Mika (Press Conference) [VIDEO]

Un personaggio solare e disponibilissimo Mika, artista alla mano ed estremamente attento nel soddisfare nelle risposte i propri interlocutori.

8 ottobre 2009

In tour promozionale per il suo nuovo album da poco uscito, ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni (e alla nostra videocamera)…

VIDEOINTERVISTA

“Sì sono io il ragazzo che sa troppe cose, quando ero più giovane pensavo di sapere troppo, ero sempre fuori a guardare le persone a distanza, insomma quando passi tutto il tuo tempo a guardare persone da una distanza pensi di conoscere tutto di loro, quando ero giovane seguivo la gente quasi la pedinavo, ero fiero di quanto facevo, mi faceva sentire importante…questa è in sostanza la prima parte del significato del titolo, la seconda è un riferimento a Hitchcock, mentre la terza è nel fatto che volevo a tutti i costi un titolo che avesse la parola ‘boy’ (ragazzo) al suo interno…questo insomma è il mio esame finale per la mia giovinezza…’boy’ è una parola molto usata comunemente (cita tra le altre ‘boy toy’, una bonus track statunitense “Love boy”) e la volevo in modo che il mio disco avesse il titolo di un film, inizialmente il titolo dell’album doveva essere We Are Golden ma non mi piaceva proprio, anzi non dava l’idea del disco e non volevo ripetermi troppo, volevo qualcosa che suonasse nuovo…mi sono dilungato troppo eh?
Mi dispiace, so che non è una risposta breve da trenta secondi! Mi ricordo sempre un’intervista fatta in Asia, mi chiedevano perché il mio album si intitolasse Life In Cartoon Motion e io…bene, vuol dire guardare la vita attraverso gli occhi di un cartone animato, la velocità delle cose, la saturazione dei colori…e la giornalista mi guardava così…e mi stroncò in sede di recensione, non riuscì a capire una parola di quanto stavo dicendo…sapete le cose che hanno poco senso le ho sempre trovate così interessanti (risate, ndr), anche nei miei testi mi piace essere un po’ fuori dalle righe ogni tanto…mi diverto!”

“No non sono un eterno ragazzo! – mi piacciono i tuoi braccialetti – no, non voglio essere considerato così, sono effettivamente affascinato dalla giovinezza, credo che quando siamo giovani siamo pressoché unici e spontanei nella nostra singolarità e mano a mano che invecchiamo perdiamo tutto questo…quando poi siamo davvero vecchi recuperiamo questa unicità, perché non ce ne frega più niente di nulla, sappiamo che stiamo per morire, e andiamo a recuperare quanto avevamo quando eravamo bambini. Non sono una vittima della sindrome di Peter Pan, non è un modo per sfuggire alla realtà, mi piace vederlo come un modo di atteggiarsi per sfuggire a tutta la merda con cui abbiamo a che fare ogni giorno, cerco di rappresentare tutto questo come se fosse un libro comico attraverso la mia musica, cerco di recuperare l’attitudine che sta dietro questi scritti…
Leggete ad esempio qualcosa di Daniel Clowes, Ghost World è un film basato sulle graphic novel di Clowes, e lui ha a che fare con argomenti mondani in cui accadono un sacco di cose orribili e un sacco di cose normali e vengono tutte presentate sotto forma di graphic novel adatte ai bambini nonostante siano cose molto serie…insomma la combinazione di queste due cose mi affascina molto, è un modo per renderti accessibili alle persone e farti ascoltare anche se parli di temi difficili, tutto questo dà un grande potere alle cose che dici… in ogni modo a me le cose naìf piacciono, ma non penso che tirare in ballo la sindrome di Peter Pan sia giusto, in sostanza la giostra dei cavalli è affascinante fino a quando non arrivi a capire che è fatta semplicemente di carta e plastica…se tu guardi le cose dal punto di vista dei bambini e poi c’aggiungi l’oscurità e la profondità della realtà effettiva che ci circonda ottieni qualcosa che è molto più profondo e meno bidimensionale…
Una cosa che mi dà fastidio è quando sento dire che Mika è simile a un intrattenitore per bambini…mi dà fastidio…ma non mi provoca una reazione mediante la quale dimostro il contrario, cerco di dare a chi pensa così ancora più elementi per dimostrargli che non ha capito nulla e che io sono molto più ribelle di quanto credono…insomma mi dà fastidio chi mi classifica rapidamente come eterno bambino o cose del genere, fuori sembra che io mi diverta sempre e sia spensierato, in effetti lo sono ma perché riesco sempre a mantenere un certo distacco da tutto questo…sapete mano a mano che cresci e non sei popolare o conosciuto, maturi una forma di distacco da quanto ti circonda, sono successe così tante cose nella mia vita o nella mia famiglia che ti fanno pensare che sia giusto divertirsi, sia giusto ridere, sia giusto essere forti, mantieni sempre il sorriso semplicemente perché non vuoi farti sbattere giù da nessuna cosa che possa capitarti o farti del male…credo che abbia molto a che fare con lo spirito Libanese, un momento piangono, un momento dopo ridono, ma non ti annoiano mai dopo tutto…”

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