Michele Di Toro presenta Echolocation

Michele Di Toro ha pubblicato il nuovo album “Echolocation” pubblicato dalla VOLUME! Records, edito da Protosound Music & Cramps, distribuito da EDEL. “Echolocation” vuole essere un’importante risposta ai grandi pianisti che il mondo mediatico ci ha dato modo di conoscere; quella corrente musicale che abbraccia il jazz e la classica contaminandosi di quel sapore “popolare” che sa come arrivare a tutti coloro che si fermano ad ascoltare. “Echolocation” è un disco molto coraggioso, perchè hai deciso di incidere un lavoro di composizioni improvvisate al momento? Perchè credo rappresenti la mia vera essenza di artista. Da sempre sono sedotto dalla liberà che solo l’improvvisazione può raggiungere. E poi c’è la variabile del “rischio” che ha il suo fascino…

Quali dei tuoi precedenti album consiglieresti per un neofita delle tue composizioni che si avvicina alla tua arte con Echolocation?
Forse consiglierei Thanks perché ci sono alcune mie composizioni che potrebbero appassionare anche i musicisti provenienti dal mondo classico.

Quanto pensi sia in grado il mercato di recepire un lavoro del genere?
Non è facile recepire un disco in piano solo in generale. In quanto al mio, spero all’attenzione di più persone possibili.

Come vedi la scena jazz contemporanea? Nomi o acts di rillievo e giovani da tenere d’occhio (se ce ne sono)?
La scena artistica attuale è molto interessante direi. Ci sono tanti giovani emergenti che hanno una bella personalità musicale. Non è facile imporsi ma l’importante è provarci…

Hai già qualche anno di carriera alle spalle, riesci a individuare qual è stato fino a questo momento il tuo punto più alto della carriera come musicista? E quello più basso?
Ogni momento della propria carriera ha la sua importanza. Personalmente, vivo ogni concerto o evento in modo intenso e questo mi permette di essere spontaneo sempre con la mia musica e col pubblico. Non ci sono secondo me veri momenti alti o bassi. L’importante è saper vivere le situazioni che ci si presentano ogni giorno con la massima umiltà e naturalezza.

Come giudichi la situazione per la musica e la discografia in generale in un momento di crisi economica così globale e devastante?
La musica purtroppo, come altre forme d’arte, risente maggiormente a mio avviso della crisi economica globale. Ci sono tantissimi e ingiustificati tagli alla cultura ogni anno, sempre di più. Tutto ciò non fa bene certamente a nessuno. Ci vorrebbe un vero “risorgimento della cultura” a tutto campo!

 

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