Negramaro, nuovo album di rock e cuore

Sulla copertina grigia spicca un cuore rosso. Meglio, un uomo-cuore con radici (o rami) che sono anche vene. Si tratta di una scultura su vetro ideata e realizzata da Ermanno Carlà, bassista dei Negramaro. Leader indiscusso della band e autore dei brani è Giuliano Sangiorgi, che corregge prontamente chi gli si rivolge usando il singolare (“il tuo disco”; “no, il nostro disco”).

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Giuliano e i Negramaro trovano la quadratura del cerchio solo in sei (e quindi citiamo anche gli altri, tutti insieme artefici di un successo conclamato dal 2005, anno di “Mentre Tutto Scorre”: Emanuele Spedicato, Andrea Mariano, Danilo Tasco e Andrea De Rocco). “Casa 69” è il nuovo disco della band, che arriva a tre anni di distanza da “La Finestra”. Quella sull’immagine di copertina non è una digressione pour parler, perché è strettamente connessa non solo alla musica ma anche ai temi centrali dell’album: l’incomunicabilità e l’individualità. Un disco che contiene tanto cuore, dice Caterina Caselli, che da sempre lavora al fianco dei Negramaro.

Come sono passati questi tre anni che ci separano dall’album precedente?
Abbiamo lavorato. Abbiamo scritto tantissimo e, per scelta, ci siamo presi del tempo per fare le cose in maniera profonda. Ci sentiamo completi, nel senso che in questo disco non ci sono omissioni, abbiamo detto tutto in maniera diretta. Abbiamo cantato tutte le emozioni degli ultimi due anni e più di vita. “Casa 69” le rappresenta tutte, sia musicalmente sia graficamente.

In che senso?
Abbiamo avvertito la necessità di tornare all’interno di una casa, anzi, della casa dove abitiamo come in una comune, dove viviamo di musica e arte. La nostra casa è il nostro epicentro musicale e il brano “Casa 69” a sua volta è l’epicentro del cd: è la sintesi di tutte le idee contenute in esso.

Cosa intendete dire con ‘questo è il disco dell’io’?
L’uomo è la sintesi perfetta tra lo spazio (tema di “La Finestra”) e il tempo (cardine di “Mentre Tutto Scorre”), l’uomo è anche un cuore (quello della copertina) ed è qualcuno che da solo non può vivere perché ha bisogno degli altri. Oggi il concetto predominante è quello della I-life. La vita ha una I davanti, e ti fa credere che non hai bisogno di nessuno di fianco a te, che puoi avere tutto a casa tua e puoi fare tutto. Non è vero: da solo non puoi.

Come avete applicato questo concetto alla lavorazione del disco?
Abbiamo lavorato in team tornando indietro, all’origine delle emozioni che ci dà il fatto di vivere e lavorare insieme. Ci stiamo abituando a pensare di non aver bisogno di nessuno, noi invece durante la lavorazione dell’album abbiamo sentito molto forte il bisogno degli altri.

Avete scelto come produttore David Botrill, che ha lavorato con Muse, David Bowie e Placebo. Com’è cambiato con lui il vostro sound?
Questo, abbastanza rock, è il suono che ci appartiene ora. A noi piace metterci in gioco, ci prende la paura di ripeterci. Abbiamo fatto sentire le nostre cose a Botrill che ha lavorato con noi con la massima disponibilità. La sua forza è stata farci sentire a nostro agio, dal punto di vista umano oltre che professionale. A noi interessa far capire a chi ascolta il nostro cd che dietro c’è stata la voglia di produrlo artigianalmente.

A quando il prossimo tour?
Pensiamo tra marzo e aprile prossimi. Stiamo facendo le prove in una masseria in Salento e decidendo la scaletta. Ci vedremo presto.

www.negramaro.com

Francesca Binfarè

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