N.O.A., Ultimo Show sarà l’ultimo disco

Noa Ultimo Show

Abbiamo scambiato qualche battuta con i N.O.A., duo rap/hip – hop fresco di pubblicazione del suo ultimo album, “Ultimo Show“. Ecco quel che ci hanno raccontato.

Ciao ragazzi, e grazie a nome della redazione di Outune.net per il tempo che ci concedete. Comincerei citando un vostro pezzo: “Chi sono i N.O.A.”?
I N.O.A. (Nessuna Opzione Alternativa) nascono nel 2005 a Verbania, da un’idea di Diba (cantante e produttore) e Jolly (autore dei testi e rapper), i quali hanno convogliato le loro doti sinergicamente, in un’attività di squadra, riuscendo a ottenere un prodotto finale professionale e di qualità.

Fin dagli inizi i N.O.A. hanno sempre cercato di impegnarsi concretamente nel sociale, volete raccontarci qualcosa a riguardo?
Sì, il nostro intento è sempre stato quello di impegnarsi nel sociale; da sempre abbiamo cercato di utilizzare la musica come strumento per diffondere un pensiero positivo e privo di vincoli.
Già con i primi due album (“Fuori dal mazzo” e “ Respira”) abbiamo cercato di porci in evidenza contro l’abuso di alcol e droghe e per il rispetto dei diritti umani. Partecipando ad eventi e manifestazioni come il “Concerto di natale per i diritti umani“, tenutosi al teatro “Ciak” di Milano e alla “Festa della Befana” organizzata dalla Polizia di Stato presso il teatro “Dal Verme” di Milano, oltre che a numerose ed importanti manifestazioni di beneficenza in diverse parti d’Italia, abbiamo cercato di portare il nostro messaggio in particolar modo alle fasce di età più giovani.

Cos’è il progetto “Ultimo show”?
Sulla scia dell’ottica prettamente e puramente sociale in cui i N.O.A. da sempre si muovono, nasce anche questo ultimo lavoro, a cui seguirà lo scioglimento del gruppo. Proprio per questo il progetto non intende avere assolutamente fini di lucro o di promozione del gruppo stesso, dato che ad esso non seguiranno altri lavori dei N.O.A. e che l’album è scaricabile gratuitamente da internet.

“Ultimo show” quindi sarà il disco di addio dei N.O.A. Come mai questa decisione?
Per vari motivi, elencandoli potremmo cominciare dicendo che siamo un po’ stufi di essere “quelli de L’attimo”, e anche di sentirci poco valorizzati venendo quasi sempre invitati ad eventi dove ci chiedono di suonare gratuitamente. Ma il motivo principale è che i produttori ci hanno detto che la nostra musica non può funzionare a livello commerciale perché i nostri testi fanno pensare troppo. Dopo queste affermazioni abbiamo deciso che d’ora in poi parleremo il “grandefratellese”, e poi staremo a vedere come andranno le cose.

Perché la scelta di distribuire gratuitamente il disco? Non c’è il rischio che la gente snobbi un prodotto distribuito gratuitamente?
Si tratta di un prodotto di qualità, che vuole essere un nostro personale regalo ai fans, anche se il fatto di regalarlo quasi sicuramente farà pensare alla gente che si tratta di un prodotto scadente.
Nonostante questo il disco è stato scaricato da circa 15000 persone, quindi riteniamo che stia andando decisamente bene.

Parliamo un po’ di questo ultimo lavoro dei N.O.A. allora…
Il disco è piuttosto eterogeneo, contiene pezzi dei generi musicali più vari, dal classico rap al reggae, dal pezzo dance, al rock con le chitarre distorte, al pop, ce n’è per tutti insomma. E poi si tratta di un disco ricco di collaborazioni con altri artisti, non solo nel campo della musica. Per citarne alcuni: Flavio Oreglio (poeta catartico di Zelig), Salvatore Striano (uno dei protagonisti del film “Gomorra”), Graziano Salvadori (dal programma di Rai 2 “Aria Fresca”), Salvo Spoto (comico di “Colorado” e “Comico in sciopero” di “Zelig Off” su Italia 1), Roberto De Marchi (comico di “Colorado”), Massi “Bubbi” Pipitone (“Tony Manero” di Colorado).
Senza dimenticare l’apprezzatissima partecipazione di Roby Facchinetti (Pooh) e Andrea Pollione (ex tastierista di Gatto Panceri) nella stesura e arrangiamento di uno dei brani dell’album più toccanti ed emozionanti di tutto il progetto; “L’attimo”, in cui si tratta l’argomento delle stragi del sabato sera. Ed ancora, le chitarre di William Marino (a nostro avviso, uno dei più bravi ed espressivi chitarristi in Italia con esperienze  importanti che contano anche collaborazioni con artisti del calibro di Mina).
Un grazie infine a Mirko Zullo, (il quale, oltre ad aver partecipato al progetto, dirige ed ha diretto (e dirigerà!), i videoclip dei N.O.A.), a Massimo Ottini per il solo di chitarra in “Hanno detto“, a Gabriele Tonsi per il solo di chitarra in “I vostri figli” e per ultima ma non ultima, Jabel Salvò, la voce femminile di tutti gli album dei N.O.A.
Fortunatamente esistono ancora persone che danno più importanza ai valori della vita che ai soldi e che hanno compreso la vera essenza di questo progetto. Grazie a tutti loro. E a voi che ci seguite con tanta passione.

Dopo quanto detto finora non posso non chiedervi nulla a proposito de “L’attimo”…
Il pezzo  parla delle stragi del sabato sera e delle conseguenze tragiche alle quali può portare l’abuso di sostanze stupefacenti e di alcol. L’ispirazione è venuta da una mail che girava qualche tempo fa in rete; la mail parlava di una giovane ragazza che andava ad una festa, e prometteva alla madre che non avrebbe bevuto perché avrebbe dovuto guidare. La ragazza mantiene la promessa, ma quando sale in macchina per tornare a casa viene coinvolta in un incidente causato da un ragazzo ubriaco. Il finale è tragico ma l’intero racconto era talmente toccante ed intenso che abbiamo pensato che fosse necessario farci una canzone…da qui è nato “L’attimo”.
A tutto questo c’è da aggiungere che in questi giorni uscirà un cortometraggio che tratta proprio questo argomento, intitolato “L’attimo” e che avrà il nostro pezzo come colonna sonora. Vogliamo per questo ringraziare l’autore del corto che è un nostro grande amico e anche un nostro fan: Maurizio Schettino.

“L’ultimo show” è stato distribuito gratuitamente ed esclusivamente on-line. Cosa pensano N.O.A. di internet, del filesharing e dei social-network?
Diba: penso che tutto quanto sia sopravvalutato, specialmente il potere dei social-network trovo sia considerato in maniera eccessiva. Abbiamo constatato tramite la nostra esperienza che il ritorno che danno queste piattaforme alla fine non è paragonabile a quello che abbiamo sempre ottenuto in altre maniere. E poi alcuni meccanismi ci risultano poco trasparenti, poco chiari, e la cosa non ci piace particolarmente.
Jolly: riguardo al download e al filesharing ritengo che sia un ottimo mezzo per la diffusione della musica come forma d’arte. Certo c’è l’altro lato della medaglia, che è il danno economico che viene arrecato alla musica in quanto business. Danno che si ripercuote sulla vendita dei supporti tradizionali legati alla musica (CD e dischi), ma che l’industria musicale di contro ammortizza consentendo l’immissione sul mercato di tutto il necessario per usufruire al meglio delle opportunità che da la rete.

Quali sono le vostre influenze musicali principali? E i vostri artisti preferiti?
Jolly: il mio artista preferito è Diba.
Diba: e il mio Jolly.
Jolly: per quanto riguarda le influenze musicali possiamo davvero dire tutte e nessuna. Ci ispira qualsiasi cosa che possa darci lo spunto per scrivere un pezzo, vecchie canzoni italiane o straniere, brani dance, elettronici, cose moderne e altre più datate.

Siamo alla fine ragazzi. Grazie ancora per la disponibilità. A presto e in bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi, e ai lettori. E mi raccomando, andate sul nostro sito www.noarap.com e scaricate gratuitamente “L’ultimo Show”.

Corrado Riva

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