Jason Netherton (Misery Index)

Pur essendo una band prettamente underground e con una storia relativamente breve, i Misery Index godono già di un seguito fedele. Incontriamo il bassista-cantante Jason Netherton per due chiacchiere sull’imminente “Traitors”.

“Traitors” uscirà il prossimo ottobre in Europa. Potresti spiegarci qualcosa sul lavoro che c’è stato dietro a questo disco?

Questo disco riflette le influenze del nostro chitarrista Mark (Kloeppel, ndr) più che in passato: lui ha dato un grosso contributo alla band sin dal suo ingresso nel 2005. Con il precedente “Discordia” abbiamo lavorato molto velocemente, e non ci conoscevamo ancora bene. Con “Traitors” puntiamo ad esplorare le varie sfumature del grind, del death, del thrash, pur mantendendo lo stile Misery Index. Abbiamo impiegato 8 mesi a scrivere il nuovo disco (iniziando lo scorso autunno): sono state scritte 15 tracce, per poi decidere di registrarne undici. Abbiamo deciso di lavorare con il chitarrista Kurt Ballou dei Converge nei suoi God City Studios di Boston, dedicando più tempo per rifinire il suono di batteria e chitarra, allo scopo di ottenere qualcosa che ci soddisfasse pienamente, creando la migliore cosa che si potesse fare in queste circostanze.

Quali sono i temi trattati in questo disco?

Sono di vario tipo: dalle popolazioni indigene di “We never come in peace”, barbaramente invase e colonizzate dall’uomo bianco, alla politica, sia di destra che di sinistra, di “Partisans of Grief” e “Black sites”. Abbiamo voluto dare anche spazio alla crescente cultura della paura nella società americana (“Traitors”), ma anche al concetto della società anarchica di Barcellona, formatasi tra il 1936 e il 1939, e ad alcune previsioni sul futuro (“Ruling class cancelled”).

Dai titoli delle canzoni, questo album sembrerebbe un album molto “di sinistra”: c’è un concept o una linea comune tra di esse?

Il tema comune è che tutte sono vere e proprie critiche e opinioni sui fatti di ogni giorno che avvengono nel mondo. Ovviamente, la musica nei Misery Index ha un valore prioritario, siamo una band che suona metal e i testi hanno un ruolo complementare. In ogni caso, anche se i nostri testi sono molto carichi ed arrabbiati, siamo sempre concentrati principalmente sulla musica.

State pianificando un tour mondiale di supporto?

Sì, il nostro piano è di diluire i vari tour nell’arco dei prossimi 18 mesi. La prima parte, già confermata, ci vedrà girare gli Stati Uniti e il Canada con i Black Dahlia Murder, per poi sbarcare in Europa ad inizio 2009 con gli Hate Eternal.

Il nome della vostra band deriva dal nome di un indice economico (che è la somma dell’indice di disoccupazione e dell’inflazione, ndr) e da un disco degli Assuck. Come mai avete scelto questo nome.

Prima di tutto perché ci piaceva, e poi per la sua connotazione nella società, nella quale non è giusto calcolare la miseria con un semplice numero.. ah, e anche perché gli Assuck sono stati una band fottutamente grande.

Il vostro secondo disco per la Relapse… l’etichetta sta lavorando bene con voi?

Molto bene: ora come ora, non riusciamo ad immaginarci in una label diversa da questa. Ci troviamo alla perfezione e ormai siamo uniti da un legame di profonda amicizia.

Mark Kloeppel e Adam Jarvis fanno parte del side project “Criminal Element”, che ha pubblicato ben due EP nel 2006. Dopo il tour di supporto a “Traitors”, ci sarà spazio per lavorare al primo full lenght?

Sì, in questo momento la band è un vero e proprio collettivo death metal: infatti con la band collabora Derek Boyer dei Suffocation e l’attuale cantante è Vince Matthews (ex Dying Fetus). Vince, attualmente, sta cercando di pianificare il progetto e penso che il disco potrebbe uscire nel giro di poco tempo, e uscirà in Europa per un’etichetta ceca.

L’ultima domanda è sulla Anarchos Records, la vostra label. Qualche piano in futuro?

Bene, non è una vera e propria label, visto che l’abbiamo fondata per stampare nostro materiale autoprodotto, oltre al fatto che non abbiamo altre band sotto contratto.

Nicola Lucchetta

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