Max Pezzali, la mia seconda volta a Sanremo

max pezzali

Sedici anni fa al Festival di Sanremo aveva la febbre ed era inseguito ovunque dai microfoni.

Max Pezzali, non hai un buon ricordo di quella esperienza.
No, affatto! Ero in gara e avevo scritto il brano di Fiorello, fidanzato con Anna Falchi: immagina la curiosità dei media e il gossip. Arrivavo da due dischi di successo, sentivo la pressione e avevo la febbre. Ero anche un po’ sprovveduto: sapevo cosa significasse Sanremo, ma provarlo sulla propria pelle è diverso.

Infatti, questa è una settimana-centrifuga…
Ma io sono qua per divertirmi, stavolta. E ormai so anche come funziona. In più c’è la garanzia di uno come Gianni Morandi al timone. Tutti vogliono fare ascolti, e ovviamente anche lui come conduttore ha questo obiettivo, ma resta un cantante e secondo me è importante essere guidati da uno che fa musica e non solo tv: Gianni salvaguarda quello che noi andiamo a proporre sul palco.

Tu canti “Il mio secondo tempo”: cos’è, colpa dei 40 anni?
43, quasi 44, e un figlio di 2 anni e mezzo che mi sono goduto negli ultimi tempi. Tutti questi elementi mi hanno imposto una riflessione sul fatto che cose e persone che ci tolgono energia e vitalità senza darci nulla in cambio, le dobbiamo mollare senza rimpianti. Dobbiamo, al contrario, cogliere tutte le occasioni che la vita ci mette davanti.

Il tuo nuovo album si intitola “Terraferma”, e contiene il brano A Posto Domattina, che è velato di malinconia. Ce ne parli?
Non c’è tristezza del disco, però un po’ di malinconia sì. In brani come A Posto Domattina descrivo miei coetanei che nelle sere dei weekend vivono come rockstar, lasciando mogli e figli a casa. Il mio non è un atteggiamento moralistico ma malinconico: sembra che non si voglia vedere che c’è un domani. L’eterna giovinezza non esiste, e quando lo si capisce subentrano frustrazione e ansia. Invece, bisogna saper invecchiare. Ricordo quando incontrai qualche anno fa Kid Rock, che mi disse: a 30 anni se fai hip hop sembri vecchio perché sei scollato dalla strada. Anche se fai rock è difficile essere credibile, mentre invece se sei un cantante country riesci a esserlo pur invecchiando. Chitarra, cappello e racconti della vita… Se ti atteggi in effetti scatta un conformismo al contrario, e a voler essere giovane a tutti i costi diventi patetico.

E per quanto riguarda la malinconia?
C’è, perché alla mia età osservi il mondo con tutte le sue possibilità e tutti i suoi problemi, e vedi che non è più quello di quando avevi 20 anni. Le aspettative sono cambiate, inevitabilmente.

Max Pezzali sarà in concerto a Roma il 30 aprile e a Milano il 5 maggio.

Francesca Binfarè

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