Melanie Fiona (Press Conference)

Dotata di una voce incredibile e di una simpatia coinvolgente, Melanie Fiona è pronta a conquistare il pubblico italiano. Ecco le sue parole nel pomeriggio che ha preceduto il suo showcase a Milano.

8 giugno 2009

“Questo disco è per me uno straordinario punto di arrivo. Sono una songwriter oltre che un’interprete, ho scritto pezzi per altri per anni ma ora sono davvero felice di essere arrivata al debutto. Mi sono trovata in mezzo a delle persone eccezionali, la Motown mi conosceva già ma mi ha davvero aiutata al massimo per il nuovo disco. Ho impiegato diverso tempo a registrarlo, sono stata in giro per un sacco di studi di registrazione ma non avevo assolutamente fretta, proprio perché desideravo avere il meglio che si potesse avere. Il mio genere? Dovessi definirmi seccamente direi pop-soul, tuttavia ascolto tanti artisti e quindi conosco bene la scena RnB o quella hip hop, ma penso che il mio modo di cantare si avvicini molto al soul anche se poi molti brani finiscono classificati come pop.”

“Sin da quando ero bambina ho avuto la passione per il canto. I miei genitori mi hanno cresciuta bene, visto che ascoltavano Sam Cooke, Nat King Cole, The Ronettes, Bob Marley, Whitney Houston, inoltre mio padre mi portava con lui quando registrava con la sua band in cui era chitarrista…insomma da subito ho capito quale sarebbe stata la mia strada. Lo ammetto non è stato facile quando ho detto ai miei genitori che avrei voluto diventare una cantante professionista mollando temporaneamente gli studi, poi in seguito ho ripreso e li ho fatti felici. Negli ultimi anni però i miei impegni sono sempre cresciuti fino a diventare la mia priorità durante la registrazione del disco.”

“Il titolo del disco? Bè The Bridge è il ponte che collega chiunque e che porta in qualsiasi posto! Sono figlia di immigrati, sono Canadese ma i miei sono originari dei Caraibi, ho conosciuto moltissime persone provenienti da diverse parti del mondo e amo incontrare e confrontarmi con culture diverse. Mi piace quindi pensare che questo ponte connetta me con le persone che vogliono ascoltare la mia musica, che connetta diversi tipi di ascoltatori con il mio sound, che permetta loro di apprezzare tutte le influenze che ho inglobato nel corso degli anni e che a sua volta permetta a me di arrivare in paesi lontani. Sapete generalmente gli artisti in Canada hanno sempre qualche remora prima di uscire dal proprio territorio, io invece non vedevo l’ora di venire in Europa e di cercare di diffondere la mia musica a più persone possibili.”

“Penso che con i tempi che corrono, con la crisi economica che è pesante per molte famiglie, si debba ricominciare a mettere la qualità della musica al primo posto. Se vogliamo che le persone comprino i dischi originali e siano soprattutto contenti di spendere i loro 10/15 dollari per nuova musica, dobbiamo garantirgli la qualità. Ho cercato di mettere tutta me stessa nel disco affinchè risultasse e bello da ascoltare dall’inizio alla fine, perché non avesse filler, perché ogni canzone fosse qualitativamente valida, e così ha fatto tutto il team di produzione. Penso che anche le etichette debbano capire il momento, e sfruttarlo per trovare magari un modo migliore di utilizzare internet e tutta la rete. Senza il web, senza myspace o facebook non sarei mai riuscita a far ascoltare la mia musica e a farmi conoscere da così tante persone, il mezzo internet è una delle cose migliori che siano mai state progettate. È vero che il file sharing danneggia noi artisti e le discografiche, ma penso che il problema si possa aggirare puntando sulla qualità dei dischi, come dicevo prima, e anche su metodi di controllo migliori. Quando ho visto che il mio cd era su Emule pochi giorni prima della sua uscita mi è dispiaciuto non lo nego, perché avevamo fatto il possibile per evitare che ciò accadesse ed eravamo stati attenti, ma così è il trend di questi anni, è una cosa che non si può evitare e bisogna andare avanti ugualmente. D’altra parte dai, quando eravamo giovani noi piratavamo qualsiasi cosa sulle cassette, registravamo dalla radio, dai dischi, da altre cassette originali, è solo cambiato il metodo e la facilità con la quale si riescono a ottenere le canzoni. L’importante ripeto è concentrarsi ancora di più sul proprio lavoro e produrre qualità, il resto verrà da sé.”

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