno io so mai cosa mi riserva il futuro con i Soulfly, è uno dei motivi per cui mi piace continuare con questo progetto. Ho una grande affiatamento con i miei compagni, anche perché ascoltiamo la stessa musica, sono molto fortunato in questo.
È molto facile per noi fare musica, perché è quello che ci piace fare, non seguiamo il volere della label, dieci anni fa è stata l’ultima volta in cui lo abbiamo fatto e non è finita bene. La Road Runner  capisce cosa vogliamo e ci lascia carta libera, col risultato che possiamo scrivere per noi e i fan.

Quando hai cominciato quest’avventura avresti immaginato di arrivare a 6 dischi e riuscire a convincere anche i fans più scettici che questa era davvero la tua nuova casa?
Non avevo idea di quanto ci sarebbe voluto, ma in fondo sapevo che alla fine le persone avrebbero apprezzato il mio lavoro e capito quello che volevo fare, che in fondo non è tanto diverso da quello che facevo prima con i Sepultura. L’essenza della musica e dei testi è la stessa di dieci anni fa, con la differenza che forse ora sono diventato più bravo e abile. All’inizio la gente diceva “vado a vedere il nuovo gruppo di Max”, adesso dicono “vado a vedere i Soulfly”, e questo è un grande traguardo che mi rende estremamente felice.

Nella tua carriera hai suonato insieme a molti musicisti, ma tra questi il tuo chitarrista Marc Rizzo ha a mio parere doti straordinarie, tra cui essere un bravissimo suonatore di flamenco. Ti vedremo mai come guest in un suo disco?
Sono d’accordo con te, Marc è un grande chitarrista, mi trovo benissimo con lui sia sul palco sia nella vita quotidiana; tempo fa mi disse che prima o poi avrebbe voluto fare un album o una canzone di flamenco in cui io avrei dovuto cantarci dentro, ma non con una voce pulita, piuttosto urlando e mettendoci tutta la mia rabbia. L’ho sempre trovata un’idea molto interessante perché non è mai stata tentata prima, prima o poi la metteremo in pratica.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto?
La musica è IL sogno e la mia religione, ho una filosofia con la quale ho vissuto per molti anni, e prima o poi dovrei trasformarla in una canzone, perché è semplice ma diretta. Per me la vita è “Life, music and death”. Sono nato, faccio musica e poi morirò. Cosi vivo. Questo spiega tutto di me.

Cosa dobbiamo aspettarci da te per il futuro? Un nuovo album dei Soulfly dopo questo tour oppure un nuovo disco con tuo fratello?
Attualmente ho bisogno di una doccia, sono due settimane che non ne faccio una! (risata)
Dopo di ciò degli show pazzeschi qui in Italia, la terra di origine dei parenti sia miei sia di Marc, ci fa sempre piacere tornarci; infine continuare a suonare e comporre.

Nicolò Barovier

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