Nazzareno Carusi ci parla di Petrolio, il suo nuovo disco

Abbiamo raggiunto il pianista classico Nazzareno Carusi perché ci raccontasse qualche particolare sul suo nuovo disco, “Petrolio“, in cui l’artista ha reintepretato, con l’aiuto di ospiti come Lucio Dalla e Fabrizio Bosso, 13 composizioni della storia della musica classica, da Puccini a Schoenberg passando per Piazzolla e Morricone.

Quali sono le principali differenze tra “Petrolio” e il disco precedente? Quanto è durato il processo di composizione e registrazione?
“Petrolio” è una piccola jam session a base di musica classica con amici veri che fanno musica con me. “Live” è stato un po’ il riassunto (se così posso dire) dei miei primi quarant’anni da artista classico in senso stretto: infatti era un box con 3 CD con l’incisione di tre concerti in tre luoghi simbolo della classica internazionale: un Live alla Scala di Milano, un Live al Teatro Colón di Buenos Aries e un Live alla Jewel Box Series di Chicago.
“Petrolio” è nato d’istinto e l’abbiamo registrato al Mikrokosmos di Ravenna praticamente live.

Da dove nasce l’esigenza di riproporre brani così celebri? Come sono stati scelti gli interpreti di questi?
Io credo che tutti debbano godere di questi capolavori, che sono sì famosissimi ma che spesso incutono un po’ di soggezione a chi non frequenta i concerti classici. Invece sono convinto che la preparazione necessaria ad affrontare queste opere sia doverosa solo nell’interprete che le suona e assolutamente superflua in chi le ascolta. La loro bellezza è tale che arriva sempre e a chiunque, senza distinzione di preparazione. Poi, certo, se uno vuol approfondire, benvenga! Vorrà dire che avrò guadagnato un amante in più a questa musica così sublime. E sarò ancora più felice.
Gli artisti che cantano o suonano con me in “Petrolio” sono amici. Amici veri coi quali, appunto, ritrovarci a fare musica.

Come viene considerato il lavoro di musicista professionista in un ambiente come quello televisivo? Con che spirito hai vissuto/vivi tutt’ora l’esperienza su Mediaset?
È una cosa bellissima. Ogni volta che arrivo in studio trovo un’accoglienza calorosissima. Ormai posso dire di esser diventato amico non solo di Claudio Brachino (al quale andrà sempre la mia riconoscenza per aver ideato con me le Pillole Di Classica per Mattino 5 che sono all’origine di Petrolio), Federica Panicucci o Paolo Del Debbio, ma anche di tutta la struttura di Videonews, dalla Raffaella Regoli alla Roberta Bellini a Lorenzo Farneti ad Anna Maria Lando e a tutti i tecnici di studio.

Come inquadri la situazione odierna del mercato musicale stretto tra crisi economica e promozione centrata quasi esclusivamente su vincitori di talent show e simili?
La crisi c’è, ma proprio per questo non si può non affrontarla col massimo della fiducia nel futuro. Io sono un ottimista incallito, quindi credo che ogni momento difficile sia invece da apprezzare come un’opportunità. Per cambiare le regole, per rinnovare il nostro atteggiamento e per verificare con lo sforzo quotidiano la reale portata della nostra passione.
Quanto ai talent, credo che siano una chance ineguagliabile per risonanza mediatica e quindi occasioni di pubblicità. Ma sono altrettanto convinto che senza la voglia dell’artista di continuare a studiare e perfezionarsi e un management lungimirante, solidale e sempre sincero (nonostante che con l’artista sia in ballo il successo anche di business) non si possa fare una grande carriera neanche dopo la vittoria d’una strepitosa lotteria come quella.

Che rapporto hai con la tecnologia? Pensi che internet abbia davvero fatto del male al music business?
La tecnologia è la mia terza passione, dopo Barbara e la nostra larga e bellissima famiglia e la musica. Internet ha moltiplicato all’ennesima potenza le occasioni per ogni artista e dunque non è assolutamente un male. Certo, la pirateria va combattuta perché è un crimine. Ma se i dischi costassero un po’ meno sarebbe più facile, no?!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Il mio manager Carlo Avarello ci sta lavorando su. Intanto, ora ti sto rispondendo da Mosca dove ho appena terminato un concerto; il 15 maggio sono ad Andria con Fabrizio Bosso; il 24 giugno al Castello di Villalta con Vittorio Sgarbi; il 14 luglio al Museo Del Bargello di Firenze sempre con Sgarbi, così come il 26 agosto al Festival delle Nazioni di Città di Castello. Poi a ottobre presenterò Petrolio alla Carnegie Hall di New York per la Italian Academy Foundation. Con me ci sarà Simona Molinari.

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