Norbert Vornam (Squealer)

 

Due chiacchiere col nuovo frontman della band tedesca Squealer, Norbert Vornam.

Quanto tempo ci avete messo per comporre e registrare il nuovo album?

Non è facile definire la cosa sotto forma di mesi o settimane perché i ragazzi iniziarono a registrare e raccogliere idee appena dopo l’uscita del precedente cd; quando decisero di rompere con Gus Chambers (ex Grip Inc.) e io diventai il nuovo vocalist mi diedero tutti i riff su cui lavorare. Tra Agosto 2007 e Febbraio 2008 ho scritto le parti vocali ritrovandomi nel frattempo con gli altri per fonderle con le linee musicali. Per me è stato quindi parecchio inusuale, all’epoca ero in un altro gruppo in cui eravamo soliti provare e comporre per molto tempo per poi rilasciare un demo, invece questa volta il processo è stato molto diverso.

Cosa ti ha influenzato maggiormente durante la stesura delle liriche?

Ciò che mi ha influenzato sono state le mie esperienze vissute sia in prima persona, come per esempio il mio lavoro presso un ospedale per la salute mentale, sia più passivamente, come la politica attuale. Se ascolti l’intero cd infatti noterai come alcune canzoni siano più aggressive mentre altre più melanconiche e deprimenti; ma tutto deriva da fatti realmente accaduti, non sono storie inventate.

Parlaci di come sei entrato nel gruppo, visto che sei una “new entry”!

Quando dieci anni fa suonavo nei Mind Ashes, fummo uno dei primi gruppi a essere scritturati dall’etichetta discografica fondata da Henner (il cantante originale degli Squealer) prima della sua scomparsa. Tramite questo punto di contatto diventammo molto amici con tutti loro, andavamo ai rispettivi compleanni, uscivamo insieme…Se hanno deciso di prendermi dentro è perché hanno potuto vedermi migliorare progressivamente nel corso di questa decade in cui ho militato in vari gruppi. In particolar modo, dopo avermi visto all’opera in un festival nel 2006 in cui io e la mia band suonavamo cover di brani famosi si sono impressionati e si sono fatti avanti con la proposta.

Tra i gruppi che Squealer ha supportato negli anni figurano pezzi da novanta come i Judas Priest. Ora che sei un membro effettivo chi ti piacerebbe supportare?

Sarebbe molto appropriato, data la nostra “doppia natura”, poter fare da spalla a gruppi storici del thrash come i Testament o gli Exodus, cosi come gruppi più power del calibro di Iced Earth o Nevermore. Forse è però più realistico pensare a gruppi Europei come i Tankard, che tra l’altro sono nella nostra stessa label e sono nostri amici.

Avete in già programma date per il tour che andrà a sponsorizzare “The Circle Shuts”?

No, non ancora, stiamo ancora programmando le date. Non sappiamo dove saremo a suonare nei nostri prossimi mesi, l’unica cosa sicura al momento è che saremo presenti nel 2009 ai vari festival estivi.

Per concludere, come vedi la scena heavy tedesca attualmente?

La scena è indubbiamente molto viva, personalmente noi abbiamo un buon seguito nell’underground, ma vale la stessa cosa per chi suona thrash, power e death. Il p2p ha creato momenti di squilibrio cosi come è capitato in tutto il mondo, ma per fortuna gli appassionati nostrani di questo genere di qualunque età essi siano in fondo sono anche collezionisti, quindi comprano i cd cosi come vengono ai nostri concerti, e questo aiuta molto, forse più che in altre piazze.

Nicolò Barovier 

 

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