Nomadi, Cuorevivo è il nuovo album

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Esce oggi, giovedì 9 giugno, il nuovo disco dei Nomadi, “Cuorevivo”. Chi segue da sempre il gruppo di Beppe Carletti, sa che solo 7 mesi fa era già uscito un altro loro disco, “RaccontiRaccolti”, fra l’altro il primo album di cover che la band emiliana avesse mai realizzato. E allora perché pubblicare a così breve distanza un altro lavoro? Ce l’hai spiegato ieri in conferenza stampa lo stesso Beppe, coadiuvato come sempre dall’intera ‘famiglia’ dei Nomadi.

Già, perché “Cuorevivo” ha una particolarità. Si tratta della prima opera che i Nostri rilasciano da indipendenti. Infatti, saranno loro stessi a curare ogni aspetto del loro progetto, dalla scelta dei singoli alla promozione. Solo la distribuzione sarà in mano ad altri, precisamente alla Artist First di Claudio Ferrante. Dopo molto tempo passato assieme a Warner, è arrivato il momento del distacco, le strade si sono separate. Perché? “Voglio precisare che non c’è stato nessun problema con la Warner” precisa Carletti. “Abbiamo passato molti anni di collaborazione proficua con loro, ma è venuto il momento di fare delle scelte. Volevamo essere indipendenti, e questa volta per nostra scelta, non come negli anni Ottanta che lo siamo stati ma semplicemente perché non ci voleva nessuno. Ci sono parecchi motivi dietro tutto ciò, il principale è che con la crisi della vendita dei dischi, oggi le major sono diventate semplicemente dei distributori, il loro ruolo non è più centrale come un tempo. E allora tanto valeva che ci auto producessimo noi stessi e che lasciassimo ad altri solamente la distribuzione, come appunto abbiamo fatto”.

In “Cuorevivo”, però, ci sono solo due inediti, ossia il primo singolo “Toccami il Cuore” e “Cosa Cerchi da Te”, mentre le restanti otto tracce sono garbati riarrangiamenti di loro brani che ripercorrono un decennio del repertorio ‘nomade’, dal 1967 al 1977. E non si tratta di brani famosi, bensì di lati b di vecchi singoli oppure canzoni presenti nei loro primi album e poi spesso ingiustamente dimenticate. E allora, spiega ancora Beppe, “abbiamo pensato di omaggiare il nostro passato rispolverando queste composizioni semi sconosciute perché ne abbiamo scorto l’attualità. Penso soprattutto a ‘Mamma Giustizia’, fra l’altro colonna sonora del film ‘No, Il Caso è Felicemente Risolto’, una canzone di un’attualità sconvolgente, che sembra scritta oggi. Oppure ‘Noi’, uscita dalla penna di Francesco Guccini, o ancora la ‘Storia’, che anch’essa non dimostra affatto i suoi trentaquattro anni di vita, anzi è più che mai attuale!”.

Tuttavia, come sempre accade coi Nomadi, non si parla solo di sociale. “Nel disco ci sono ovviamente anche canzoni d’amore nel nostro tipico stile, perché alla fine l’amore c’è sempre, è stato uno dei fili conduttori della nostra storia. Certo non sono canzoni d’amore per sedicenni, del tipo ‘io ti amo, tu mi ami, tocchiamo il cielo, etc’; mi sentirei un po’ stupido a scriverne di simili, però rimangono sempre testi che parlano d’amore. Anche perché, se ci pensate bene, noi non abbiamo mai scelto le parole che andavano di moda, abbiamo sempre portato avanti un nostro linguaggio personale. E forse è anche per questo che, appunto, abbiamo scritto cose ancora attuali e vive”.

Accluso nel libretto del cd, non poteva mancare il ringraziamento alle centinaia di fan club sparsi in tutta Italia. Il fortissimo legame fra i Nomadi e il loro pubblico è la caratteristica più originale del complesso, e anche questo ha permesso una carriera da guinness dei primati come la loro (a oggi sono 48 anni che sono in giro). “Nessuno può vantare dei fan club come i nostri. Non sono certo come quelli delle squadre di calcio. Ci seguono dappertutto, in tutti i concerti che facciamo, e infatti siamo noi a dar loro l’autorizzazione a diventare fan club solo se ci seguono”.

È proprio l’instancabile attività live un altro tratto caratteristico dell’ensemble. “Siamo arrivati a fare quasi 200 concerti l’anno. Non ci siamo mai fatti preclusioni di sorta, siamo sempre andati dovunque ci chiamassero, se solo potevamo. Non solo nelle grandi città, anche nei paesi, nelle feste di piazza dove puoi anche avere 20.000 persone che sono lì per te ogni volta che ci ritorni. Ci piace il profumo della gente”.

Tornando al discorso music biz, a Beppe non da nemmeno fastidio che la Warner faccia uscire un live con Augusto Daolio proprio in contemporanea a “Cuorevivo”. “Quando siamo passati a Warner la EMI faceva lo stesso, probabilmente d’ora in poi lo faranno entrambe. Ma è normale, e alla fine è anche stimolante, vuol dire che credono ancora in noi. Però, se devo essere del tutto onesto, mi ha dato molto fastidio quando hanno deciso di pubblicare ‘Due Re Senza Corona’, brano originariamente contenuto nell’album ‘Allo Specchio’, solo per iTunes, escludendolo dalla versione in cd. Questo voleva dire che un nostro fan, per avere quella canzone, doveva acquistarsi sia la versione fisica sia quella online. Non ci è piaciuto proprio per niente, e non avete idea di quanto mi abbia dato fastidio, l’ho trovata una mancanza di rispetto verso il pubblico, e il rispetto è sempre la prima cosa. Infatti quel brano l’abbiamo poi incluso in ‘RaccontiRaccolti’”.

Ma c’è un pizzico di nostalgia in questo riproporre il passato? “No, non c’è nostalgia, è semplicemente la voglia di continuare ad andare avanti memori del nostro passato, ma guardando sempre al futuro. E se c’è nostalgia, è nostalgia positiva e serena, fatta di ricordi bellissimi”.

Stefano Masnaghetti

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