Negrita, la band presenta Déjà Vu

A inizio 2013 i Negrita hanno girato l’Italia con l’Unplugged Tour, un esperimento riuscito talmente bene da trasporlo anche su disco. Inoltre, sono alla vigilia dei vent’anni di carriera. E’ così che vede la luce Déjà Vu, doppio album pubblicato il 17 settembre contenente 26 fra i maggiori successi del gruppo rielaborati in chiave acustica più i due inediti Anima Lieve e La Tua Canzone vero e proprio tormentone radiofonico dell’estate che si sta volgendo al termine.

Déjà vu è la conseguenza del tour che abbiamo fatto all’inizio di quest’anno e che aveva questa impronta, era inevitabile testimoniarla su disco. L’idea, da subito, era di escludere la registrazione live ma risuonare il tutto in studio una volta finito il tour. Non è un greatest hits, non è un live, è un ibrido quindi più appetibile, fa scoprire i Negrita in un’altra angolazione. E’ stupendo constatare quanto il nostro repertorio in chiave acustica funzioni bene nei teatri. E’ un  vecchio sogno nel cassetto da diversi anni ma non c’era mai il momento opportuno. Adesso è arrivato. La cosa interessante, e che la differenzia dall’ elettrica, è che la performance acustica mette più limiti ma, al tempo stesso, ti consente di usare strumenti che, di solito, non abbiamo modo di usare.  Alcune canzoni cambiano totalmente, tipo Bum Bum Bum. O anche Il Libro In Una Mano La Bomba Nell’Altra: è un altro mondo, solo le parole sono uguali. E non tutte.  Un’altra sfida del teatro, oltre agli arrangiamenti, è riuscire a suonare seduti . Sono agitato, devo muovermi continuamente sul palco. Temevo di non farcela, invece quando ti attesti col pensiero sul progetto ti metti lì ed entri nell’ottica. In fondo, è bastato capire cos’è teatro. Paradossalmente, si alza prima il pubblico. Senza luci è la musica che parla in primis, è la parte più importante. E anche ascoltando Déjà vu lo si nota”

Il gruppo aretino, anche dopo il successo, ha mantenuto la sua residenza nella terra natale. Anche se, e questo non è un mistero, trae molta ispirazione anche dai viaggi: “Durante il  tour utilizzeremo un tourbus per investire il tempo in maniera tipicamente rock, cercando di sfruttare l’esperienza in maniera creativa. Appena finiremo ci metteremo a scrivere materiale per il nuovo album. Per quanto riguarda i viaggi fuori dall’Italia, dopo alcune settimane dalla fine della tournée andremo in qualche capitale europea per solleticarci l’anima e la fantasia. I musicisti hanno bisogno di input e di staccare spina dal loro vissuto quotidiano”

I Negrita sono un fiume in piena e non risparmiano le loro opinioni su nulla, nemmeno sulla scena musicale italiana  “I duetti non fanno altro che bene alla musica. Fino a 10 anni fa, nessuno andava sul pianerottolo di un altro musicista perché non ci si metteva in gioco. Per quanto riguarda il rap, genere che adesso sta andando per la maggiore in Italia, non credo assolutamente che sia un fuoco di paglia. Già quando abbiamo iniziato noi stava cominciando a diffondersi, ricordo ancora tutte le posse. L’unica differenza è che allora era molto più underground,  adesso ha una posizione molto più di rilievo. Se si vuole trovare talento, lo si trova di certo nel rap”.

Per quanto riguarda i due inediti , sono due brani molto diversi fra loro “Anima lieve ha uno stile molto più da Negrita, è bluesy però ci ha ritirato fuori delle sonorità e avrà suo ruolo anche in futuro perchè ci ha dato scale armoniche diverse. E poi, ad essere sinceri, è difficile anche per noi capire cosa è da  Negrita e cosa no. Da una parte vogliamo non ripeterci, a tal punto da chiederci “siamo sicuri?” Ecco perché, ad ogni album, alterniamo sterzate alla voglia di far veder sempre le nostre radici. La Tua Canzone è una ballad nata da chitarra e voce. Il risultato è abbastanza pop, è andata benissimo, ha raggiunto la cima di tutte le classifiche radiofoniche. E’ nata per incoraggiare un amico che sta per affrontare una fase delicata della propria vita ma può avere molteplici significati. Un sacco di gente ci ha scritto su Facebook “questo pezzo è scritto per me”. E lì ti chiedi: quanto bisogno disperato c’è di incoraggiamento? A volte è necessaria una pacca sulle spalle per ridare fiducia alle persone.” E, restando in tema di Facebook e social network, i Negrita sostengono “Non vogliamo gli occhi sempre puntati, anzi. Li usiamo esclusivamente per le comunicazioni importanti. I social sanno essere troppo ingombranti e li lasciamo a chi soffre di carenze affettive”

Nel vostro futuro avete in programma anche Sanremo?
“No grazie, abbiamo già dato nel 2003. Al limite possiamo fare da supporto a una band di giornalisti” scherza Pau. E aggiunge “A quelli che guardano Sanremo che diavolo gliene frega del rock? Quando abbiamo partecipato abbiamo visto tutta gente impellicciata e i Pooh in prima fila. Non ci ha aggiunto niente anche perché avevamo un pezzo brutto. Abbiamo tenuto fuori Magnolia, pensa quanto siamo intelligenti a livello manageriale, non l’abbiamo fatta sentire nemmeno a Pippo Baudo. Sapevamo di avere un singolo incredibile ma non l’abbiamo presentato perché saremmo sembrati troppo pop. Un mese dopo Sanremo è uscito Magnolia e ha ribaltato tutti gli esiti del Festival, dato che in radio si sentiva solo quella. Non abbiamo il taglio mentale, siamo stati volutamente fessi.”

Le uniche anticipazioni del tour di Déjà Vu riguardano la setlist “non ci saranno molte differenze con i concerti di inizio anno. Le variazioni maggiori saranno a livello di scaletta, che non sarà la stessa.” I Negrita partiranno il 17 ottobre da Rieti per toccare tutta Italia e concludere il 3 dicembre a Modena.

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